03. Pregenitalità

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Lacan, tornando a Freud, mette in discussione il preedipico (secondo Lacan l’Edipo c’è da subito in quanto il Linguaggio c’è da subito), ma non mette mai in questione l’area della pregenitalità Tutta la teoria di Lacan è uno sviluppo della teoria pregenitale che troviamo in Freud e in Abraham. Quando diciamo che l’oggetto piccolo (a) è dietro al soggetto, è causa diciamo che l’oggetto piccolo (a) è il frutto di una fissazione libidica, che è causa orientativa della pulsione e che può prendere forme diverse. La teoria dell’oggetto piccolo (a) è il modo in cui Lacan rilegge la teoria della libido pregenitale in Freud. Il valore enorme che Lacan assegna al Simbolico, all’Edipo, al Nome del Padre, non cancella mai la zona torbida della pregenitalità (non plastica, non simbolica).
Lacan nel Seminario IV mette in valore la pregenitalità e critica il pre-edipismo. La perversione strutturale dell’essere umano non risiede tanto nella sessualità ma nel rapporto madre-bambino. È il bambino in quanto tale ad essere oggetto di godimento perverso della madre. È il bambino ad essere destinato ad essere l’oggetto piccolo (a) della madre. È la follia fallica che regola il rapporto madre-bambino. E questo giustifica tutto il peso che Lacan dà alla teoria del Nome del Padre come quella dimensione che può differenziare, separare il bambino dalla follia fallica della madre e della sua propria.
Entriamo nel dettaglio del secondo grande contributo freudiano. Il primo era : la natura perversa della pulsione in quanto la pulsione umana è sempre snaturata, come dimostra la teoria del bambino perverso polimorfo, la teoria della pregenitalità. Il secondo grande contributo di Freud sulla perversione avviene trent’anni dopo in due articoli importantissimi : "La scissione dell’Io" e "Il feticismo" . Che cos’è il feticismo? Il feticismo è l’attrazione particolarmente intensa che si stabilisce tra un soggetto e un oggetto del mondo o del corpo del partner o del corpo dell’Altro e questa relazione intensa sostituisce o diventa la condizione perché vi sia godimento sessuale. La natura del feticcio è che deve essere un pezzo staccato, inanimato e asessuato. È per questa centralità del pezzo che la teoria del feticismo mette in valore l’oggetto piccolo (a) rispetto a S/. Il feticismo definisce un’inclinazione strutturale del desiderio maschile. Non vi sarebbe cioè feticismo femminile. Nella scena cinematografica che Freud ricostruisce nell’articolo omonimo ("Il feticismo") il bambino entra nella camera dei genitori e Freud immagina che incontri il corpo nudo della madre come corpo castrato, senza fallo. Fino a quel momento aveva pensato che il corpo della madre avesse il fallo. E aveva avuto delle prove che il corpo della madre avesse il fallo. Però c’è un punto in cui il bambino entra nella stanza dei genitori e vede il corpo della madre castrato. C’è l’incontro con qualcosa che per Freud è nell’ordine di un vuoto terrificante, un buco, un cratere, una lacerazione e di fronte a questa percezione (cioè qualcosa che è stato registrato dalla coscienza) del corpo castrato. Il bambino reagisce, per un verso, cancellando questa percezione attraverso una scissione (che non è una rimozione), cioè scindendo l’io. Da un lato l’io ha visto l’orrore della castrazione dall’’altro l’Io nega di aver visto. Spaltung tra l’impressione e la sua negazione che coesistono nello stesso lato soggetto. Nella perversione feticista la rimozione non è attiva, non rimuove il moto pulsionale. Ciò che è attivo e il meccanismo del rinnegamento : ciò che si rinnega è la realtà. Ma come avviene la negazione della realtà, della percezione della castrazione, nella perversione? Avviene attraverso il ricorso al feticcio. Per un verso il soggetto nega la percezioneà Verleugnung (=rinnegamento). Rinnegare la percezione è per Freud il meccanismo costitutivo della perversione. Rinnegare la percezione, scinde il contenuto percepito da questa stessa percezione. Un’altra possibilità è quella di introdurre un oggetto inanimato asessuato che attribuisca al corpo della madre il fallo che esso non ha. Il feticcio è l’oggetto, l’artefatto che permette di attribuire al corpo materno ciò che il corpo materno non ha e cioè il fallo. E dunque di riparare il corpo dalla castrazione. E dunque di riparare il soggetto dall’angoscia di castrazione. Feticismo come provvedimento del soggetto contro l’angoscia di castrazione. Nel feticismo l’oggetto feticcio può essere una parte del corpo o un oggetto del mondo. Daccapo riprendiamo il film di Freud; il bambino davanti al corpo nudo della madre, davanti all’assenza del fallo dove guarda? Se guarda su vede i seni. L’uomo cercherà il seno che diventerà il feticcio del fantasma soggettivo, che diventerà l’oggetto piccolo (a) che causa il desiderio. La condizione del suo desiderio. Se guarda in giù: gambe, caviglie, piedi, diventano pezzi del puzzle feticista. Ma, continua Freud può anche non andare né su né giù, ma andare di lato, lasciare il corpo e vedere l’oggetto feticcio (le scarpe, la biancheria intima…). Nel film di Freud l’oggetto su cui si deposita lo sguardo, appena dopo l’attimo dell’incontro con il terrificante, diventa l’oggetto feticcio. L’oggetto feticcio ricopre il buco della castrazione reale della madre e diventa la condizione perché vi sia soddisfacimento sessuale, la condizione perché vi sia godimento pulsionale e mostra come la presenza del desiderio sia subordinata alla presenza dell’oggetto. Lacan nel Seminario X precisa: l’importante è che il soggetto ce l’abbia in testa il seno, nella fantasia. Un uomo può anche stare con una donna che non ha seno. Dove si vede l’elemento feticistico? Che la sua fantasia è il seno e convoca costantemente questa fantasia nel momento del rapporto. Seminario X pag 112 : che "il seno può essere nella testa" e non è detto che lei lo sappia! La cosa importante è che deve esserci la presenza dell’oggetto. Il fatto che sia immaginaria o reale è secondaria. Afferma Lacan "È il feticcio che causa il desiderio" e"Il desiderio si aggrappa dove può". Il seno può essere nella testa. È la condizione che sostiene il desiderio. Non bisogna andare a cercare nella realtà l’oggetto feticcio, può essere nella testa. Il mondo delle immagini è maschile; c’è bisogno di vedere e immaginare la presenza dell’oggetto che scongiura la castrazione.

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