Rinnovo delle cariche Statutarie Programma Elettorale e Candidature

Share this
28 novembre, 2012 - 19:38

 

1. Obiettivo: Consolidamento dell’identità della Società Italiana di Psichiatria
La Società Italiana di Psichiatria è la più grande Associazione scientifica professionale di chi opera nel campo della salute mentale e dell’assistenza psichiatrica.
Questo obbiettivo è stato raggiunto grazie alla capacità dimostrata di saper rappresentare tutte le scuole e tutte le anime della nostra complessa comunità scientifica.
Questa rappresentatività ha consentito di costruire un’identità comune degli psichiatri come medici dediti ad un lavoro affascinante, ma difficile per le tantissime implicazioni sociali e di responsabilità che esso comporta.
Gli scenari prevedibili per i prossimi anni renderanno necessario una sempre maggior coesione tra tutte le componenti in funzione di un’attenzione tempestiva e costante rispetto sia alle scelte di politica sanitaria che orienteranno la nostra attività sia alla progressiva modernizzazione di un’identità professionale coerente alla nuova clinica psichiatrica.
1. Impegni

  1. Democrazia interna, collegialità decisionale ed impegno diretto dei dirigenti e dei soci. In questo senso l’attività della Presidenza, del Comitato Esecutivo e di tutti i Consiglieri nazionali, sarà volta al massimo coinvolgimento di tutte le competenze interne alla Società.

  2. Tutela e vigilanza del rapporto sia con i singoli soci sia con i media mediante uno specifico lavoro di Editoria (rivista, bollettino, collane e sito internet) ed Immagine (comunicati, conferenze stampe, articoli scientifico-divulgativi) in cui eventualmente utilizzare consulenze di professionisti della comunicazione.

  3. Tutela etica della professione mediante la messa a punto di linee guida di comportamento approntate dai Probi-Viri e approvate dal Consiglio Direttivo.

  4. Assunzione di posizioni ufficiali e condivise, attraverso strumenti e percorsi differenziati, su temi fondamentali ed attuali quali l’appropriatezza delle cure, la responsabilità professionale e altri che verranno individuati dal Consiglio Direttivo e nel confronto con i soci.

2. Obiettivo: I diritti dei pazienti, dei loro familiari e degli operatori

In questi anni c’è stato da un lato lo sviluppo della consapevolezza dei pazienti e dei loro familiari circa la necessità di essere garantiti nei loro diritti di cittadini malati o di parenti di malati e dall’altra parte la sempre maggiore coscienza degli psichiatri di dover essere mediatori tra le nuove esigenze di una società in continuo cambiamento (e che quindi cambia anche nel modo in cui ci si ammala) e la sempre presente stigmatizzazione dei disturbi psichici, sovente utilizzati come alibi per spiegare disagi che di psichiatrico nulla hanno.
2. Impegni

  1. Continuazione del rapporto istituzionale con il Ministero della Salute per fornire un contributo diretto alle eventuali integrazioni delle normative vigenti, soprattutto per quanto riguarda i Trattamenti senza consenso, l’amministrazione di sostegno, la ridefinizione delle funzioni dei presidi territoriali per la salute mentale, lo sviluppo del rapporto con le aree disciplinari dell’età evolutiva, l’adolescenza, le dipendenze patologiche, i disturbi psichici dell’anziano e della disabilità intellettiva.

  2. Coordinamento della Sezioni Regionali sulle politiche locali e sugli obiettivi comuni da perseguire nei rapporti con Assessorati regionali, Enti Locali ed Amministrazioni decentrate, tenuto conto delle specificità e delle autonomie locali.

  3. Continuazione del rapporto con le Associazioni dei familiari, Associazioni/Fondazioni di Advocacy e con i Gruppi di Auto Mutuo Aiuto e maggior attenzione alle Associazioni direttamente rappresentative dei pazienti, per eventuali proposte istituzionali ed iniziative comuni.

  4. Articolazione di un rapporto organico con le Società Scientifiche sia Mediche sia di altre professionalità soprattutto su tutti i temi di confine quali: i disturbi psichici dell’adolescenza; i quadri psicopatologici dei disturbi ad esordio infantile e che si aggravano nella vita adulta; la comorbilità di disturbi psichiatrici e dipendenze patologiche; il problema dell’imputabilità del paziente autore di reato e del superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari; i disturbi psichici dell’anziano.

