01. Premessa

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Il termine separazione non è un lemma tipico della dottrina lacaniana. Non è un termine ricorrente nell’insegnamento orale e scritto di Lacan. Questo non significa però che non sia un termine chiave. Vi sono, per esempio, presenze topiche di questo termine nel Seminari IV, X e XI. Nel Seminario IV la separazione è evocata classicamente a proposito della relazione madre-bambino. Nel Seminario X e, ancora più esplicitamente nel Seminario XI, viene evocato a proposito della causazione del soggetto nel suo doppio tempo di alienazione e separazione.
Anche in Freud, diversamente da quello che si potrebbe credere, il termine separazione non è affatto un termine ricorrente. Nel testo freudiano esso tende ad apparire associato all’esperienza dell’angoscia. Il termine separazione non appare nemmeno nella celebre Enciclopedia di psicoanalisi curata da Laplanche e Pontalis che Lacan vedeva come un effetto di plagio del suo insegnamento.
Se invece volgiamo lo sguardo alla psicoanalisi anglossassone di matrice kleiniana, alla quale dobbiamo riportare per certi versi anche l’opera di Winnicott, il riferimento alla categoria di separazione diventa davvero un riferimento tanto presente quanto irrinunciabile. Si pensi innanzitutto all’opera di Melanie Klein. All’importanza della separazione nella costituzione della soggettività. Gran parte del contributo teorico di Klein sul tema della separazione si sviluppa come una rilettura originale di Lutto e melanconia di Fred dove il tema della separazione appare come centrale sebbene resti ancora concettualmente indeterminato. Pensiamo anche al lavoro teorico di Winnicott che può essere visto come una grande riflessione sulla dinamica evolutiva della separazione del bambino dalla madre. Ma pensiamo infine all’inflazione di questo termine nella psicoanalisi di oggi; la letteratura analitica è monopolizzata da questo concetto così come esso diventa un riferimento continuo nella pratica clinica. Tuttavia, la presenza inflazionata di questo concetto non significa che vi sia una sufficiente chiarezza teorica nella determinazione del suo significato.
Il termine soggettivazione è invece un termine lacaniano. E’ un termine che appare centrale soprattutto nella fase classica del suo insegnamento, quella che si sviluppa intorno alla metà degli anni Cinquanta. Sapete che la mia prospettiva di lettura di Lacan consiste nell’individuare proprio nella problematica della soggettivazione, del soggetto, dell’"effetto soggetto" (per riprendere una espressione di Althusser), il centro dell’insegnamento di Lacan. E’ quello che mi sforzo di dimostrare nella mia lettura di Lacan: l’insegnamento di Lacan è un insegnamento centrato sulla problematica del soggetto e dei suoi processi di soggettivazione.

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