03. Soggettivazione, assoggettamento e separazione

Share this


Il soggetto lacaniano è innanzitutto un processo di soggettivazione. Questa considerazione non va da sé. Soggettivazione per Lacan non è un movimento di appropriazione, di acquisizione di una padronanza, né costituisce una tappa del percorso evolutivo. Non esiste uno stadio lacaniano della soggettivazione! La soggettivazione indica invece un processo che produce un "effetto soggetto". Essa è inscindibile in Lacan dalla separazione. Dove c’è soggettivazione c’è separazione e viceversa. Per esempio, una parola è soggettivata solo quando si manifesta come singolare, ovvero quando si libera dalle sue alienazioni sclerotizzate. Il discorso dell’Università è un discorso desoggettivizzato in quanto nella posizione di agente è il sapere come già stabilito, come già saputo, come batteria di significanti già esistenti, come duplicazione, come reificazione, come insiemi di enunciati che cancellano il punto singolare dell’enunciazione. Quando invece si può dire che un desiderio è soggettivato? Quando si può soggettivare l’assoggettamento del desiderio? E’ questa per Lacan la posta in gioco di un’analisi: soggettivare la soggezione del desiderio.
In generale si può dire che il desiderio si soggettiva quando si separa dalla domanda dell’Altro. Per questo dobbiamo sempre tenere insieme soggettivazione a separazione. Cosa significa? Il processo di soggettivazione per Lacan non è mai un effetto della struttura ma sempre e solo una possibilità del soggetto. E’ la possibilità del soggetto di separarsi, di differenziarsi dall’Altro. La soggettivazione è dunque un effetto della separazione. Eppure essa è anche la condizione della separazione. Questo significa che "il cammino della soggettivazione", come si esprime Lacan, non risponde ad alcuna logica necessaria. Non definisce, per esempio, una fase o di uno stadio dello sviluppo, nel modo con il quale una certa psicoanalisi angolossassone, cosiddetta post-freudiana, può avere inteso che ad una originaria fase simbiotico-fusionale seguirebbe quella dell’individuazione-separazione del soggetto... La soggettivazione lacaniana non risponde ad una evoluzione necessaria, non riflette un determinato tempo o fase dello sviluppo. Più propriamente, Lacan introduce il termine soggettivazione per segnalare il contrasto tra la dottrina psicoanalitica e ogni rappresentazione evoluzionistica, biologico-istintuale, stadiale, del soggetto. Rappresentazione che a suo tempo, giustamente, Althusser riportava ad una teleologia d’impianto aristotelico: nell’evoluzionismo, compreso quello psicoanalitico, il soggetto è situato come un soggetto-seme che dispiega progressivamente, attualizza in senso aristotelico, seguendo scansioni stadiali pre-determinate, il suo essere in potenza.

> Lascia un commento   > Torna all'indice

Commenti

Buongiorno, si potrebbe pubblicare il nome di chi ha scritto l'articolo e, visto che Lacan non è lapidario, ma in movimento, avere un riferimento bibliografico con la data delle citazioni di Lacan?
Grazie mille!
PM

Basta andare all'indice per capire che le lezioni sono di Massimo Recalcati
Mi pare uno sforzo fattibile


Totale visualizzazioni: 202