13. Il soggetto del rifiuto

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Questo ultimo punto mi permette di interrogare la terza figura dell'isteria che è una figura chiave nella clinica lacaniana dell'isteria che è il soggetto del rifiuto. Allora abbiamo visto il soggetto dell'innocenza, il soggetto della seduzione, ora vediamo il soggetto del rifiuto. 
Il rifiuto non è contrario al desiderio ma è il modo del desiderio nell'isteria. Questo dovrebbero sapere molti uomini per destreggiarsi con l'isteria.... Quando una donna isterica dice di �no!� non � perchè non ne vuole sapere, ma perchè può testando la forza del desiderio dell'Altro... Si sottrae e il rifiuto è nell'isteria tendenzialmente una manifestazione del desiderio. Anche il rifiuto del corpo che prende le forme del disgusto isterico soprattutto verso l'organo maschile, verso il pene, verso la carne, segnala un piacere che è stato rimosso secondo, almeno secondo i termini di Freud. Come troviamo spesso in alcune anoressie isteriche che il rifiuto del cibo segnala che il cibo è un oggetto fortemente sessualizzato, erotizzato, investito libidicamente. Sul rifiuto dobbiamo fare una serie di osservazioni: il rifiuto isterico trova il suo paradigma clinico più esemplare nell'anoressia isterica, dove abbiamo il rifiuto del godimento del cibo, il rifiuto del godere del cibo che alimenta il desiderio dell'Altro. Lacan nella Direzione della cura propone l'immagine del il desiderio isterico che si orchestra come un rifiuto. 
Abbiamo, però, una seconda versione del rifiuto su cui insiste molto l'ultimo Lacan a partire dal Seminario XVII . Dovete ripensare l'isteria contemporanea attraverso il rifiuto del corpo, il rifiuto del corpo apre tutt'altra clinica. Il rifiuto del corpo è il rifiuto del corpo in quanto corpo dell'Altro, nel senso genitivo soggettivo e genitivo oggettivo. Cioè rifiuto del corpo sessuale dell'Altro, del partner e del mio corpo, del corpo del soggetto in quanto corpo dell'Altro, che appartiene all'Altro, ma in quanto Altro del linguaggio, cioè del corpo che io non governo e non controllo. Le manifestazioni più evidenti di questa alterità del corpo, del fatto che il corpo non mi appartiene, sono la pubertà, la malattia, la pulsione, la morte, gli appetiti, le erezioni. Se pensate al piccolo Hans, cioè a tutti quei movimenti del mio corpo che io non governo: il rossore, il tremore ma anche dice Lacan il bambino. In certe isteriche è il rifiuto del corpo in quanto corpo ingovernabile. Molte isteriche hanno difficoltànon solo nella gravidanza, ma anche dopo a gestire il bambino in quanto il bambino è ingovernabile come la pulsione. Si manifesta con la stessa urgenza della pulsione: ha fame ha sete ha sonno. Manifesta lo stesso Drang, la stessa spinta della pulsione. Il bambino è l'oggetto (a), l'oggetto pulsionale che molte isteriche non sopportano, non solo perchè l'essere madre spegne l'essere donna, non solo perchè essere madre può intaccare la seduttività dell'essere donna. Questo è un aspetto importante della clinica dell'infertilità isterica. La clinica dell'infertilità è un esempio della clinica del rifiuto del corpo. Non c'è solo la problematica dell'integrazione dell'essere madre e dell'essere donna (se sono madre non posso più sedurre come donna), ma è anche la clinica della difficoltà a soggettivare il proprio corpo. E dunque il corpo del bambino - che molte isteriche vivono una presenza bizzarra, che trasforma il corpo che lo gonfia che lo abbruttisce che lo rende mostruoso - si presta ad incarnare il reale dell'oggetto piccolo (a). 
Questo rifiuto del corpo tocca l'aspetto del masochismo femminile e può avere due forme prevalenti: la forma violenta dell'acting out, come nel caso delle madri che uccidono il proprio bambino, ma può prendere anche le forme della desensibilizzazione erotica del corpo, della insensibilità del corpo, dell'anestesia, della frigidità, dell'anorgasmia, del non sentire il proprio corpo, fino ai limiti della depersonalizzazione. Come dire; il soggetto tende a separarsi dal suo corpo, non lo sente come suo, si stacca dal suo corpo che vive come un corpo estraneo. Lascia il proprio corpo nelle mani dell'Altro come un oggetto e se ne va con i pensieri, le fantasie, guardando magari dall'esterno il suo corpo come se non fosse più il suo...Questa perdita di legame con il proprio corpo non è psicotica. I fenomeni in cui il soggetto guarda se stesso o si sente guardato mentre ha il rapporto sessuale sono fenomeni classicamente isterici perchè sono fenomeni transitori e perchè hanno tutti a che fare con il rifiuto del corpo in quanto corpo sessuale, quindi con una difficoltà di integrazione della sessualità, del desiderio sessuale, in un discorso simbolico.

