04. Feticismo

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La riflessione sul feticismo oggi è di grande attualità se però scorporiamo il feticismo dall’erotismo. Il feticismo è la condizione del desiderio .Oggi invece siamo di fronte, nella clinica contemporanea, ad un feticismo senza erotismo, dove ciò che conta è l’uso dell’oggetto con una finalità anti-angoscia.Oggi il feticismo è un oggetto che ripara dalla castrazione ma senza erotismo. Mentre per Freud il feticismo è la condizione del desiderio, oggi il feticcio (oggetto droga, oggetto cibo) è un oggetto che ripara dall’angoscia di castrazione ma senza erotismo. Questa è una differenza importante tra la perversione generalizzata del nostro tempo e il tratto di perversione feticistico di cui parla Freud.
La perversione sarebbe la modalità con cui il soggetto tratta terapeuticamente l’angoscia di castrazione. Perché questa modalità è maschile? Perché la donna ha a disposizione il feticcio incarnato nel fallo.Il gioco feticistico della donna è centrato sul fallo dell’uomo. È quello il suo feticcio. Feticismo realizzato nel corpo. Sarà eventualmente una sovrastimazione del fallo dell’uomo, non solo in quanto pene, ma come fallo in quanto potenza immaginaria dell’uomo; valore sociale, prestigio, ecc.
Lacan nel Seminario IV riprende questa teoria freudiana del feticcio quando definisce la funzione del feticcio come funzione di velo. Il feticcio svolge una funzione di velatura della castrazione, è un velo che lascia intravedere la castrazione e allo stesso tempo la ricopre. Come la doppia percezione che caratterizza la scissione dell’Io. Il velo è niente. Ciò che causa il desiderio è niente, è un pezzo di corpo, è una scarpina, è un seno della testa. Vi è una dematerializzazione dell’oggetto. Nel Seminario IV l’oggetto feticcio, evapora. C’è ma è senza consistenza. Nel Seminario X l’oggetto assume invece una certa consistenza. Il desiderio dipende dall’oggetto. L’oggetto non è più solo una velatura ma diventa qualcosa di più.
Il feticcio mette in luce la dimensione strutturale dell’oggetto piccolo (a) in quanto oggetto causa del desiderio. Il feticcio è un’illustrazione della funzione dell’oggetto piccolo (a). Illustra in che modo il desiderio dipende da un oggetto. Il feticista è attratto dall’oggetto feticcio. Il feticcio non si appoggia sulle matrici pregenitali della libido mentre l’oggetto piccolo (a); poggia su queste matrici. Il feticcio come l’oggetto piccolo a è un modo per coprire la mancanza dell’Altro. C’è un nesso importante tra feticcio e oggetto piccolo (a); ogni oggetto piccolo (a) ha una natura feticista perché copre la castrazione e causa il desiderio.
Quando Lacan interroga la definizione del desiderio perverso in quanto puro non ha come riferimento il feticismo ma il masochismo e il sadismo.Il feticismo resta un tratto perverso della nevrosi. Anche tutte le forme di collezionismo sono feticistiche. Il collezionismo è feticismo, ma in sé non è necessariamente perverso. Il feticismo puro, esasperando i termini, lo possiamo trovare nella dialettica sadomasochista dove però l’oggetto feticcio coincide con il soggetto.
Nell’uomo prevale il feticismo come struttura del desiderio. L’oggetto e la conformazione dell’oggetto hanno una consistenza forte. Da qui scaturisce la critica isterica che rivendica la sua unicità. Come posso essere l’unica se ti piacciono tutte quelle con i seni grossi? Nel Seminario XX il desiderio femminile si manifesta non nel feticismo ma nell’erotomania. La donna vuole essere amata sino al delirio. E’ il feticismo maschile che vuole il pezzo. Tra queste due domande c’è uno sfasamento che genera l’inesistenza del rapporto sessuale. Spesso troviamo nelle donne la fantasia dell’essere picchiata, dell’essere presa e utilizzata come oggetto del godimento . Non è una perversione perché questa posizione accentua l’essere oggetto della donna che è la condizione strutturale del desiderio femminile per accedere al godimento. Per una donna il godimento si può raggiungere per la via dell’essere oggetto. La donna è subordinata anatomicamente al fallo, riceve il fallo in posizione di oggetto. Il momento della penetrazione la obbliga a una posizione di oggetto. Quello che chiamiamo perversione masochistica in una donna non è altro che l’accentuazione di questa posizione strutturale di oggetto. Saper godere della posizione di oggetto è per Lacan una condizione di sanità nella donna. L’isterica si ribella, si rivolta nell’essere messa nella posizione d’oggetto. Non gode mai nell’essere messa nella posizione di oggetto.
Il problema della donna, se ragioniamo freudianamente, è ricevere il fallo. Il problema dell’uomo è coprire il fallo dove non c’è. Culto maschile della bellezza come ciò che rivela e copre la castrazione. Il feticismo è mettere il velo al posto di ciò che non c’è. Per la donna è prelevare da dove c’è. La donna si deve autorizzare a prelevare da dove c’è. Il problema di molte donne è quello di scegliere uomini castrati cui dare la propria presenza. L’isteria illustra questa modalità di andare a colmare la mancanza dell’Altro scegliendo uomini castrati, inadeguati. Una donna sceglie invece l’uomo che ha il fallo ma che sa anche mostrare la sua mancanza e dare il segno d’amore. Oscillazione tra il fallo e la mancanza. Ma la donna che sceglie la castrazione, la mancanza senza il fallo, è più sul lato dell’isterica. Ricordiamo come Lacan affronta la problematica fallica dopo Freud. Le due categorie centrali attraverso cui pensare il fallo non sono la presenza e l’assenza ma l’avere e l’essere. La condizione per poter godere del fallo è averlo sul lato dell’uomo o esserlo sul lato della donna . Ma per averlo bisogna non-esserlo (bisogna aver scorticato la propria identificazione narcisistica al fallo materno) e per la donna, per riceverlo bisogna giocare ad esserlo per catturare il desiderio dell’uomo. Accettare la mascarade. Giocare con la grazia femminile, riuscire a rendere sublime il niente.
Lo schema a pag 113 del Seminario X è lo schema del desiderio sadico che è lo schema con cui Lacan individua la perversione come struttura e non più come tratto della nevrosi come era nel pensiero di Freud.

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