12. Il soggetto della seduzione

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La seconda figura dell'isteria è quella del soggetto della seduzione. La seduzione consiste nel porsi come oggetto di desiderio, come (a) piccolo, oggetto agalma, oggetto causa di desiderio, capace di produrre la divisione dell'Altro, cioè capace di provocare la mancanza dell'Altro. In particolare, la seduzione isterica consiste nell'operare con la propria mancanza e non con il proprio fallo, non con l'avere. L'avere è legato al fallo. La seduzione isterica è invece un agire con la propria mancanza per provocare la mancanza nell'Altro. C'è una specificità della seduttività isterica. Possiamo distinguere tre tempi della seduzione isterica:
1) farsi presente per l'Altro
2)rendersi assente
3)far mancare l'Altro
La logica della seduzione isterica consiste nel darsi sottraendosi per causare la mancanza dell'Altro. La seduzione femminile e la seduzione isterica hanno un punto in comune perché anche la seduzione femminile punta a provocare la mancanza nell'Altro, a far desiderare l'Altro. Ma la differenza è che una volta che la seduzione raggiunge il suo scopo, “far desiderare l'Altro”, la donna può godere del desiderio dell'Altro, mentre l'isterica lo lascia cadere e resta nell'insoddisfazione. Una volta che si manifesta il desiderio nell'Altro, l'Altro perde di valore, a volte istantaneamente. La seduzione isterica abbina il “farsi essere” al “farsi desiderare”, ma non accede al “farsi godere”. Può certamente usare il farsi godere come un arte. La seduzione isterica resta imprigionata nel farsi desiderare, ma non per godere nell'essere goduta. Come abbiamo già fatto notare esiste una versione ipermoderna del godimento isterico. Non c'è più solo l'isterica che dice di “no!” alla sessualità. C'è anche l'isterico che vive con energia la sessualtià senza però mai poter giungere ad una vera soddisfazione. Ella vuole fare godere ma resta insoddisfatta nel suo proprio godimento. In questa logica della seduzione ci sono altri concetti da aggiungere. Il primo è un concetto lacaniano che si ritrova anche in Freud. Nel commento al caso di Dora Lacan lo mette in particolare evidenza: si tratta del concetto di intrigo. La seduzione isterica implica l'intrigo, tende a strutturarsi per triangolazioni, pluralmente, per intrigo appunto. Non c'è mai solo il soggetto e l'Altro. Possiamo citare due casi fondamentali della clinica dell'isteria freudiana: il caso di Dora e il caso della bella macellaia. Nel caso di Dora abbiamo un quaternario: Dora, il padre di dora, il signor K e la signora K e il movimento della seduzione avviene operando su tutti e quattro i personaggi della vicenda. L'altro esempio di intrigo isterico freudiano è il caso della bella macellaia dove abbiamo un triangolo tra la bella macellaia, il marito e l'amica della bella macellaia. Possiamo citare anche il caso della giovane omosessuale di Freud, commentato da Lacan nel Seminario IV, dove abbiamo un quadrilatero tra la giovane omosessuale, il padre, la donna più matura mondana e la madre della giovane omosessuale. 
Qual è il significato dell'intrigo? Perché la seduzione isterica implica l'intrigo? L'intrigo consiste a volte nell'usare l'Altro, il partner, per interrogare l'Altra, cioè il mistero della femminilità che per Lacan è la vera posta in gioco dell'isteria. L'intrigo è dato dal fatto che l'autentico interesse dell'isterica è su che cosa rende donna una donna. Ecco perchè l'analista è investito dal transfert, perchè si suppone che sappia che cosa sia una donna...Ma se l'interesse isterico è di sapere che cos'è una vera donna bisogna fare attenzione a come l'oggetto, il partner maschile, possa essere semplicemente un trampolino, un ponte per raggiungere questo mistero dell'Altra. L'intrigo è un punto molto importante. Nel caso di Dora, Dora si interessa al Signor K per interrogare la Signora K. e quando il Signor K dice della Signora K che "lei non è niente per me" il Signor K non ha più interesse per Dora perché il solo interesse che Dora attribuisce al Signor K è quello di interrogare, attraverso di lui, il mistero del desiderio di Lei...
La seduzione isterica tende a proporsi in due vie apparentemente opposte che facciamo fatica a tenere insieme. La figura classica della seduzione è quella dell'agalmatizzazione del soggetto: diventare l'oggetto che causa il desiderio. Ma la seduzione isterica può prendere anche una via più docile, più passiva, quella della assimilazione al desiderio dell'Altro o del sacrificio di sé, del sacrificarsi al desiderio dell'Altro. E allora troviamo la figura dell'isterica che non fa impazzire l'uomo (si spoglia con una mano e con l'altra si riveste), che non sbalestra l'uomo, che non vuole generare la mancanza nell'uomo, ma è l'isterica che sacrifica tutto per l'Altro, che vive per l'Altro, fosse anche una donna, che non opera con la mancanza, nemmeno con l'avere, ma col sacrificio di sé. Qui tocchiamo la dimensione del masochismo isterico. L'isterica che fa sorgere il desiderio per poi negarsi non è diversa dall'isterica che sacrifica tutto di sé per accontentare il padrone, per colmare ogni mancanza del padrone e in questo modo farla sorgere. “Non posso vivere senza di te!” è l'effetto di un'abrogazione di se stessi, di un'oblatività estrema, di una docilità estrema, come solo le isteriche sanno fare, per rendersi indispensabili come l'aria. Ma nella misura in cui l'isterica si rende indispensabile come l'aria realizza il suo obiettivo di far sorgere la mancanza nella misura in cui l'ha colmata. In questo senso non dobbiamo separare queste due figure della seduzione: l'agalma e il sacrificio di sé. Nei casi clinici di Freud trovate molte isteriche che si realizzano nel sacrificio di sé, che curano il padre impotente, che restano in famiglia fino alla fine, che stanno vicine al Maitre tradito e abbandonato, che diventano indispensabili per il padre... L'obiettivo è realizzare questa evidenza: l'Altro è perso senza di me. La mia docilità, la mia disponibilità, il sacrificio di me stesso è finalizzato a rendermi indispensabile per l'Altro. Questa mi pare una figura importante nell'isteria.
L'agalmatizzazione e il sacrificio di sé sono due facce della stessa medaglia della seduzione isterica. Per esempio, incontriamo qui un fenomeno sessuale tipico dell'isteria anche se risponde a una fisiologia dell'eros femminile che vale in quanto tale; cioè la donna isterica nei primi rapporti può dare tutto il proprio corpo senza inibizioni, senza freni, nella misura in cui però si installa come oggetto che ha causato il desiderio comincia a introdurre delle inibizioni, non è più aperta come prima. Si sottrae per tenere vivo il desiderio dell'Altro. Inizialmente però può usare il corpo che si apre senza inibizioni come un modo per agganciare il desiderio dell'Altro, non dico sacrificando se stessa, perché c'è un piacere, ma nelle isteriche a volte c'è una forzatura finalizzata per far sorgere il desiderio, per far desiderare l'Altro per poi reintrodurre l'inibizione, per poi sottrarsi lasciando l'Altro in una posizione desiderante.... L'uomo non se lo spiega facilmente....

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