Domanda: Che legame c'è tra la seduzione isterica e la posizione dell'analista per come si può dedurre dal mathema del discorso dell'analista?

La formula del discorso dell'analista che Lacan propone nel Seminario XVII definisce più cose. Definisce, oltre alla posizione dell'analista come oggetto piccolo (a), anche la formula della perversione dove il soggetto perverso si mette nella posizione di strumento che causa la divisione, l'angoscia nell'Altro. C'è una polivalenza. Si può dire che nella posizione dell'analista c'è un effetto di suggestione che è data dalla posizione stessa occupata dell'analista su cui insiste molto Freud in Psicologia delle masse e che Lacan non elimina affatto. Finchè l'analista occupa quella posizione di contenitore dell'oggetto agalma, della scatola rustica socratica che contiene l'oggetto agalma, inevitabilmente produce un effetto di seduzione. Nell'isteria questo avviene in modo evidente perchè l'analista provoca transfert in quanto è colui che è supposto sapere sull'essere della donna. Qual è allora la differenza tra la seduzione e il processo del transfert che pure implica una quota strutturale di seduttività intesa come rapporto tra oggetto piccolo (a) e soggetto sbarrato? Il processo del transfert è finalizzato alla produzione di un sapere, mentre la seduzione è finalizzata alla produzione di una mancanza e del godimento di questa mancanza. L'isterica mettendosi nella posizione dell'oggetto agalmatico che causa il desiderio, che rende mancante l'Altro, produce la mancanza non perchè si trasformi in sapere, ma produce la mancanza per goderne, per godere della castrazione dell'Altro. Diversamente dalla perversione lo schema della seduzione è quello di far sorgere la mancanza nell'Altro in termini di desiderio, non in termini di angoscia. Il perverso promuove invece la divisione dell'Altro nei termini dell'angoscia. L'isterica promuove la divisione nei termini del desiderio.
Ma torniamo sui nostri passi. Torniamo al soggetto del rifiuto. Quello che stiamo facendo è non accontentarci della diagnosi di isteria al singolare, ma supporre che è possibile rintracciare all'interno del continente isterico diverse declinazioni dell'isteria.

Domanda: Ci sono diversi tipi di intervento sulla base dei diversi tipi di isteria?

La prima figura la figura del lamento è il soggetto su cui l'intervento clinico va nel senso dell'implicazione etica, della soggettivazione della responsabilità Per il soggetto della seduzione, nella doppia formula del sacrificio di sé e dell'agalmatizzazione di sé, l'azione analitica deve svelare l'intrigo che sostiene l'attività seduttiva. Il soggetto del rifiuto èmolto più problematico perchè implica il godimento pulsionale. Come si corregge nell'analisi il rifiuto del corpo? E' una grande questione. Il soggetto del lamento si corregge con la rettifica soggettiva. Il soggetto della seduzione si corregge interpretando l'intrigo e non facendosi coinvolgere nell'intrigo. Il soggetto del rifiuto è molto problematico, attraversa tutta la clinica dell'isteria: rifiuto come manifestazione del desiderio, rifiuto come rifiuto del corpo. Dovremmo sollevare una serie complessa di temi che investono la direzione della cura e la cosiddetta tecnica psicoanalitica... Siamo costretti a lasciare sospesa questa questione per completare il quadro dei sei volti dell'isteria che mi ero promesso di offrirvi.

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