15. L’indebolimento del tratto unario nella femminilità

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Il programma di Lacan è quello di rimodellare la figura del grande Altro (pag. 38). Adesso, “l’Altro nel mio linguaggio non può dunque essere che l’Altro sesso” (pag.39). L’esperienza della differenza, dell’alterità, dell’asimmetria, dell’incomparabilità, della singolarità che fino a questo momento Lacan aveva attribuito alla parola, alle cure materne, all’azione dell’analista, adesso la attribuisce alla dimensione del femminile. Dire che il luogo dell’Altro è il luogo dell’Altro sesso significa problematizzare la differenza tra l’Altro come Altro morto, vuoto, come puro Codice del significante, come luogo simbolico e l’Altro come luogo incarnato di un Altro godimento. Significa intrecciare in modo enigmatico il campo del linguaggio con il campo del godimento. Abbiamo visto come questo Seminario sia attraversato da un’opposizione interna tra il concetto di Uno e il concetto di Altro. L’Uno si biforca nell’unario e nell’uniano. L’unario si situa sul lato dell’identificazione mentre l’uniano sul lato del godimento. Ma l’Uno prende anche le forme del godimento fallico che è propriamente un godimento dell’Uno. 
Che cosa avvicina l’Uno del godimento fallico al tratto unario?
Il godimento fallico è un godimento dell’Uno perché è un godimento d’organo, ma abbiamo già visto che il fallo è anche il luogo che rende possibile l’attribuzione narcisistica di un’identità. Il significante fallico è il significante che dispensa un’identità, è una bandiera, una divisa, è in grado di produrre un’identificazione al tratto unario che offre una stabilizzazione narcisistica capace di strutturare l’identità. Lacan insiste nel ribadire, in questo senso, una omologia profonda tra il fallo e il padre. Entrambi si offrono come tratti in grado di fornire un’identità al soggetto che, strutturalmente, è un’assenza, un vuoto, un’elisione significante, una mancanza di identità. Il godimento fallico è un godimento circoscritto, bordato, limitato, ordinato tanto quanto la funzione unaria del fallo garantisce la costituzione di un’identificazione solida, strutturata, un confine per l’identità. Il problema è cosa succede nella donna, cioè in un corpo dove manca il fallo. Un bambino trova facilmente nel fallo paterno un punto di identificazione simbolica. 
La via dell’identificazione simbolica al fallo paterno è una via spianata per il maschietto. L’essere virile, l’eterosessualità maschile, si appoggia all’identificazione della tenuta fallica del Padre. Per questa ragione Lacan può sostenere che nell’omosessualità maschile troviamo spesso padri che hanno amato troppo le loro compagne. C’è un padre che ha amato troppo e che dunque ha ceduto sulla sua posizione virile attribuendo il fallo all’Altro.... Dobbiamo immaginare un padre che si sbriciola di fronte ai minimi movimenti di differenziazione della propria compagna. Un padre che non sopporta la distanza dalla propria compagna... Dobbiamo in questi casi osservare un indebolimento eccessivo dell’immagine fallica....
Cosa succede alla bambina? La via della sessuazione femminile è più complessa perché il significante fallico - che costituisce l’identità della posizione virile eterosessuale – non è in grado di identificare il non-tutta della donna. Sebbene freudianamente il fallo resti il solo significante in grado di significare la sessualità, nel bambino la funzione identificatoria del fallo è pienamente dispiegata, mentre nella bambina questa funzione è sempre insufficiente. Dunque una prima opzione della bambina potrà essere quella di attribuire il fallo alla madre e di identificarsi alla madre fallica. Tuttavia questa soluzione non consente l’accesso alla femminilità e mantiene la bambina prigioniera di un’immagine fallico-idealizzata della madre. L’incontro con la castrazione materna resta decisiva sia per il bambino che per la bambina. Nella bambina ha un’importanza particolare perché l’attribuzione del fallo alla madre è la prima difesa dall’angoscia di castrazione. Ma può incontrare la castrazione materna sotto altre forme; la depressione, l’angoscia, il fallimento, la solitudine, la morte della madre sono tutti nomi della castrazione. Quando una ragazzina incontra la castrazione materna verifica che il significante fallico non può conferirle alcuna identità, che non esiste tratto unario del femminile. E questo rende le donne più fragili ma anche con più risorse rispetto alla dimensione necessariamente un ottusa della garanzia identificatoria offerta del fallo.
Nella sessuazione femminile manca il significante dell’identità, manca il significante unario. È per questo che si può dire che le donne sono tutte un po’ folli perché sono sprovviste di una identità cementata dal fallo... Questo può avere un effetto di grande esposizione alla tempesta della vita, ma questo le emancipa dall’idiozia del fallo e dell’identità dal credersi un Io che può essere un effetto dell’identificazione fallica. Una donna è senza identità solida garantita dal fallo – è la sua povertà di fondo - ma è anche senza ingombro fallico – è la sua ricchezza di fondo - . 
Le donne sono più esposte a metamorfosi identificatorie, a trasformazioni identificatorie, perché manca in loro la funzione strutturante del tratto unario. Il significante fallico non promuove un tratto unario solido. Se la bambina esce dalla prigione della madre fallica, il confronto con la madre resta sempre il confronto con un “meno”, mai con una bussola, e questo spiega per Lacan l’intensità che può avere la rivendicazione ostinata nelle donne nei confronti della madre alla quale si rimprovera di non aver fornito una identità sufficientemente solida: “Tu hai dato più a mio fratello”, “tu hai tradito”... La rivendicazione nei confronti della madre ha come sfondo fondamentale il fatto che la madre non ha potuto offrire un significante che desse identità alla propria figlia perché questo significante non esiste e non c’è niente come la sessuazione femminile mostri a tutto tondo l’inesistenza dell’Altro dell’Altro. Per questo Lacan può affermare davanti al suo uditorio che l’Altro è l’Altro sesso. Non esiste Altro dell’Altro, non esiste Altro in grado di dare stabilità al soggetto, esiste l’Altro sesso come prova dell’inesistenza dell’Altro, come ciò che mostra la mancanza radicale dell’Altro.

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