05. La struttura del desiderio perverso

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Qual è la struttura del desiderio perverso? Non ha a che fare con il feticismo e non c’entra nemmeno con la dialettica tra legge-desiderio tipica del fantasma nevrotico. Nella nevrosi la trasgressione della Legge anima il desiderio Legge e desiderio Lacan sono due facce della stessa medaglia. Nel senso positivo in cui la Legge della castrazione istituisce il desiderio, ma anche nel senso "perverso" in cui il desiderio gode della trasgressione. Come per esempio accade per l’isterica che si innamora del compagno dell’amica con cui ha una relazione clandestina. L’oggetto proibito assume un valore speciale. La Legge potenzia il desiderio per l’oggetto dell’interdizione. Quando Lacan parla della struttura del desiderio sadico non si riferisce a questa dialettica legge-desiderio, non si riferisce alla dimensione della trasgressione.
La problematica della trasgressione implica la problematica della Legge. È un capitolo ’interno della problematica della Legge. La perversione non è una trasgressione. Perché la trasgressione implica la colpa come ritorno della legge sul soggetto e il senso di colpa è ciò che divide il soggetto e che mostra l’appartenenza del desiderio alla Legge. Il soggetto della colpa è un soggetto diviso.Invece nella perversione non c’è senso di colpa. Non c’è esperienza della colpa. La perversione esclude il senso di colpa.
Qual è la struttura del desiderio perverso? Consiste nel riunificare, agendo contro l’Altro un (l’Altro della Legge), il corpo con il godimento. Questo è il punto centrale del desiderio perverso per Lacan: fare in modo che il luogo del godimento e il luogo del corpo coincidano. Fare in modo di rendere compatibili il corpo e il godimento. Il punto è che c’è un’incompatibilità strutturale tra corpo e godimento. Dove c’è il corpo umano c’è perdita di godimento, c’è negativizzazione di godimento. Il corpo umano è un deserto di godimento. Il linguaggio è il vero trauma, secondo Lacan, di cui patisce l’essere umano è un trauma che produce un buco nel corpo. Il corpo tagliato dal linguaggio è un corpo dove il godimento si stacca, si separa, si separtisce dal corpo. Gli oggetti piccoli (a) sono oggetti staccati, separtiti, caduti. Questa separazione del godimento dal corpo è un effetto dell’azione del grande Altro; è l’Altro che castra il godimento e trasforma il corpo in un deserto con poche oasi. Le oasi della metafora della moltitudine di Freud. Il godimento si localizza solo nelle zone erogene. In questo senso c’è un’incompatibilità tra il grande Altro e il godimento.
Il corpo è il luogo del grande Altro,fabbricato dai significanti dell’Altro (interdetto al godimento; pulito vestito, profumato). La vita umana è senza vita, è una vita priva di vita animale, è una vita mortificata dal simbolo. Il simbolo uccide la Cosa, il luogo dell’Altro desertifica il corpo. L’Altro bonifica il corpo; il godimento è staccato dal corpo.
La perversione è quel tentativo estremo di riportare il godimento nel corpo. Di opporsi all’azione del grande Altro che separa il godimento dal corpo. Restituire la vita al corpo contro le leggi della castrazione, contro gli interdetti dell’Altro. E qui acquista un valore speciale il riferimento di Sade alla Natura. Lo scopo di Sade, ma anche di Rousseau e di Pasolini, è quello di recuperare il godimento naturale, il corpo come essere di natura. Per Pasolini era il corpo degli africani, il corpo dei meridionali. Per Rousseau era il corpo dei selvaggi. Per il pedofilo è il corpo dei bambini. Allora il corpo africano, il corpo del selvaggio, il corpo del bambino sarebbero corpi compatibili con il godimento. Corpi pieni di godimento, corpi non desertificati dal godimento. Sarebbero corpi non corrotti dal significante. Corpi naturali. Per il perverso il significante corrompe i corpi, corrompe la natura e bisogna invece ritornare alla natura. In questo senso il mito della perversione è un mito dell’origine. Ritornare all’originario perché l’originario è l’incesto. Il mito della perversione è il mito dell’incesto. Fare l’amore con un bambino, realizzare l’incesto, realizzare la compatibilità perfetta tra il corpo e il godimento facendo in modo che tramite il corpo