16. Il soggetto masochistico

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L' ultimo volto dell'isteria è quello del soggetto masochistico. Abbiamo visto come la spinta fondamentale del soggetto isterico è quella di far desiderare; il suo essere consiste nel far desiderare l'Altro, cioè nel farlo mancare. Il far desiderare fa esistere il soggetto isterico. Il soggetto masochistico esalta in modo particolare questo punto della Bella e della Bestia. L'isterica a volte si accoppia con la bestia, ricerca non l'uomo ideale, l'uomo dell'amore, nemmeno l'uomo che la elegge al significante fallico della mancanza, ma il suo opposto. Cerca la bestia, cioè l'uomo del godimento bruto, rozzo, sporco. La bella sceglie la bestia per diverse ragioni. E la bestia può prendere tante forme. Potrebbe prendere le forme del tossicomane come partner; dell'alcolista, dell'ignorante, dell'uomo violento... L'ignorante, in effetti, sarebbe l'opposto del Maitre. In questa figura del partner-bestia l'isterica è catturata da diverse cose. La prima, la più evidente, è nel situarsi come ciò che salva la bestia, ciò che umanizza la bestia, nell'essere la causa della salvezza della bestia, la causa della sua redenzione. Redimere la bestia, civilizzare la bestia, insegnargli come ci si veste, come si parla, civilizzare l'animale, sarebbe un modo in cui la seduzione isterica trova una terza via rispetto a quella dell'algamatizzazione e del sacrificio di sè: quella, appunto, della redenzione della bestia. E in questo movimento il soggetto si mette nella posizione di essere indispensabile per l'Altro, cioè in una posizione fallica per l'Altro.
Il secondo aspetto è che la bestia consente al soggetto di accedere al godimento senza la responsabilità di una sua assunzione soggettiva. Come dire: è la bestia che vuol godere! Quindi il godimento è raggiunto senza soggettivazione, senza responsabilità. Si ha un'accentuazione dello statuto di oggetto del soggetto. Ma facendo godere la bestia è anche un modo per farla mancare. Come sappiamo, il godimento del soggetto isterico non è nel godimento del proprio corpo, ma è nel far godere l'Altro facendosi mancare e facendolo godere. L'isterica fa godere la bestia e la fa mancare; l'isterica fa mancare la bestia nella forma del farla godere.
La scelta del partner-bestia sembra essere anche in rapporto alla dimensione traumatica del primo incontro con il godimento paterno. E allora l'uomo-bestia sarebbe il luogo in cui questo cattivo incontro con il godimento ritorna, si ripete. È troppo semplice dire che l'isteria rifiuta il godimento in nome del desiderio. C'è rifiuto del godimento e godimento del rifiuto; si gode della privazione, si gode del rifiuto che è una delle dimensioni masochistiche della clinica dell'isteria che abbiamo messo in luce, dove il rifiuto non è solo il segno del desiderio, ma anche segno, marca, del godimento. Rifiutare di godere è un modo per godere. 
Scegliere la privazione è un modo di fare della privazione una forma di godimento masochistico, superegoico. E' la poisizione isterica del soggetto masochistico. Ma soprattutto, nell'isteria traumatica noi abbiamo la ripetizione del godimento cattivo. Nel senso che la bestia incarna la ripetizione dell'incontro cattivo con il godimento paterno. E' quella che Bollas chiama “isteria maligna”.

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