19. L’amore ricongiunto al godimento

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Possiamo leggere il Seminario XX a pag 50, alla fine della lezione IV. Lacan indica un punto dove l’amore e il godimento si ricongiungono. Esiste una possibilità di ricongiungere l’amore e il godimento? Esiste la possibilità di riunire il segno con l’oggetto? Questa possibilità non è iscritta nell’amore come miraggio narcisistico. Questo amore – l’amore immaginario – “spinge all’Uno”. “Ma – continua Lacan - non fa uscire nessuno da se stesso; questo uno di cui tutti si riempiono la bocca è dello stesso miraggio dell’Uno che si crede di essere.” 
L’Uno dell’amore narcisistico è un miraggio ed è un miraggio identico all’Uno dell’identità dell’Io. Come l’Io è una follia, è una follia anche pensare che l’amore sia un’unificazione. La follia dell’Io e la follia del fare ed essere Uno con l’Altro sono due follie uguali perché nessuno può uscire da se stesso. Alla pagina 49 Lacan teorizza apertamente che l’Altro non può mai essere preso come Uno perché se lo prendo come Uno lo riduco a un pezzo di corpo, a un frammento feticistico. Se punto a fare o essere Uno con l’Altro mi si rivela tutta l’illusione narcisistica che anima l’amore immaginario;. non posso prendere l’Altro come Uno e non posso uscire da me stesso. L’inesistenza del rapporto sessuale è lo sfondo di impossibilità delle relazioni tra i sessi. Non posso mai uscire da me stesso significa che l’unificazione è un’illusione narcisistica. L’Altro in nessun modo può essere preso come Uno significa che l’Altro non può essere ridotto ad oggetto del godimento. L’amore non narcisistico sarebbe invece una supplenza all’inesistenza del rapporto sessuale perché si rivolgerebbe all’Altro come Altro e non all’Altro come Uno. L’amore non narcisistico sarebbe amore dell’Altro non in quanto Uno. Per questa ragione “nell’amore, ciò cui si mira è il soggetto, il soggetto in quanto tale” (p.50). Mentre il fantasma porta a godere del corpo dell’Altro come oggetto, nell’amore in gioco è un soggetto in quanto tale, cioè un soggetto nella sua particolarità, e la relazione tra soggetti. Il problema è che il soggetto nella sua particolarità sembrerebbe non avere molto a che fare con il godimento. Dove si ricongiungono allora l’amore e il godimento? L’amore è amore del soggetto in quanto tale, l’amore è sempre amore per il particolare. Lacan nel Seminario X dice che l’amore è sempre amore per il nome. Se invece il godimento è godimento del corpo dell’Altro, di una parte del corpo dell’Altro, come si congiungono amore e godimento? Devono rimanere necessariamente sbinati, scissi? 
“Tra due, quali che siano, c’è sempre l’Uno e l’Altro, l’Uno e l’a, e l’Altro in nessun caso può essere preso come Uno”. (pag.49), dichiara Lacan. Tra l’Uno e l’Altro c’è (a) piccolo. Fallimento maschile del rapporto sessuale: Io posso godere di (a) piccolo ma non dell’Altro in quanto tale. Fallimento femminile: l’Altro non sarà mai Uno. L’amore è la supplenza a questa inesistenza del rapporto sessuale perché dovrebbe permettere all’Altro di essere voluto e amato in quanto soggetto, sebbene resti il problema di come si faccia a far convergere questo amore per il soggetto con il godimento che è sempre godimento dell’Uno. Lacan a pag. 61 assimila l’inesistenza del rapporto sessuale alla rimozione originaria di Freud. L’inesistenza del rapporto sessuale è assimilata alla rimozione originaria perché la divisione originaria del soggetto è costitutiva del soggetto così come l’inesistenza del rapporto sessuale è costitutiva degli esseri che abitano il linguaggio. In entrambi i casi qualcosa cade (“ça tombe”) qualcosa si perde. Nella rimozione originaria e nell’inesistenza del rapporto sessuale qualcosa si dà come impossibile. È impossibile essere nel linguaggio senza essere divisi, è impossibile rapportarsi all’Altro sesso senza fallire il rapporto sessuale. Il problema è come si abita questo spazio dell’impossibile. Se nel rapporto tra i sessi l’uomo vuole l’oggetto piccolo (a) e la donna vuole il segno d’amore, come si può abitare questo spazio impossibile? 
A pag. 58 leggiamo: “l’oggetto è un fallito”. L’essenza dell’oggetto è il fallimento, il fallimento è l’oggetto. Questo definisce bene il modo maschio di fallire il rapporto sessuale. Nella misura in cui il rapporto per l’uomo è centrato sull’oggetto egli fallisce fatalmente il rapporto con l’Altro. L’oggetto è un fallito perché non permette il rapporto. È l’opposto del discorso del capitalista dove l’unica cosa che conta sembra essere proprio l’oggetto, dove l’unica cosa che dà speranza di salvezza sembra essere il godimento dell’oggetto. Per Lacan non è attraverso l’oggetto che si può supplire all’inesistenza del rapporto sessuale. L’esistenza dell’oggetto come realizzato, come non-fallito, è il grande mito del discorso del capitalista, ma per Lacan la via dell’oggetto è fallimentare. 
Dobbiamo capire bene la formula del perché l’amore supplisce al rapporto sessuale senza farne un idealismo o uno spiritualismo. L’amore implica anche il corpo, l’incarnazione del soggetto, altrimenti scivoleremmo in una cattiva religione del segno. L’amore è amore del nome del soggetto in quanto tale, ma questo soggetto implica sempre un’incarnazione, implica che l’amore si annodi al godimento del corpo. Una delle definizioni che Freud dà della nevrosi è, infatti, proprio quella di sciogliere il legame tra l’amore e il godimento del corpo. La nevrosi è un modo di non riuscire ad integrare l’amore per il soggetto in quanto tale con il corpo.
Nel Seminario X “l’amore è ciò che fa convergere il desiderio al godimento”. Il godimento è in rapporto al corpo, cioè non è in rapporto a niente se non a se stesso. Il corpo si gode indica la dimensione uniana del godimento. Il godimento è tutto nel non rapporto. Il godimento è uniano, resta chiuso nell’Uno. Il corpo, l’organo, l’oggetto sono tutti sul lato del non rapporto. Autismo del godimento, introversione libidica. Il godimento è autistico perché è nel non-rapporto, perchè ha una natura che Lacan definisce autistica. L’Eros freudiano come nodo annoda precisamente il non rapporto del godimento al desiderio come desiderio dell’Altro. Come si annodano il godimento uniano del corpo con il desiderio che si soddisfa nel luogo dell’Altro? Tanto quanto il godimento è autistico, tanto quanto il desiderio è eteroclito, cioè dipende dall’Altro, è altrificato. L’amore sarebbe la possibilità di realizzare questa convergenza. Quando Lacan dice che l’amore è la supplenza all’inesistenza del rapporto sessuale dice che l’amore, nella misura in cui annoda il godimento al desiderio, supplisce all’inesistenza del rapporto sessuale. In questo senso l’amore non è miraggio narcisistico, non è affatto fare Uno con l’Altro.

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