INTERVISTA A W. FLEISCHHACKER....i nuovi antipsicotici

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18 settembre, 2012 - 17:06

Quale e' la sua opinione sull' uso degli antipsicotici atipici nei disturbi dell' umore?
C'e' stata una presentazione molto completa del Prof. Rossi al riguardo, per quel che riguarda la fase acuta, la mania, sono sicuramente molto utili; per l'utilizzo a lungo termine, profilattico, nel disturbo bipolare e nella depressione unipolare sono necessari piu' dati.
Sarei interessato anche a vedere come si risolve la questione della discinesia tardiva, si tratta di farmaci che sembrano avere meno effetti collaterali a livello motorio ma che ancora causano discinesia tardiva nell' 1-2% dei pazienti, anche se meno dei neurolettici tradizionali.
Nella schizofrenia, dove questi farmaci sembrano essere utili come antipsicotici causando meno recidive, quando usiamo questi farmaci non abbiamo scelta alternativa; per quel che riguarda il disturbo bipolare un' alternativa al riguardo c' e'e non causa a lungo termine una discinesia tardiva, quindi ci troviamo a scegliere tra farmaci che col tempo hanno la possibilita' di indurre discinesia tardiva e altri come per esempio gli stabilizzatori dell' umore, il valproato, la carbamazepina che questo effetto non lo hanno; quindi per ora questi farmaci non possono essere utilizzati come terapia di prima linea o di mantenimento.
Il secondo problema, anche se non correlato, e' che sappiamo ben poco se gli antipsicotici effettivamente servano a ridurre gli episodi depressivi, questo a livello profilattico, in maniera equiparabile al litio, quindi sono necessarie piu' informazioni a questo riguardo.
Un altro punto, gia' sottolineato dal Prof. Rossi, riguarda l' aspetto del viraggio tra fase maniacale e depressiva e anche a questo riguardo abbiamo bisogno di piu' informazioni.
Per ora mi sembra difficile poter giustificare l' utilizzo degli antipsicotici come trattamento di prima linea nella profilassi del disturbo dell'umore.
 

Nel trattare ad esempio il disturbo borderline di personalita' si usano talvolta piccole dosi di antipsicotici atipici,nella realta' italiana e' difficile fare pero' la prescrizione per via del rimborso del farmaco che e' correlato alla diagnosi di psicosi o di schizofrenia e si ricorre talvolta al vecchi farmaci piu' facili da ricettare, come e' la realta' all' estero? 
La situazione e' piu' o meno la stessa anche negli altri paesi di cui io sia a conoscenza, gli antipsicotici vengono utilizzati spesso nel trattamento del disturbo di personalita' borderline ed esistono alcuni dati che indicano che i vecchi neurolettici sono efficaci, in certa misura, nel breve termine, mentre per quel che riguarda i nuovi i dati non sono ancora disponibili; comunque come fate voi gli psichiatri degli altri paesi utilizzano dei bassi dosaggi per il disturbo borderline, il problema e' lo stesso dappertutto perche' per ottenere il rimborso bisogna rifare la diagnosi e questo mi sembra abbastanza stupido; dal punto di vista legale per ora si tratta di un' indicazione non scritta, praticamente non ufficiale. 
Sono necessari alcuni studi fatti bene che permettano alle case farmaceutiche di registrare i farmaci anche per il disturbo borderline; al riguardo non sono ottimista perche' il disturbo borderline non solo e' difficile da trattare ma anche da studiare e non penso che le case farmaceutiche siano disposte a investire per questo; inoltre fanno affidamento sul fatto che gli psichiatri utilizzino questi prodotti nuovi anche senza l' indicazione specifica e usino poi un po' di fantasia per ottenere il rimborso.

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