14. Il soggetto dell'utopia

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La quarta figura è quella del soggetto dell'utopia. Lacan evoca l'utopia in merito alla nevrosi nei Complessi familiari. C'è una pagina di Lacan nei Complessi familiari dove scrive che la clinica della nevrosi è una clinica del fallimento del desiderio. E che il desiderio può fallire prendendo la via dell'impotenza o la via dell'utopia. Per certi aspetti la nevrosi ossessiva andrebbe collocata idealmente sul lato dell'impotenza, mentre l'isteria sul piano dell'utopia. Nell'impotenza il desiderio non ha un sufficiente fondamento fallico. Il soggetto si sente inadeguato, insufficiente: "non sono in grado"; "è troppo per me". E' il lamento nevrotico dell'impotenza. Non è propriamente isterico, ma attraversa la nevrosi come tale. L'utopia tocca invece più intimamente la corda isterica. Il desiderio fallisce nell'utopia quando il soggetto percepisce l'oggetto come sempre insufficiente, lontano dall'ideale. Quando il desiderio percepisce il proprio oggetto come sempre inadeguato. Quindi l'inadeguatezza sembra essere dell'oggetto rispetto al desiderio. L'utopia del principe azzurro provoca una sorta di degradazione degli altri oggetti del mondo, di tutti gli altri uomini. E l'utopia è il modo di fallimento specifico del desiderio isterico. C'è sempre un Altro più ideale dell'Altro. Questa rincorsa verso l'ideale "si rivela infinita". Costatare ogni volta che l'oggetto è deludente; è questa l'utopia su cui si infrange il desiderio isterico e che mostra il carattere metonimico del desiderio come sempre insoddisfatto. L'utopia e l'insoddisfazione sono due facce della stessa medaglia. L'utopia è destinata a non realizzarsi mai. Il desiderio insoddisfatto è il desiderio che non si realizza mai, è il desiderio inconcludente. Possiamo dare una formula più rigorosa di questa utopia del desiderio isterico. Si tratta ogni volta di una degradazione del fallo simbolico al fallo immaginario. Il fallo simbolico è il fallo che è in rapporto alla castrazione, si produce per effetto della castrazione, quindi per un effetto di una limitazione simbolica del godimento. Per questo Lacan dice che il fallo simbolico scaturisce dall'azione del linguaggio, del linguaggio come ciò che castra il godimento dell'essere parlante. Il fallo simbolico introduce una limitazione del godimento per struttura. L'isterica confonde il fallo simbolico con il fallo immaginario nella misura in cui attribuisce all'insufficienza del fallo la limitazione del godimento. Mentre il fallo simbolico introduce la limitazione del godimento come effetto del linguaggio, l'isterica degrada il fallo simbolico al fallo immaginario nella misura in cui reputa il fallo immaginario insufficiente rispetto al proprio ideale. Le manifestazioni di transfert negativo dell'isteria spesso rispondono a questa logica; attribuiscono all'insufficienza dell'analista ciò che pertiene all'azione della struttura. Oppure: il rapporto col partner non è armonioso come io vorrei utopicamente che fosse non a causa dell'inesistenza del rapporto sessuale, cioè della disarmonia strutturale tra i sessi, ma a causa dell'insufficienza fallico-immaginaria del mio partner. Quindi il fallo insufficiente del partner è la causa della disarmonia tra i sessi. Questo permette di non fare i conti con il fatto che la disarmonia sia un dato strutturale nel rapporto tra i sessi. Ogni legame è vissuto come insoddisfacente a causa dell'insufficienza del partner, sia esso la madre, il padre, il fidanzato, l'analista, non perchè nel legame vi sia strutturalmente una quota inevitabile di insoddisfazione, ma perchè la castrazione viene attribuita immaginariamente al partner. Questo significa degradare il fallo simbolico a fallo immaginario, alla insufficienza del fallo immaginario. Questa è la differenza che Lacan pone tra impotenza e impossibilità. 
Se non c'è soggettivazione del fallo simbolico della castrazione ci sarà sempre rivendicazione di un fallo immaginario più potente e su questo prende corpo l'ideale del principe azzurro, l'ideale dell'Altro dell'Altro, l'ideale del Maitre infallibile. Questo è un primo aspetto importante dell'utopia del desiderio isterico. L'utopia implicherebbe il fatto che il desiderio isterico sia un desiderio tendenzialmente idealizzante. Tende anche a scovare il limite dell'idealizzazione, ma tende all'infatuazione. Il desiderio ossessivo è molto più guardingo, più sospettoso, cede meno facilmente all'infatuazione, all'idealizzazione. Il desiderio isterico è pronto all'infatuazione. 
C'è un altro aspetto del soggetto utopico che è quello del soggetto non intaccato dal sesso. Abbiamo anche questa versione del soggetto isterico come un soggetto che è fuori sesso, astinente, si potrebbe dire. Cosa vuol dire astinente? Troviamo molte isteriche mistiche che fanno la scelta di rinunciare alla sessualità. Anche molti isterici maschi fanno questa scelta. Il corpo è un corpo non intaccato dalla sessualità, non corroso dalla sessualità, è un corpo infantile, sognante, innocente; il soggetto si stacca dalla sessualità, desessualizza il corpo, ne rifiuta la presenza pulsionale. La dedizione del proprio essere a una causa assoluta, o al valore trascendentale della causa ideale, sembra supplire il carattere sessuale del corpo libidico. Si tratta di un monachesimo della causa che è un modo per saltar fuori dalla dialettica tra il farsi amare e il farsi godere. Si tratta di dedicarsi in modo assoluto ad una causa. Dedizione assoluta alla Causa, perdita di essere in nome della Causa. Abbiamo un esempio clinico che Lacan ci propone di questa isteria utopica; è l'esempio di Antigone. Il “desiderio puro” di Antigone come desiderio votato alla causa. In questo caso la causa di dare al fratello degna sepoltura. Certo, non si tratta di una causa universale. L'isterica, come la donna, resta legata al particolare e detesta, discredita, l'Universale. Ma in ogni caso è una causa ideale quella che mobilita Antigone contro la città, contro la polis, che mobilita la forza solitaria e disperata di Antigone. 
Antigone viene descritta da Lacan come una vergine di acciaio. Il legame con il fratello non è un legame erotizzato. Non passa dal desiderio intaccato dall'eros. Ciò che conta per Antigone, secondo Lacan, è l'inflessibilità del suo rapporto con la causa, è non cedere sulla causa. Qualcuno in ambito lacaniano ha voluto assimilare il desiderio di Antigone a quello, altrettanto deciso, di Madre Teresa di Calcutta. Si tratta di una versione del soggetto isterico come interamente votato alla causa, con un effetto di azzeramento del corpo sessuale, cioè di sublimazione radicale del corpo sessuale. Anche nell'anoressia possiamo trovare il soggetto utopico, dedicato alla causa anoressica che desessualizza il corpo e votato ad una causa assoluta: governare il proprio corpo pulsionale.

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