Sono 46mila i minori entrati in contatto con servizi di neuropsichiatria infantile in Lombardia.
I dati della Campagna per la salute mentale che in 12 punti chiede alle istituzioni maggiore attenzione al problema
dal sito Redattore Sociale
MILANO - Un documento in dodici punti per chiedere alla Regione Lombardia e al governo di ripensare i servizi di neuropsichiatria infantile. Il tema è stato affrontato oggi in un convegno tenutosi a Milano e promosso dalla Campagna per la salute mentale, coordinamento lombardo di oltre 60 associazioni di familiari di persone con disagio psichico e operatori che lavorano nel settore psichiatrico. L'incontro, intitolato"Neuropsichiatria infantile in Lombardia, quali bisogni, quali risposte", si è svolto presso l'Istituto S.Vincenzo di via Copernico 5 ed è stata l'occasione per affrontare il tema dell'accesso ai servizi di bambini e adolescenti.
Secondo i dati presentati, in Lombardia sono presenti 29 servizi di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza pubblici e due reparti di ricovero nelle aziende ospedaliere. Sono 999 gli operatori presenti in Lombaardia di cui 196 medici. Servizi a cui si sono rivolti in un anno, 64mila minori (con disturbi più o meno gravi). "Un dato significativo - ha commentato Emilio Brunati, direttore del dipartimento di neuropsichiatria infantile dell'Ospedale Niguarda di Milano -, ma senz'altro inferiore alla prevalenza del disagio psichico tra i minori. Sappiamo anche che esistono lunghe liste d'attesa: il rischio è che problemi limitati alla fase evolutiva e curabili con interventi rapidi si aggravino per la mancanza di servizi in grado di agire tempestivamente". "I servizi per minori sono in una situazione non facile: poche risorse e una presenza sul territorio a macchia di leopardo", ha detto Emanuela Sonzogni, moderatrice del dibattito di oggi e presidente di "associazione Futura", organizzazione bergamasca per la tutela della salute mentale in età evolutiva.
L'incontro di oggi, inoltre, si è svolto a poche settimane dalla presentazione del piano regionale sulla neuropsichiatria infantile (poche settimane fa la Regione aveva predisposto il piano triennale per la psichiatria). Il piano fa seguito a quello sulla salute mentale presentato di recente e verrà predisposto, su indicazione della Regione, da un gruppo di operatori ed esperti del settore, tra cui Brunati. Punti principali del documento: la riorganizzazione dei servizi, l'appropriatezza degli interventi, la formazione degli operatori. In previsione della pubblicazione del documento della Regione, la Campagna per la salute mentale sottolinea alcuni limiti nell'attuale gestione della neuropsichiatria infantile e indica le proprie proposte: la promozione della "presa in carico globale" come approccio alla cura del minore, una maggiore omogeneità di servizi sul territorio, il rispetto della legge 104 del 1992 sull'integrazione scolastica dei ragazzi con disagio psichico (l'1,98 per cento degli studenti lombardi), interventi di sostegno ai genitori fin dalla nascita del bambino, la predisposizione di raccordi tra servizi per adulti e per minori, per evitare che raggiunta la maggiore età i ragazzi siano costretti a interrompere i percorsi di cura intrapresi per rivolgersi alle strutture per adulte o finire in carico ai servizi sociali. Aspetti di cui si occuperà il documento in corso di stesura da parte della Regione: "L'aspetto del raccordo tra i servizi, benché già previsto, verrà nuovamente ribadito. Si potrebbe pensare alla creazione di strutture in cui coesistano servizi per minori e per adulti pensate proprio per quei ragazzi vicini alla maggiore età".
"Il confronto di oggi è stato organizzato per chiedere alle istituzioni di intervenire: il 5 per cento del budget del servizio sanitario nazionale viene destinato alla psichiatria.
Fondi che non bastano per la neuropsichiatria infantile, settore per cui chiediamo di destinare un ulteriore 2,5 per cento della spesa sanitaria italiana", spiega Emanuela Sonzogni. "La situazione è difficile: i servizi sono presenti in modo disomogeneo sul territorio lombardo, soprattutto fuori dalle grandi città i reparti di neuropsichiatria infantile sono carenti se non assenti. Poche le risorse, poco il personale", dice Emanuela Sonzogni. Una situazione allarmante, soprattutto perché, spiega la presidente di Associazione Futura", "nell'età evolutiva la relazione con i medici e i genitori è un elemento decisivo per la cura del bambino". (mch)