02. Un difetto di specularizzazione

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La seconda grande figura freudiana dell'isteria è la cosiddetta “bisessualità” inconscia. C'è un articolo di Freud sulla bisessualità nell'isteria, che è l'articolo su cui Lacan poggia tutta la sua teoria del fantasma, dove Freud distingue sintomo e fantasma, cioè distingue il sintomo di conversione come tipicamente isterico dal fantasma che lo sostiene, che è, per Freud, nell'isteria, sempre un fantasma di bisessualità. Si tratta dell'articolo titolato : Fantasie isteriche e loro relazioni con la bisessualità ( 1908).
Dunque: che cosa vuol dire un fantasma di bisessualità? Si tratta di un fantasma caratterizzato dalla presenza in un soggetto femminile di una identificazione virile inconscia. Certamente, l'isteria può essere anche maschile. Vi porterò nella prossima lezione un caso di isteria maschile tratto dal Seminario III; il caso del Tranviere. In questo Seminario, interamente dedicato alla psicosi, c'è una parentesi che Lacan apre sull'isteria maschile. È interessante vedere come l'isteria si possa trovare anche negli uomini. Il fantasma di bisessualità significa che in una donna che vi sia un'identificazione inconscia virile e in un uomo vi sia un'identificazione inconscia femminile. Il cuore psicopatologico dell'isteria interroga che cosa significa essere uomo o essere donna. Interroga l'identità sessuale. Significa che la vera questione dell'isteria è quella dell'identità sessuale, della determinazione dell'identità sessuale. 
Christofer Bollas, nel suo testo intitolato Isteria, mostra come molte diagnosi contemporanee di borderline possono essere ricondotte all'isteria. In questo testo Bollas mostra con ragionevolezza che c'è un uso decisamente inflattivo della diagnosi di borderline e che molte diagnosi di borderline possono essere ricondotte a forme gravi di “isteria maligna". Bollas afferma una cosa fondamentale sulla bisessualità isterica, che riprende, essendone un lettore molto raffinato, da Lacan, quando sostiene che la madre dell'isterica non ha rifiutato l'esistenza della sua bimba, non c'è stato un rifiuto che ha colpito l'esistenza, non c'è stato un rifiuto dell'amore. Il che come sappiamo aprirebbe a quadri depressivi e melanconici. Non c'è stata, dunque, la negazione dell'amore, ma la negazione del corpo in quanto sessuale. Lacan a suo modo, negli anni Cinquanta, dice la stessa cosa quando sostiene che nell'isteria troviamo un difetto della specularizzazione narcisistica del corpo femminile.
Negli anni Cinquanta Lacan costruisce questa teoria della causalità psichica dell'isteria sostenendo che vi sarebbe stato uno stadio dello specchio compiuto - l'isteria non è una psicosi -, ma compiuto in modo difettoso, perchè la dimensione sessuale del corpo non è entrata nella specularizzazione narcisistica, ma è rimasta come fuori, fuorclusa. Questo, per Lacan, spiega perchè l'isteria sia più femminile che maschile, in quanto per il corpo femminile è più difficile trovare una specularizzazione narcisisticamente adeguata poiché non c'è il fallo che funziona come organo su cui si appoggia la specularizzazione. Il sesso femminile non è, cioè, rappresentabile, non si può rappresentare compiutamente in una immagine visibile. Qualcosa della donna, della femminilità, resta come sospeso, non entra nella specularizzazione, resta vuoto. Di qui, secondo Lacan,deriva il fatto che l'isterica cerchi sempre un'altra donna situata in una posizione ideale attraverso la quale completare il proprio stadio dello specchio: l'amica, la moglie dell'amico, la madre, la seconda moglie del padre ecc.. La donna cerca sempre nell'altra donna l'immagine ideale di sé allo specchio, cioè cerca nell'altra donna la realizzazione ideale della femminilità, cerca sempre nell'altra donna il completamento immaginario del proprio stadio dello specchio. Un supplemento ideale che le consenta di includere ciò che lo sguardo materno ha lasciato fuori dal campo della specularizzazione. Una donna che sappia incarnare il segreto della femminilità. Abbiamo degli esempi freudiani classici: nel caso della Bella macellaia quest'altra donna è l'amica magra, nel caso di Dora quest'altra donna è la Madonna come immagine religiosa che Dora contempla estasiata, nel caso della giovane omosessuale l'altra donna si concreta nella donna mondana e più anziana. Troviamo sempre nelle storie delle isteriche la presenza di questo elemento dell'”altra donna”, che realizza l'ideale narcisistico del soggetto, che sa qualcosa sul godimento femminile, che detiene un sapere sul godimento femminile, sul che “cos'è una donna ?”. 
Secondo Lacan la clinica dell'isteria è una clinica che interroga la differenza tra i sessi. La questione dell'isteria è : “sono un uomo o sono una donna?”. Il dubbio isterico è centrato sull'essere uomo o sull'essere donna. Così come la questione ossessiva, che calamita il pensiero e l'attività immaginativa dell'ossessivo, è: “sono vivo o sono morto?” Da una parte l'identità sessuale, dall'altra la differenza fra essere morto e essere vivo. 
Allora il fantasma isterico della bisessualità, almeno per Freud, consiste in un'identificazione inconscia al sesso opposto. Lacan rilegge la questione della bisessualità freudiana mettendo al cuore della soggettività isterica l'interrogazione sull'identità sessuale: "quale è il mio sesso?" “Che cosa significa essere una donna?” “Che cos'è una donna?” “Come gode una donna?” Sono tutte questioni problematiche già presenti in Freud. Ma Lacan introduce, su questo quadro freudiano, la questione del desiderio isterico come tale.

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