Lo scrittore e la navicella spaziale. Quando il femminile accoglie il paterno nella sua rêverie

Share this
10 ottobre, 2012 - 16:34

A partire da una brevissima storia clinica, in cui un bambino chiede alla terapeuta di scrivere quello che succede nella seduta, essa ci fa condividere il suo pensiero nei confronti del pensare e dello scrivere nel rapporto col paziente. Appoggiandosi sull'analisi dello transfert in termini di "capacità di reverie", e sulla nozione junghiana di animus, l'autrice ci fa vedere e seguire come elabora un spazio psichico per pensare il padre assente/presente nella seduta. Cosi si raggiunge l'analisi del materiale inconscio portato dallo bambino che, per la prima volta, mette in relazione una figura maschile con una figura femminile.

> Lascia un commento


Totale visualizzazioni: 385