innocente, il corpo africano, il corpo del meridionale, il corpo selvaggio raggiunga un godimento non castrato. È il perverso che porta il corpo a godere senza castrazione. Il perverso è colui che si propone come un maestro del godimento. È colui che possiede le tecniche di godimento, un sapere speciale sul godimento. La perversione è il rifiuto del traumatismo del linguaggio. La Cosa del godimento uccide il simbolo. È per questo che per il perverso la verità non esiste. Il perverso non ha alcun rapporto con la verità. Per il perverso le parole sono insignificanti. L’unica realtà che conta è quella del godimento. Il perverso tenta di recuperare la Cosa del godimento al di qua del linguaggio. Un esempio di perversione applicata: il famoso esperimento di Federico II che vuole sapere quale sarebbe la lingua primaria che un essere umano, non condizionato dai modelli culturali e alfabetici, parlerebbe spontaneamente. Per rispondere a questa domanda costringe dieci bambini a venire allevati da balie silenziose. Per vedere poi in questi dieci bambini qual è la lingua che spontaneamente si sarebbe sviluppata. Trovare la lingua incorrotta al di qua del linguaggio. Quale sarebbe la lingua che prescinde dai condizionamenti del linguaggio? Risultato dell’esperimento: tutti morti. Questo giustifica l’idea di Lacan secondo cui il bambino si nutre del desiderio dell’Altro che si esprime attraverso la parola. Ma l’idea folle di Federico II è: qual è la lingua che non patisce il linguaggio? Qual è la Cosa del godimento che non subisce la corruzione del linguaggio? E’ un’idea perversa.
Riunificare il godimento al corpo, riportare il godimento indietro, al di qua del linguaggio è impossibile ma questo è lo sforzo del perverso. Per questo i bambini nella pedofilia sono delle figure cruciali della perversione. Godere del corpo di un bambino è godere di un corpo che è ancora pieno di godimento, un corpo naturale, senza freni, senza limiti. Il godimento perverso è un godimento senza castrazione, senza limiti, è godimento della Cosa. Ma qui Lacan diventa ancora più preciso e tocca il punto dell’angoscia. Per Freud il tratto perverso è un modo per ripararsi dall’angoscia mentre Lacan ci porta ad interrogare la natura dell’essere umano. Lo scopo del perverso è generare l’angoscia in Dio. Questo è il punto più estremo. Mentre per Freud la perversione è una difesa dall’angoscia (il velo, il feticcio), per Lacan il desiderio perverso punta a generare l’angoscia. Punta non a cancellare l’angoscia ma a generarla nell’Altro, a scaricare l’angoscia del soggetto verso l’Altro. Ma qual è l’Altro dell’Altro? Qual è l’Altro che dovrebbe essere per principio puro, assoluto, incontaminato dall’angoscia? E’ Dio. Quindi bisogna riuscire a generare l’angoscia in Dio, a far cadere, a corrompere il grande Altro. Mostrare che nel luogo puro della Legge, nel luogo dell’assenza di godimento, nel luogo di Dio (come immagine simbolica del grande Altro della Legge) ci sia il godimento. Possiamo generare il godimento in quel luogo e dunque generando il godimento possiamo generare l’angoscia. Questo è il principio della corruzione perversa: fare in modo di produrre l’angoscia, cioè il godimento, dove non dovrebbe mai apparire. Mostrare che il luogo dell’Altro è un luogo sbarrato, corrotto. Perché sbarrare il luogo dell’Altro, mostrare che è corrotto, significa completarlo. Significa aggiungere il godimento al significante. Questo significa coprire la mancanza dell’Altro, significa colmarlo. E’ un movimento complesso da un lato il perverso vuole mostrare che il luogo dell’Altro è un luogo corrotto, vuole generare l’angoscia in Dio, mostrare che il luogo dell’Altro è pieno di godimento, dall’altro in questo modo riconcilia il luogo dell’Altro con il godimento dunque lo completa, lo riempie lo fa esistere tutto pieno. È per questo che Lacan dice che il perverso è l’unico vero cavaliere della fede. Cosa fa un perverso con l’analista? Un perverso entra in analisi cercando di costruire una scena, cercando cioè di porre il suo Altro (che in quel momento è incarnato nell’analista) come sguardo sulla scena. Proiettare un film, la corruzione della propria vita, e sentire che l’Altro guarda . Lo fa entrare nella scena cercando di generare l’angoscia nell’Altro.
