08. Il discorso isterico

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Passiamo ora al discorso isterico che è il discorso fondamentale da cui nasce la psicoanalisi. Il discorso isterico è per Lacan il discorso che permette l'entrata nell'analisi. La via regia dell'entrata in analisi è l'isteria e Lacan riconosce all'isteria il merito della invenzione dell'inconscio. 
Nel posto dell'agente nel discorso isterico abbiamo il soggetto dell'inconscio, il soggetto diviso, il soggetto che soffre, il soggetto del sintomo. Abbiamo il soggetto che sta male, la cui vita non va, non funziona. S/ barrato in posizione di agente è l'incarnazione isterica del sintomo... Sappiamo che nell'entrata in analisi ci deve essere il sintomo in posizione di agente. Il soggetto diviso si dirige verso l'S1 della sua identificazione costituente: chi sono? che cosa voglio? come godo? cosa mi fa godere veramente? cosa desidero veramente? il rapporto tra S barrato e S1 è l'isterizzazione del discorso che Lacan pone all'entrata nell'analisi. Non c'è entrata se non c'è isterizzazione del soggetto. Questo vale evidentemente anche per gli ossessivi. Se non isterizziamo il soggetto in entrata, se non costruiamo questo discorso, non c'è analisi. I colloqui preliminari servono per costruire questo discorso: un soggetto sofferente diviso dal suo sintomo che vuole sapere chi è, che cosa desidera veramente, come gode.... Tutto ciò che l'analista potrebbe dire in risposta alla domanda isterica sarebbe deludente, insufficiente, perché in questo movimento di isterizzazione l'isterica sfida il padrone, dunque anche l'analista. Sfida il padrone cercando di mostrare che il padrone possiede una sapere sulla veirtà in generale ma non sulla sua particolare...L'obiettivo dell'isterica è scavare un buco nel luogo dell'Altro universale, toccare il suo limite, per essere lei ciò che lo colma, per essere lei la più amata, per essere lei l'unica che non è presente nella biblioteca del sapere universale... Ecco perché alcuni sintomi isterici sono così difficili da diagnosticare dal sapere medico. Non c'è posto nell'Altro per il suo assoluto particolare... Ciò che non interessa l'isterica è il sapere dell'Università. A lei interessa solo il sapere del Maitre, la verità, l'illusione che esista il Maitre del Maitre, per arrivare alla resa dei conti con il padre. Ed è per questo che il suo oggetto causa di desiderio è situato da Lacan al posto della verità. Perchè l'unica cosa che le interessa è un sapere possibile sul suo desiderio. È l'anima della scienza non dello scientismo; della scienza come pulsione di sapere autentico perchè al posto della verità c'è il desiderio. Per questa ragione Lacan può assimilare il discorso isterico a quello della scienza. 
L'isterica vuole che al posto della verità ci sia l'oggetto del desiderio. L'unico sapere che le interessa è cos'è essere una donna? cos'è amare? cos'è desiderare?

Domanda: E le isteriche mistiche?

Si potrebbe dire che il Maitre del Maitre, l'Altro dell'Altro, sia Dio. Essere amate da Dio per molte isteriche è stata una soluzione. Anche perché Dio non gode mai direttamente... Anche se le estasi mistiche sono fenomeni di godimento, Dio può attraversare il loro corpo ma non fallicamente...
Poniamoci però ora una domanda cruciale: qual è la differenza tra la donna e l'isterica? che cosa differenzia questi due insiemi che hanno una zona di intersezione comune? Qual è il punto di intersezione fra l'isterica e la donna? “Farsi amare” è ciò che accomuna l'isteria e la femminilità ma “farsi amare” cosa significa? Significa trovare nell'Altro la propria mancanza. Significa avere un valore unico per l'altro, cioè essere l'unica e insostituibile. L'amore esige questo, ma il punto è che nell'isteria il farsi amare passa attraverso l'essere il fallo. Che cosa significa essere il fallo per una donna che non ha il fallo? Significa essere ciò che manca all'altro. Il fallo è infatti il significante del desiderio. “Non ho il fallo” dunque devo esserlo per l'Altro nella mia bellezza, nella mia simpatia, nella mia mascolinità, nella mia dolcezza, nella mia mansuetudine, nel mio sacrificio. 
Ci sono tanti modi per incarnare il fallo. La grazia della bellezza è il modo più femminile per essere il fallo: essere ciò che manca all'Altro. Ma essere il fallo significa non poterlo ricevere nella misura in cui lo si è . Significa tenere separate la dimensione del desiderio da quella del godimento. Mentre sul lato della donna il desiderio è unito al godimento in quanto una donna sa desiderare e sa godere. Sa giocare con l'essere il fallo. Sa che non lo è, sa che non lo ha, ma sa mettere i sembianti del fallo, sa mascherarsi da fallo... Sa che è un gioco e può essere libera in questo gioco. La donna sa occupare la posizione dell'oggetto di godimento dove essere l'oggetto significa saper ricevere il fallo godendo del fallo senza reazioni di disgusto, ma significa più in generale ricevere da un uomo la protezione, un bambino, le cure...

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