01. La clinica dell'isteria è una clinica del corpo

Share this


Per Freud la clinica dell'isteria è innanzitutto una clinica del corpo. Precisamente, è una clinica che si fonda sul potere espressivo del corpo, sulla dimensione che Lacan definirebbe “simbolica” del corpo, sulla teatralizzazione significante del corpo. Per questo nel caso di Dora e in altri testi dedicati da Freud all'isteria troviamo come concetto cardine il concetto di “compiacenza somatica” o di “conversione somatica” per definire la plasticità del corpo isterico nel tradurre, nel convertire, appunto, somaticamente i conflitti di ordine psichico che attraversano il soggetto. La conversione è conversione dello psichico nel somatico, dei pensieri inconsci nel corpo. È convertire i pensieri inconsci in fenomeni del corpo. Perchè sottolineo questa questione dei pensieri inconsci? Perchè è l'esatto rovescio di quello che accade nella nevrosi ossessiva. Nella nevrosi ossessiva assistiamo ad una conversione del corpo nei pensieri, dei fenomeni di eccitazione del corpo in ruminazioni, disturbi dell'attenzione, disturbi del pensiero. Mentre nell'isteria abbiamo una conversione dei pensieri inconsci nel corpo (conversioni somatiche) nella nevrosi ossessiva avremo un problema del disturbo del pensiero (ruminazione dubbiosa) causato dall'eccitazione inconscia del corpo di cui l'esempio più eclatante è l'apparizione nella catena ordinaria dei pensieri di parole blasfeme. Nella parola blasfema che si impone nel pensiero ossessivo noi dobbiamo sempre reperire una “corrente”, per usare il lessico freudiano, “eccitatoria” del corpo sessuale che fa irruzione nel cogito, nella cogitazione autoreferenziale del soggetto disturbandola , scompaginandola, disassettandola.
Nella figura della compiacenza somatica, invece il corpo sta al posto dei pensieri rimossi. E' la natura metaforica del sintomo isterico : il fenomeno di conversione sta al posto del pensiero rimosso. Sta al posto, potremmo dire, del ricordo rimosso. Per questo Freud, attraverso l'isteria, costruisce l'idea che la psicoanalisi curi attraverso i ricordi. Più il soggetto ricorda (più il soggetto supera la barra della rimozione) e più il fenomeno di conversione si riduce. Quindi il sintomo in questo senso, sta al posto di qualcosa che non è ricordato. Ma sta al posto anche di qualcosa, dice Freud, che non è mai avvenuto, cioè sta al posto di un desiderio sessuale che non ha mai trovato nella realtà il suo appagamento, nè la sua iscrizione nella catena dei pensieri coscienti, perchè ha piuttosto subìto l'effetto della rimozione. In questo senso nel sintomo isterico ritorna qualcosa che non è mai avvenuto. Quindi, potremmo dire, che nel fenomeno di conversione si manifesta una sessualizzazione inconscia del corpo che resta per Freud nella clinica dell'isteria la questione centrale. 
Il passo successivo compiuto da Lacan sull'isteria consiste nel pensare che il fenomeno di conversione non sia affatto sufficiente per avvalorare la diagnosi di isteria perchè in realtà possiamo trovare fenomeni di conversione in tutte le strutture cliniche. Nella nevrosi ossessiva possiamo trovare diversi fenomeni di conversione perchè, secondo Lacan, il corpo del parlessere, il corpo dell'essere parlante, il corpo umano come tale, strutturato dal linguaggio, si presta elettivamente a produrre conversioni in quanto è irriducibile alla funzionalità lineare e meccanica di una macchina. Quindi, secondo Lacan, il fenomeno di conversione non è decisivo per la diagnosi di isteria. Piuttosto nel pensiero di Lacan c'è l'idea di un'estensione del concetto di conversione al corpo in quanto strutturato dal simbolico. Quindi il corpo dell'essere parlante, essendo strutturato dal simbolico, si presta sempre a fenomeni di conversione.

> Lascia un commento   > Torna all'indice

Totale visualizzazioni: 262