L'utilizzo in ambito psichiatrico del calcolatore aveva, già in passato, fornito discreti vantaggi grazie alla sua potenza elaborativa ed alla sua capacità di memorizzare e gestire grosse quantità di dati; ciò si era rivelato assai utile nell'alleggerire il lavoro quotidiano da aspetti ripetitivi e poco gratificanti. Ma ora, quello a cui ci troviamo di fronte, è un'ulteriore evoluzione, che ha permesso a tali elaboratori di comunicare tra loro, di scambiare dati, di mettere in contatto persone dislocate sull'intero pianeta; la telematica consente oggi di creare aggregazione e reti di comunicazione dinamiche in tempo reale. Nel nostro settore ciò significa fornire un tessuto connettivo alla rete dei servizi in psichiatria. Le informazioni di tutti i tipi (dati anamnestici, diari clinici, diagnosi, terapie, dati epidemiologici, dati amministrativi, dati gestionali, aggiornamenti scientifici, documenti informativi, procedure, etc.) circoleranno in tempo reale tra tutte le strutture e gli operatori interessati, con enorme risparmio di tempo, denaro e spostamenti fisici inutili, consentendo, inoltre, di operare in équipe multidisciplinari e a livelli diversificati sul singolo paziente pur mantenendo un progetto comune. Resta scontato che il traguardo sarà raggiunto solo a patto di modificare alcuni modelli rigidi e superati, anche se ancora attuali in psichiatria, in cui, all'isolamento dei servizi ed alla mancanza di scambio di informazioni tra loro, fanno eco interventi estemporanei non inseriti in un percorso terapeutico e riabilitativo calato nel reale e costruito sul singolo paziente.
Ecco come l'evoluzione della tecnologia ha influito in pochi anni sulle nostre potenzialità fornendoci vantaggi ancora non del tutto apprezzabili fino in fondo e modificando radicalmente le modalità di gestione dell'informazione (fig. 1
).
Le possibili applicazioni nel nostro lavoro quotidiano sono virtualmente illimitate; il problema sta nel come utilizzare al meglio questo strumento che come tutti gli altri mezzi di comunicazione non reca in sé nulla di buono o di cattivo. Tutto dipende da come lo si utilizza e dai contenuti che veicola (fig. 2 e fig. 3).
Un possibile utilizzo vantaggioso nel nostro lavoro è la creazione di intranet aziendali che consentirebbero quella integrazione necessaria tra servizi oltre alla condivisione di informazioni utili a tutti ed al risparmio di tempo. Non si tratterebbe, quindi, di integrare solo approcci diversi (biologici, farmacologici, psicoterapici, dinamiciÖ), ma anche di far collaborare realtà diversificate, distribuite sul territorio; esse avrebbero in tal modo la possibilità di partecipare, ognuna con le proprie competenze, ad un progetto comune condiviso e costruito intorno al paziente (fig. 4).