3. Obiettivo: Lo Sviluppo Professionale Continuo

Il passaggio dalla fase sperimentale al funzionamento a regime dell’Educazione Continua in Medicina e le ricadute che questo tipo di attività hanno (ed avranno) sull’Accreditamento Professionale è un’occasione che la nostra Società dovrà cogliere. Infatti il senso da recuperare e tutelare non sarà stimolare unicamente l’approvvigionamento di crediti ma attivare percorsi per lo Sviluppo Professionale Continuo e per l’Accreditamento Professionale dello psichiatra, fornendo indicazioni di metodo e di contenuto che diventino riferimento sia per i referee ministeriali e regionali sia per i provider riconosciuti. La Società Italiana di Psichiatria conferma il suo impegno a svolgere pienamente la funzione di provider per tutti i processi dell’Educazione Continua in Medicina.
3. Impegni

proposte di bisogni formativi, di aggiornamento e di tipologia di eventi di Educazione Medica Continua in funzione delle caratteristiche dei diversi ambiti di lavoro e delle responsabilità gestionali dei singoli soci. Le iniziative utili in tal senso saranno orientate a:

  1. o compiere un percorso di confronto il più ampio possibile negli Organi Direttivi, nelle Sezioni Regionali e nelle Sezioni Speciali, per produrre indirizzi finalizzati alla migliore integrazione, anche organizzativa, tra le Cliniche Universitarie ed i Dipartimenti di Salute Mentale (come previsto dalle vigenti normative in materia di assistenza psichiatrica), anche attraverso il continuo sviluppo della formazione nelle Scuole di Specializzazione in Psichiatria e in Psicologia Clinica sulle problematiche della Psichiatria di Comunità e della Tutela della Salute Mentale;

  2. o effettuare la promozione, lo sviluppo e il sostegno alla diffusione su scala nazionale della ricerca clinica in tutti i contesti operativi, sulle problematiche cliniche, organizzative e gestionali del lavoro psichiatrico;

  3. o attivare un coordinamento con le Sezioni Regionali e, in collaborazione con le Sezioni Speciali, articolare un programma triennale di Eventi formativi che si inquadrino in percorsi tematici di interesse generale orientati ai contesti di lavoro, alle responsabilità professionali, cliniche e gestionali dei soci;

  4. o garantire la rappresentatività dell’area dei Giovani Psichiatri mediante il riconoscimento del Coordinamento nazionale dei loro Rappresentanti, eletti nelle singole Sezioni Regionali, e l’invito permanente al Consiglio Direttivo, in qualità di osservatore, del Coordinatore nazionale.

4. Obiettivo. Il privato sociale e imprenditoriale

Nello scenario di questi ultimi anni, data, in particolare, l'importanza rivolta dai servizi del territorio al lavoro di integrazione sociale e ai percorsi riabilitativi, l'attività di soggettiprivati nell'ambito della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali è stata oggetto di cambiamenti rilevanti e significativi della creazione di reti complesse.Nelle situazioni migliori si è assistito al tentativo di sperimentare modelli di integrazione all'altezza della complessità dei bisogni legati ai percorsi di cura,di riabilitazione e di inclusione sociale. L'interesse nei confronti di tali integrazioni vieneaumentato sia dall'attenzione crescenteper i percorsi di accreditamento delle strutture e dei processi di qualità, sia dalla convinzione che il privato possa costituire un patrimonio in termini di competenze e elasticità imprenditoriale cui sarà difficile rinunciare nei prossimi anni se si vuole sostenereuna rete di servizi territoriali all'altezza dei bisogni .
4. Impegni

  1. Svilupparel'analisi della operatività delle diverse realtà del privato sociale ed imprenditoriale,.

  2. Favorire il confronto con e fra le associazioni, anche attraverso la costituzione di una Commissione di Lavoro.

  3. Sostenere i progetti formativi e la qualità degli interventi.,

  4. Lavorare a favore della valorizzazione delle risorse di conoscenza e operatività dei soggetti privati

  5. Coinvolgere i soci che operano in questi settori nell'attività formativa e scientifica della società

5. Obiettivo. La dimensione internazionale della Società

Il confronto tra professionisti ormai non può prescindere dai contesti, dalle scuole e dai modelli internazionali. Il rapporto con le Società Scientifiche dell’Unione Europea in particolare, ed internazionali in generale (APA, WPA, e quant’altre) sarà indispensabile per ridefinire l’identità della psichiatria italiana.
5. Impegni

  1. Proseguire il lavoro con gli organismi e le Società Scientifiche Internazionali.

  2. Promuovere e sviluppare un coordinamento tra le principali Società Scientifiche Europee su problemi riguardanti l’identità professionale degli psichiatri nell’Europa Unita, i diritti e l’accesso alle cure dei pazienti,l’organizzazione dei servizi di Salute Mentale ecc..

Candidati firmatari del Programma

Presidente
Carmine Munizza
Presidente Eletto 
Eugenio Aguglia
Vicepresidenti
Mariano Bassi 
Giordano Invernizzi
Claudio Mencacci 
Marcello Nardini
Segretario
Luigi Ferrannini
ViceSegretario
Francesco Scapati
Tesoriere
Massimo Di Giannantonio
Consiglieri
Domenico Berardi 
Filippo Bogetto
Matteo Balestrieri
Giuseppina Boidi
Gerardo Favaretto 
Angelo Fioritti
PierMaria Furlan 
Elvezio Pirfo
Federico Perozziello 
Gianfranco Placidi
Emilio Sacchetti
Antonio Sciarretta
Alberto Siracusano
Salvatore Varia
Probiviri
Giorgio Bisacco
Francesco Caserta
Luciano Canova
Revisori dei Conti
Angelozzi Andrea
Iacopini Patrizia
Zaffora Carmelo

> Lascia un commento


Totale visualizzazioni: 628