13. Realizzarsi nella perdita

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Nel Seminario XI la funzione dell’oggetto a è quella che consente la separazione del soggetto, cioè il suo non essere più legato senza margini di gioco ai significanti della sua alienazione. Per Lacan nella separazione "il soggetto si realizza nella perdita". E’ ciò che avviene tragicamente con Empedocle. La perdita è un prodotto dell’alienazione. Realizzare la propria perdita indica invece il movimento della separazione. La soggettivazione è la ripresa della perdita prodotta dall’alienazione. In questo senso Lacan afferma che la separazione è un’alienazione di ritorno. Cosa significa realizzare la propria perdita? Si tratta, afferma Lacan, di sovrapporre la propria mancanza a quella dell’Altro. Se non c’è incontro con la mancanza dell’Altro, ma solo con il suo sapere, con il suo funzionamento macchinino, con la neutralità del suo codice, non c’è effetto di separazione possibile. Perché vi sia separazione ci deve essere incontro con la mancanza dell’Altro. Questo significa che l’oggetto a che si separa dal soggetto si deve iscrivere nel luogo dell’Altro. La separazione istituisce il soggetto come desiderio. Realizzare la propria perdita significa esistere come soggetto del desiderio. Empedocle mostra invece cosa può accadere quando l’oggetto resta incollato al soggetto. Il suo suicido è un suicidio di separazione senza separtizione.

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