07. Il godimento mortale come godimento incestuoso

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Possiamo dire che il tema di fondo del Seminario XX sia il tema dell’amore visto dalla prospettiva della femminilità. Nel Seminario XVIII possiamo isolare un passaggio cruciale situato a pag. 99. Leggiamo: 
“E’ dunque chiaro che il godimento sessuale, per strutturarsi, non ha trovato che il riferimento all’interdetto del godimento in quanto è nominato, ma si tratta di un godimento che non è quella dimensione del godimento in cui consiste, per essere esatti, il godimento mortale. In altri termini il godimento sessuale prende la sua struttura dall’interdetto che colpisce il godimento rivolto verso il proprio corpo, ossia, per la precisione, quel punto di spigolo e di frontiera in cui confina con il godimento mortale. E il godimento raggiunge la dimensione sessuale solo se l’interdetto colpisce il corpo da cui esce il proprio corpo, ossia il corpo della madre. Soltanto per questa via si struttura e viene raggiunto nel discorso ciò che, solo, può apportarvi la legge, ossia quel che concerne il godimento sessuale.”

Si tratta di un passaggio molto denso. In primo piano è innanzitutto una differenza: il godimento sessuale non è il godimento mortale. Lacan distingue il godimento sessuale da quello mortale. Nel Seminario XX distinguerà invece il godimento fallico (godimento sessuale) dal godimento dell’Altro come una trasfigurazione del godimento mortale. In effetti Lacan pluralizza il concetto di godimento, lo differenzia nel senso in cui Aristotele differenziava l’essere. Aristotele affermava che ci sono molteplici significati dell’essere e Lacan direbbe che ci sono molteplici versioni del godimento: il godimento fallico e il godimento dell’Altro, ma non solo.
Il brano che abbiamo appena letto definisce il godimento sessuale come quel godimento che si struttura attraverso l’interdetto. E’ un tema freudiano: il godimento sessuale si struttura attraverso la Legge che interdice l’incesto. Il godimento incestuoso non è il godimento sessuale perché il godimento sessuale implica l’interdizione simbolica del godimento incestuoso. Il godimento incestuoso è sul lato del godimento mortale. Il godimento quando è incestuoso si rivela mortale. Il godimento sessuale, invece, è in rapporto ad un impossibile, all’impossibile del godimento incestuoso. L’impossibilità di godere della Cosa materna rende possibile il godimento sessuale e rende possibile il desiderio. Per Lacan, come per S. Paolo, è la Legge che istituisce il desiderio, la Legge come interdizione del godimento della Cosa. Il godimento mortale invece non si struttura sull’interdizione. Il godimento sessuale prende la sua struttura dall’interdetto che colpisce il godimento rivolto verso l’origine del proprio corpo. Questo significa che il godimento sessuale non è godimento dell’origine del proprio corpo perché l’interdetto colpisce il corpo da cui esce il proprio corpo, ossia il corpo della madre. L’interdetto colpisce il corpo della madre e rende possibile il godimento sessuale come un godimento che non ristagna nel proprio corpo, ma come un godimento rivolto all’Altro. Il godimento sessuale non è godimento della Cosa, ma è godimento del corpo dell’Altro. Il godimento mortale non si struttura sulla Legge. Il godimento sessuale può confinare con l’Altro godimento che è il godimento mortale. In questa formula del “godimento mortale” vediamo riapparire la figura inquietante della pulsione di morte di Freud. Il godimento mortale non è sessuale, non è in rapporto alla castrazione, è asessuato. Questo godimento è Altro rispetto al godimento sessuale. In questo modo Lacan ci introduce al Seminario XX separando due tipi fondamentali di godimento: il godimento fallico e l’Altro godimento.

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