LE PROSPETTIVE NEUROSCIENTIFICHE DELLE DIPENDENZE - Soggiu, Smeraldi, Pani

Share this
30 novembre, 2012 - 13:42

 

INTERVENTO DEL PREFETTO DR. PIETRO SOGGIU

Commissario Straordinario di Governo per il Coordinamento delle politiche Antidroga

Il Dr. Soggiu ringrazia il Presidente della SINPS per l’invito e dice testualmente:

"Sono qui per ascoltare, debbo anch’io imparare molto in questo settore delle Tossicodipendenze. Sono stato infatti invitato anche ieri al SICAT qui a Milano ad una Conferenza sulla ‘Doppia Diagnosi’, un argomento interessante da molti punti di vista: medico, psichiatrico, sociale. Ho avuto modo di parlare con gli operatori di questo settore e con i pazienti. E quindi è per me molto importante in questo momento potersi rivolgere alla SINPF, affinchè gli psichiatri e i ricercatori orientino l’attenzione su un campo così impegnativo, per un problema che và a devastare molte famiglie."

Dal 50% al 76% dei tossicodipendenti in Italia è affetto da patologie psichiatriche: un dato allarmante che deve far riflettere!

 

Il Commissario invita la SINPF e tutti i Ricercatori italiani impegnati in questo settore a ipotizzare varianti di intervento da apportare alle modifiche delle normative attuali per migliorare la lotta alla droga e la cura della tossicodipendenza.

 

 

 

Sintesi dell’intervento del Prof. E.Smeraldi — Milano

"L’evoluzione delle pertinenze psichiatriche alla luce del cambiamento della diffusione e della qualità dell’abuso di sostanze"

 

"Perché un simposio dedicato alle tossicodipendenze? Perché stiamo constatando un aumento dei Disturbi mentali organici in questa categoria di pazienti". Il Prof. Smeraldi punta l’attenzione su alcune patologie (come il Disturbo Bipolare) nella quali l’uso di sostanze stimolanti (come la cocaina) causa un decorso clinico dementigeno nel tossicodipendente. Questo processo psicopatologico avverrebbe specie nelle aree orbito-frontali e provocherebbe un vero e proprio deterioramento delle funzioni cognitive primarie in questi pazienti. Inoltre si sottolinea l’importanza dell’approccio "alla persona" e non "alla sostanza", ribadendo che la risposta all’assunzione della sostanza è modulata a seconda dell’organismo che l’assume, che esiste una vera risposta ripetitiva dell’intossicazione, che le risposte sono diverse da individuo a individuo e che è necessario dare maggior impulso alla ricerca, soprattutto dando risposte alla domanda:" Come funziona il cervello prima, durante e dopo l’effetto della sostanza d’abuso?".

 

 

MERCOLEDI’ 10 LUGLIO 2002

 

LE PROSPETTIVE NEUROSCIENTIFICHE E CLINICHE DELLE DIPENDENZE

 




Luca Pani

Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia del Consiglio

Nazionale delle Ricerche, Cagliari.

 

Sebbene la visione prevalente dei disturbi da abuso di sostanze sia stata quella, per decenni, di una debolezza della volontà e di un vizio de comportamento, la stragrande maggioranza degli attuali dati preclinici molecolari e l'applicazione delle moderne tecniche di neuroimaging non consentono di confermare questa interpretazione "morale" della dipendenza L'integrazione delle conoscenze e degli avanzamenti piu rilevanti in campo neuropsicofarmacologico, comportamentale e genetico fa prevedere che i problema delle dipendenze debba essere affrontato in un prossimo futuro, anche sul piano della ricerca di base e clinica, con un approccio integrato e scientificamente rigoroso che arrivi, presumibilmente, all'identificazione dei bersagli molecolari e intranucleari delle sostanze d'abuso. La fisiopatologia dell'abuso di sostanze si é molto giovata anche dalla disponibilità della struttura dei geni con cui le stesse sostanze interagiscono, e dalla conoscenza, ancorché rudimentale, dei circuiti neuronali coinvolti, alcuni dei quali in comune tra sostanze molto diverse tra loro, sia per struttura che per meccanismo d'azione e modalità di somministrazione. L'efficacia dei trattamenti é infine aumentata grazie allo sviluppo di nuove terapie per la dipendenza da alcol, eroina e nicotina; oltre che per i risultati ottenuti con le psicoterapie di supporto cognitivo-comportamentale nella dipendenza da cocaina. Nella letteratura internazionale emerge in modo sempre più convincente che le dipendenze sono delle patologie croniche che richiedono dei trattamenti volti ad ottenere il risultato realistico di stabilizzare il miglioramento funzionale e la qualità della vita dell'individuo che ne é affetto, piuttosto che non identificare la sua disintossicazione periodica con la "guarigione". Emerge altresi che droghe cosiddette "leggere" hanno dei significativi effetti biochimici, molecolari e cImici in grado di giustificare un maggior controllo della loro diffusione, soprattutto nelle fasce più giovan'. della popolazione, nell'ottica sempre valida della riduzione dei danni crie queste sostanze producono.

> Lascia un commento


Totale visualizzazioni: 558