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GUIDA ALLA GESTIONE DEL TRATTAMENTO CON CLOZAPINA
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Capitolo 10 - Sistema nervoso centrale

§ 1 - Convulsioni

§ 2 - Disturbi ossessivo-compulsivi

§ 3 - Effetti comportamentali

§ 4 - Effetti da sospensione brusca

§ 5 - Mioclono

§ 6 - Sedazione

§ 7 - Sindrome maligna


§ 1 - Convulsioni

Carbamazepina - Fenitoina - Fenobarbital - Acido valproico

In maniera similare ad altri farmaci antipsicotici (neurolettici), la clozapina può causare anomalie EEG, abbassamento della soglia di convulsività (Leppig e Coll, 1989; Naber e Hyppius, 1992; Schmauss e Coll, 1989; Small e Coll, 1987) e convulsioni generalizzate, tipo grande male (Baker e Conley, 1991; Devinsky e Coll, 1991; Haller e Coll, 1990; Liukkonen e Coll, 1992; Povlsen e Coll, 1985; Simpson e Cooper, 1978).

L'insorgenza delle convulsioni è dose-dipendente e può dipendere anche dal rapido incremento posologico all'inizio del trattamento; il rischio di convulsioni è maggiore nei pazienti con anamnesi positiva per epilessia (Cassano e Coll, 1996). Per questo motivo la clozapina va somministrata con cautela nei pazienti con storia di convulsioni o trauma cranico (Safferman e Coll, 1991).

La relativa maggiore frequenza di convulsioni osservata con la clozapina, potrebbe essere spiegata dalla maggiore affinità della sostanza per i recettori dopaminergici mesolimbici rispetto a quelli striatali e dalla debole azione antidopaminergica (Devinsky e Coll, 1991; Haller e Coll, 1990).

La comparsa di convulsioni, in un paziente in trattamento con clozapina, non comporta necessariamente la sospensione della terapia; è consigliabile ridurre il dosaggio, anche del 50%, ed associare un farmaco anticonvulsivante.

La scelta del farmaco antiepilettico, da associare alla clozapina qualora insorgano delle convulsioni, va effettuata tenendo conto dei criteri esposti nella tabella:

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La carbamazepina è controindicata nei pazienti in trattamento con clozapina, a causa della sua potenziale mielotossicità (Alphs e Coll, 1991; Devinsky e Coll, 1991).

La fenitoina è una sostanza che induce gli enzimi del sistema microsomiale epatico citocromo P450 (Miller, 1991); poiché la clozapina viene metabolizzata da questo sistema enzimatico, l'associazione con la fenitoina provoca l'abbassamento del tasso plasmatico di clozapina.

Il fenobarbital ha un effetto sedativo che può sommarsi all'effetto sedativo della clozapina (Lieberman e Safferman, 1992).

L'acido valproico ha una modesta interazione con la cinetica plasmatica della clozapina (Centorrino e Coll, 1994) ed ha dimostrato, in associazione alla clozapina, una buona tollerabilità globale.




§ 2 - Disturbi ossessivo-compulsivi

In alcuni pazienti trattati con clozapina è stata riportata la comparsa transitoria di sintomi ossessivo-compulsivi (Cassano e Coll, 1996).

Potrebbe trattarsi della slatentizzazione di un disturbo ossessivo-compulsivo preesistente (Lieberman e Safferman, 1992).

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§ 3 - Effetti comportamentali

Gli effetti comportamentali dovuti al trattamento con clozapina possono osservarsi in pazienti suscettibili, soprattutto anziani, e sono probabilmete dovuti agli effetti anticolinergici o all'incremento posologico troppo rapido (Cassano e Coll, 1996).

Consistono in confusione mentale transitoria e, raramente, delirium (Szymanski e Coll, 1991).

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§ 4 - Effetti da sospensione brusca

Gli effetti da sospensione brusca del trattamento con clozapina sono ben documentati e compaiono rapidamente alla sospensione (Borison e Coll, 1988; Palia e Clarke, 1993; De leon e Coll, 1994; Musser e Coll, 1994).

Da un lato si ha l'insorgenza di una sindrome colinergica-serotoninergica, con agitazione, confusione, sudorazione, diarrea, discinesia, cefalea, insonnia, nausea, irrequietezza e vomito (Simpson e Varga, 1974; Lieberman e Coll, 1989), dall'altro è possibile una grave riacutizzazione della sintomatologia psicotica (Cassano e Coll, 1996).

Pertanto è importante tenere in considerazione questi effetti da sospensione rapida nei casi in cui si debba interrompere improvvisamente il trattamento con clozapina (es., per neutropenia). Diversamente, nelle altre situazioni è opportuno effettuare la sospensione in modo graduale (Cassano e Coll, 1996).

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§ 5 - Mioclono

Il mioclono è stato descritto raramente nel corso del trattamento con clozapina; può verificarsi più spesso in pazienti con storia di convulsioni, o nei quali la posologia sia stata incrementata troppo rapidamente (Lieberman e Coll, 1989).

Il mioclono può essere considerato un sintomo premonitore di una crisi di grande male (Berman e Coll, 1992).

Nella maggior parte dei casi il mioclono scompare con la riduzione della dose e solo raramente richiede la sospensione del trattamento (Cassano e Coll, 1996).

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§ 6 - Sedazione

È il più frequente effetto collaterale della clozapina (Lieberman e Coll, 1996); compare soprattutto all'inizio del trattamento e scompare di solito col prosieguo della terapia per l'insorgenza di tolleranza, tranne che in una minoranza dei casi trattati (Cassano e Coll, 1996).

L'effetto sedativo viene attribuito all'azione antistaminica ed antiadrenergica del farmaco.

In caso di sedazione eccessiva, o non necessaria, è consigliabile somministrare la dose maggiore la sera, oppure ridurre temporaneamente la posologia, sino a quando si sviluppa la tolleranza (Cassano e Coll, 1996).

Sul piano elettrofisiologico la clozapina determina un aumento della durata delle fasi REM (Cassano e Coll, 1996).

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§ 7 - Sindrome maligna

La sindrome maligna da neurolettici (SMN) è stata descritta in pazienti in monoterapia con clozapina (Anderson e Powers, 1991; Das Gupta e Young, 1991, Miller e Coll, 1991), ma soprattutto in pazienti trattati in associazione con altri antipsicotici.
Particolare attenzione va posta all'associazione con i sali di litio (Pope e Coll, 1986; Mueller e Coll, 1988).
L'incidenza di SMN indotta da clozapina è comunque molto bassa, inferiore a quella dei neurolettici tradizionali (Wagstaff e Coll).

Lo spettro dei sintomi descritti comprende febbre con tachicardia, ipertensione, diaforesi, leucocitosi ed aumento delle CPK. È stato descritto un caso di aumento isolato delle CPK in corso di trattamento con clozapina (Cassano e Coll, 1996).

L'insorgenza della SMN richiede la sospensione del trattamento. La sicurezza sulla riesposizione di questi pazienti è controversa (Cassano e Coll, 1996).


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BIBLIOGRAFIA
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