Ddl riforma legge 180, tso a domicilio e in strutture accreditate
Roma, 16. dic. (fonte Adnkronos Salute) - Più fondi all'assistenza psichiatrica in Italia, obbligo per il medico di recarsi al domicilio del malato qualora quest'ultimo diserti agli appuntamenti fissati nell'ambito di un progetto terapeutico e non solo. I cosiddetti Tso - acronimo di trattamento sanitario obbligatorio - più lunghi e non più ad esclusivo appannaggio degli ospedali pubblici, ma realizzabili anche nelle strutture accreditate e, addirittura, a domicilio del paziente quando si presentino le condizioni per farlo. Sono questi i punti salienti di un disegno di legge del Pdl che prevede il 'restyling' della celeberrima legge Basaglia, il provvedimento che regola l'assistenza psichiatrica in Italia.
E che, qualora dovesse essere disertata dalle Regioni una volta diventata legge, prevede il commissariamento ad acta per chi non si attiene alle nuove regole. La legge 180 "attende una riforma - spiega Carlo Caccioli, primo firmatario del ddl e vice presidente della commissione Affari sociali della Camera, oggi in un incontro sul tema a Roma - che anche il premier Silvio Berlusconi, proprio ieri sera a cena, ha riconosciuto si debba fare". I firmatari del ddl sperano di "chiudere la partita entro il 2009", confidano in una "condivisione politica, che veda unita anche l'opposizione", ma non nascondono "di essere pronti anche allo strappo e alla decretazione d'urgenza qualora il provvedimento in sede parlamentare dovesse essere ostacolato dall'ostruzionismo ideologico". Intanto, per riformare la legge Basaglia, chiedono più soldi per l'assistenza psichiatrica, con una quota percentuale destinata alla causa che ammonti al 7% del Fondo sanitario nazionale, "anziché al 4-5% - spiega Ciccioli, che è anche uno psichiatra - come avviene oggi". Il che si traduce "in tre miliardi di euro in più, che costituirebbero intanto un inizio per cambiare le cose".
Nel ddl il Tso passa dai 7 giorni attuali previsti dalla legge a ben 30. Ma può essere interrotto qualora non ci siano più le condizioni - da verificare ogni 7 giorni - per andare avanti con le terapie. Viene inoltre previsto, ed è questa una delle principali novità dal ddl, il trattamento sanitario prolungato (Tsop) senza consenso. "Il Tsop - spiega Ciccioli - ha una durata di sei mesi e può essere interrotto o ripetuto. Riguarda tutti quei pazienti che necessitano di cure obbligatorie per tempi protratti". E può essere fatto non solo nelle strutture pubbliche. "Il bacino si allarga - spiega il primo firmatario del ddl - alle strutture accreditate", tra queste "comunità terapeutiche, alloggi protetti con educatori, cooperative e strutture di semi-residenzialità". Nonché a casa del paziente, "mentre oggi si incorre in violazione di domicilio se cerchiamo di raggiungerli nelle loro abitazioni". Con questa riforma "non vogliamo restaurare i manicomi nè tantomeno rinnegare la legge 180 - ci tiene a precisare il vice presidente della Commissione Affari sociali di Montecitorio - ma andare oltre senza abbandonare i pazienti in strada o alle famiglie, determinando dei veri e propri manicomi domestici con familiari in ostaggio". "Confido nel gioco di squadra di Governo, Parlamento e addetti ai lavori - aggiunge il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che ha preso parte all'incontro capitolino - la riforma della 180 va fatta tutti insieme, dando vita ad un grosso dibattito che investa tutto il Paese".