In un caso riportato da Dior un perverso va da un analista di esperienza e gli parla della sua frequentazione di orge sadomasochiste estreme. In particolare con una donna . L’analista di fronte a questo film che ripetutamente il paziente proietta prende la via che Lacan consiglia cioè quella di non voler vedere, di non prestarsi ad essere lo sguardo sulla scena e dopo un po’ il perverso che punta a generare l’angoscia nell’Altro si scoraggia e lascia l’analisi. Un anno dopo si ripresenta per una sola seduta; sufficiente per spiegargli che ha voluto incontrare una volta il suo analista per rivelargli l’identità della partner delle sue prestazioni e cioè che era la figlia dell’analista. In quel momento c’è un effetto di angoscia nell’analista che, tra l’altro , smetterà di fare questo mestiere. Qui si vede bene come si può fare cadere il grande Altro introducendo nel grande Altro un effetto di angoscia, cioè un effetto di godimento. Generare un brivido che scuote la neutralità senza godimento dell’analista. Questo vuol dire farlo cadere e, mentre lo si fa cadere, completarlo introducendo il godimento nel luogo asettico, simbolico, neutro dell’Altro. Generare l’angoscia, ma nella misura in cui si genera l’angoscia, si completa l’Altro con il godimento. Potremmo fare anche l’esempio dell’anoressia. Un soggetto anoressico grave può finalmente, attraverso il proprio corpo, vedere che lo sguardo dei genitori è uno sguardo che mostra l’angoscia , è uno sguardo attraversato dal brivido. E dunque in questo modo completa l’Altro che è un Altro del significante introducendo accanto l’Altro del godimento. E quindi negando l’incompatibilità tra significante e godimento.
Il desiderio sadico è il desiderio che provoca l’angoscia nell’Altro ponendosi attivamente come macchinista della scena. Il godimento rientra nel corpo nel momento in cui il luogo dell’Altro è diviso e non è più un luogo neutro ma è percorso dal godimento: Il soggetto si fa oggetto e pone l’analista come spettatore.
Per Freud sadismo e masochismo sono uno il rovescio dell’altro. Nel sadismo c’è attività, nel masochismo passività. Nel sadismo ci sarebbe godimento nell’infliggere il dolore, nel masochismo godimento nel sentire il dolore. Per Lacan il sadismo e il masochismo hanno un radice perversa comune. Non sono uno il rovescio dell’altro. E questa radice comune la si intende bene analizzando la posizione masochista. Il desiderio perverso per eccellenza è il desiderio masochista che consiste nel farsi oggetto (colpito, massacrato ecc.) per generare la divisione dell’Altro che viene ridotto a soggetto diviso. Angosciare Dio. La divisione nella perversione non è più nel soggetto come è nella nevrosi, ma la divisione deve essere generata nel luogo dell’Altro (analista) perché sia l’Altro ad angosciarsi. Questa divisione dell’Altro ridotto a soggetto ( l’analista che non è più l’analista ma è il padre angosciato per il destino di sua figlia, ridotto a soggetto diviso) produce l’effetto di completamento per cui Altro e godimento non sono più in alternativa ma diventano compatibili. Far godere l’Altro lo angoscia e lo completa.
Il soggetto perverso non va in analisi per analizzarsi ma per una ragione esterna all’analisi. Pazienti anoressiche con un tratto perverso molto forte non venivano nel gruppo per analizzarsi ma per esibirsi e angosciare le altre e realizzare l’angoscia nell’Altro mostrando il loro corpo pelle e ossa. Nella perversione la divisione deve essere messa sull’Altro. Vedere l’angoscia sul volto dell’analista. C’è un punto in cui viene inclusa la questione della Legge. Il perverso vuole mostrare che la Legge, i giudici, la magistratura, tutto ciò che ha a che fare con l’ordine simbolico, è corrotto e falso. Però non c’è Altro che può fermare il perverso se non l’introduzione di una Legge. La posizione dell’analista con la perversione è la posizione di Soggetto Supposto Non Vedere. Non rispondere con il voyeurismo là dove il perverso fa di tutto per attivarlo. Il ragionamento perverso è: "perché no?" il ragionamento perverso parte dal fatto che l’unica Legge che vale è quella del godimento.
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Commenti

Molto interessante, ma soprattutto da diffondere perchè credo che viviamo in una società con un funzionamento sempre più perverso...dove regna, appunto, il godimento senza limite, senza Legge....
grazie


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