04. Il disgusto

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L'altro elemento diagnostico importante è il fenomeno del disgusto, a cui Freud, nella sua teoria dell'isteria, dà un grande rilievo clinico. Perché il disgusto è un sintomo tipico dell'isteria? Il disgusto è una risposta somatica che può assumere forme varie; dalla nausea, al rigetto, sino al vomito bulimico. Il disgusto è una risposta tipicamente isterica di fronte al corpo dell'Altro e al proprio corpo ridotto a puro oggetto di godimento. Il disgusto isterico segnala, sempre per Freud, la presenza di un piacere rimosso, impossibile da soggettivare. L'effetto di questa impossibilità di soggettivazione del piacere sessuale, comporta una riduzione del corpo a puro oggetto, per esempio, del fallo a puro pene, del corpo alla nuda carne. E quando il corpo erotico è ridotto alla nuda carne appare il fenomeno del dégout che è un fenomeno che segnala, appunto, la difficoltà del soggetto a soggettivare il godimento sessuale del proprio corpo. Ritroviamo qui la questione della specularizzazione incompiuta dell'isteria. Il dégout è un'espressione somatica del difetto della specularizzazione narcisistica del corpo sessuale. Le forme del dégout variano da forme di desensibilizzazione, all'anestesia del corpo, alla frigidità, alla difficoltà della penetrazione, o alla moltiplicazione del godimento sessuale che porta con sè un senso profondo eccesso, di nausea. È importante ricordare questa traccia freudiana del disgusto isterico. Si tratta sempre di un fenomeno ambivalente perché per un verso manifesta un piacere sessuale ma solo in una forma negativizzata, sotto false spoglie, solo nella misura in cui lo rimuove come avviene, più in generalle, per il rifiuto isterico che, come vedremo meglio nella prossima lezione, respinge proprio ciò che desidera: “ ti dico di no, ma solo perchè voglio dirti di sì!”. Con una mano il soggetto si spoglia e con l'altra si riveste, secondo la celebre immagine freudiana. Il disgusto rientra, quindi, in questa strategia isterica del “no!” che è un “sì!”, del piacere sessuale che può manifestarsi solo se rimosso, quindi solo in maniera negativa, per negativizzazione. 
L'altra faccia del disgusto è che esso segnala la riduzione del corpo-erotico al corpo-carne. E' l'estremo tentativo di evitare l'incontro sessuale. Di fronte alla difficoltà dell'incontro sessuale si possono costruire fobie, rituali ossessivi, ci può essere angoscia...Nell'isterica incontriamo il disgusto come difesa dal reale del sesso. Se volete questa è anche tutta la matrice isterica dell'anoressia: essere oggetto del godimento dell'Altro provoca il disgusto anoressico, genera il rifiuto anoressico come modo per mantenere la propria soggettività. Il rifiuto del godimento, l'opposizione alla domanda dell'Altro (“mangia!”), è finalizzato a preservare la propria soggettività. Il rifiuto del mangiare può prendere nell'anoressia le forme del dégout , del vomitare bulimico o dell'essere nauseata dall'idea del cibo, sino a delle forme più organizzate di fobie alimentari.... 
Il disgusto svela anche quale sia il punto di differenza fondamentale tra l'isteria e la donna. In una donna, sufficientemente sana, infatti, l'incontro con il corpo sessuale non provoca affatto disgusto, ma apre il corpo all'incontro col godimento.

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