Forum Sanità Futura 2004. Il Sottosegretario Guidi: ''La sfida del futuro è laderenza al percorso terapeutico. Manca la risposta a valle dei servizi sociali''. Pronto uno schema di accordo con le regioni
CERNOBBIO (MI) - La necessità da più parti evidenziata (Aziende sanitarie, Associazioni di familiari e singoli utenti) di dare risposte efficaci e tempestive ai bisogni di salute mentale, e di definire modalità e procedure condivise per la corretta applicazione degli accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori, previsti dalla L.833/78, mi ha indotto ad elaborare uno schema di accordo con le Regioni, attualmente al vaglio dei competenti Uffici del Ministero per quanto attiene a specifici aspetti di natura tecnica. Lo ha detto stamane il Sottosegretario alla Salute Antonio Guidi aprendo i lavori della giornata sul Futuro della Salute mentale, nellambito del Forum Sanità Futura di Cernobbio. Sono certo che il confronto con le Regioni consentirà un ulteriore arricchimento della proposta, ha aggiunto, spiegando che l'iniziativa vuole articolare meglio gli attuali strumenti normativi, per favorirne unapplicazione più omogenea sul territorio nazionale ed evitare le derive custodialistiche ormai definitivamente superate. Di fronte ai mutati bisogni di salute mentale della popolazione occorre puntare su tempestività, continuità ed integrazione degli interventi, ha spiegato.
Lo schema di accordo che sarà presentato alle Regioni non tralascia una questione nodale, quella degli Accertamenti e Trattamenti Sanitari Obbligatori che ha spiegato il Sottosegretario saranno volti a tutelare la salute dellindividuo e a ribadirne il carattere sanitario e mai di ordine pubblico. Inoltre la bozza contiene indicazioni integrative della legge sullAmministratore di sostegno, quale ulteriore elemento di partecipazione e garanzia dellutente ed una nota esplicativa sulla libertà di scelta dei luoghi e delle modalità delle cure, al fine di garantire piena accessibilità ai livelli essenziali di assistenza per la Salute Mentale.
Incontrando i giornalisti subito dopo il suo intervento, Guidi ha ricordato che la sfida futura sarà laderenza al percorso terapeutico. Nella fase acuta le persone aderiscono ai servizi, ma è la convalescenza il momento in cui ci dovrebbe essere massima attenzione. Si stima che oltre il 50% delle persone prese in carico si perdano lungo il percorso terapeutico. Persone che fanno male a se stesse o ad altri sono casi minimi anche se trovano ampio riscontro sulla stampa ha spiegato il Sottosegretario - e poiché sono passati attraverso il servizi si stende a dire che questi non funzionano. Non è così. Il servizio non può essere indispensabile a vita, altrimenti léquipe si sostituisce al manicomio.
La vera sfida è laderenza al percorso terapeutico. Secondo Guidi in questi anni si è pensato molto alla presa in carico (strumento sano) e poco al percorso terapeutico; episodi gravi sono il risultato di percorsi avviati, durante i quali non è stata più monitorata la qualità della vita della persona in cura. Occorre risolvere in sostanza quello che Guidi ha definito il sanitario-socio: Se non si completa la seconda parte del percorso, persone che potrebbero non essere più in carico tornano in carico perché non cè a valle la risposta dei servizi sociali. Dopo la diagnosi e la cura lo psichiatra non serve più se non per qualche controllo, serve invece linserimento sociale. Paradossalmente nelle regioni dove i servizi sociali funzionano meglio si spende anche di meno. E li - ha aggiunto - che si gioca il futuro della psichiatria.
da Redattore Sociale