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A.M.S. Architettura Modernità e Scienze
Ordine degli Architetti di Genova

MY ARCHITECT
IL VIAGGIO DI UN FIGLIO

Sabato 3 Dicembre 2005

Ore 9,15 Sala dell’Ordine degli Architetti di Genova

Chiostro di San Matteo

Piazza San Matteo

PROGRAMMA

Ore 9,30 Saluti delle Autorità:

Arch. Domenico Podestà

Presidente dell’Ordine degli Architetti di Genova

Ore 9,45 Introduzione ai lavori

Arch. Enrico Pinna

Presidente AMS

Ore 10 Visione del film My Architect di Nathaniel Kahn

Ore 11,30 Il segno, il peso e l’ombra del padre.

Prof. Vittorio Volterra

Psichiatra e Psicoanalista, Università di Bologna

Ore 12 Considerazioni conclusive

Prof. Romolo Rossi

Psichiatra e Psicoanalista, Università di Genova

Ore 12,15 Discussione

Ore 13 Aperitivo

Segreteria Scientifica

Emilia Agrimi

Psichiatra

Benedetto Besio

Architetto

My Architect

Il viaggio di un figlio

Nathaniel  Kahn


Miglior documentario al Chicago International Festival 2003

Nomination all’Oscar come miglior documentario nel 2004.

Nominato agli Indipendent Spirit Awards 2004.

Premio a Nathaniel Kahn al Director's Guild of America 2004.

Il film

My Architect è una storia d’amore, tradimento e perdono, un’esplorazione unica nel mondo dell’architettura. Un figlio intraprende un viaggio, che durerà cinque anni e toccherà cinque continenti, per ritrovare le tracce di suo padre. Ma il padre, morto quando il regista aveva appena 11 anni, non è un personaggio qualsiasi: è Louis Khan, da molti considerato il più grande architetto del Dopoguerra.

Il DVD è accompagnato da Buoni edifici, meravigliose rovine, un libro dell'architetto Nicola Braghieri sull’opera di uno dei maestri dell’architettura del Ventesimo secolo.

Approfondimento

Secondo i più importanti storici dell’architettura, Louis Kahn è stato il più influente architetto della seconda metà del Ventesimo secolo. Tutti i grandi architetti contemporanei descrivono il suo lavoro come "fondamentale e formativo". Figlio di rifugiati ebrei, dopo un’infanzia poverissima negli Stati Uniti, Khan divenne architetto e creò in tutto il mondo alcuni affascinanti edifici e interi quartieri, creature "spirituali" fatte di luce, mattoni, cemento ed acqua che, come è stato scritto, "hanno cambiato la nostra vita e il nostro modo di vivere lo spazio".
Ma se la vita pubblica di Khan fu costellata di successi e riconoscimenti internazionali, la sua vita privata fu assai più catastrofica e contraddittoria. Sposato per decenni con la stessa donna, ebbe due figli illegittimi da due diverse relazioni al di fuori del matrimonio.
Il regista del film, Nathaniel, il figlio avuto dall’ultima amante, ricorda i meravigliosi racconti che, bambino, ascoltava da suo padre: l’India misteriosa, tigri, briganti e foreste. Ma ricorda anche il dolore perpetuo dell’abbandono: suo padre che saliva in macchina per tornare, ogni sera, dalla sua "vera" e legittima famiglia. Per anni, Nathaniel ascoltava suo padre promettere, che sì, un giorno, appena fosse stato possibile, avrebbe finalmente riunito le sue tre famiglie in un’unica casa. Ma nel 1974 Louis Khan morì improvvisamente, carico di debiti, lasciando dietro di sé dolore, rimpianto, rabbia.
My Architect è una ricerca personale, ma descrive con sguardo cinematografico unico i lavori e gli edifici progettati da Khan, incontra i suoi colleghi, i suoi studenti, la moglie, i figli. Si passa dai sotterranei della Penn Station a New York, a Dhaka, in Bangladesh, dall’India a Gerusalemme.
Da questo viaggio Nathaniel, bambino quando Louis morì, cerca di ricostruire la figura di un padre geniale, ispirato, bizzarro, ma allo stesso tempo dolorosamente lontano, scontrandosi con una realtà di abbandono non semplice da accettare.


COLLABORAZIONI

Dato l'alto numero degli avvenimenti congressuali che ogni anno vengono organizzati in Italia e nel mondo sarebbe oltremodo gradita la collaborazione dei lettori nella segnalazione "tempestiva" di congressi e convegni che cos potranno trovare spazio di presentazione nelle pagine della rubrica.
Il materiale concernente il programma congressuale e la sua presentazione scientico-organizzativa puo' essere mandato via posta elettronica possibilmente in formato WORD per un suo rapido trasferimento online

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