20. Necessità, impossibilità e contingenza

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Nella seconda parte del Seminario Lacan riprenderà le categorie modali della logica aristotelica: necessità, impossibilità, contingenza. 
Il necessario è ciò che non cessa di scriversi, è ciò che non si ferma, che continua a scriversi, come avviene nei fenomeni di natura, come il temporale, il movimento dei pianeti, lo scorrere stesso del tempo. La natura è nell’ordine della necessità. Gli alberi fioriscono, gli uccelli migrano, tutto questo risponde alla necessità delle leggi di natura. La logica della necessità è la logica della ripetizione. C’è un automatismo proprio della categoria del necessario che implica un determinismo del non cessa di scriversi. La vita biologica è animata dalla necessità, è un’espressione del necessario. La vita vuole vivere, non cessa di volere la vita. Dal punto di vista clinico un trauma non è nell’ordine del necessario, ma gli effetti di un trauma possono innescare una ripetizione che non cessa di scriversi e dunque che si palesa come necessaria. Non è il trauma ad essere necessario, ma sono gli effetti del trauma ad esserlo. Il necessario implica una riproduzione automatica. 
Per Aristotele e per tutta la scolastica medievale l’ordine del necessario è l’ordine della natura, l’ordine divino della natura, l’ordine che risponde alle leggi di Dio. Mentre la contingenza è l’obiezione alla necessità. Se il necessario è il luogo che si ripete eternamente uguale a se stesso, il contingente obietta la necessità perché la contingenza è ciò che potrebbe non esserci. La nostra esistenza è contingente. La contingenza è la dimensione dell’esistenza, mentre il necessario indica quella tomistica dell’ l’essenza. L’esistenza è contingente perché è legata alla dimensione dell’incontro della singolarità e non della ripetizione. La contingenza sarebbe il momento del trauma che è la dimensione più pura dell’incontro. Là dove si dà incontro, trauma, qualcosa cessa di non scriversi, qualcosa accade. Ad esempio la decisione di entrare in analisi è una pura contingenza. La contingenza di cui ci parla Lacan in questo Seminario è l’incontro d’amore. L’incontro d’amore non è per necessità non è scritto nelle stelle, ma è una contingenza. È il punto in cui qualcosa eccede l’automaton del necessario per, finalmente, cessare di non scriversi. La contingenza è in rapporto all’impossibile. L’impossibile è ciò che non cessa di non scriversi. Il rapporto sessuale non cesserà mai di non scriversi e dunque è, come tale, impossibile. Dio è necessità pura, è l’eterno che non cessa di scriversi, mentre l’umano è contingente, ovvero cessa di non scriversi. Qualcosa si scrive nell’incontro. Qualcosa dell’impossibile cessa di non scriversi. La supplenza dell’amore è l’illusione che si scriverà, che si scriverà per l’eternità, per sempre. Lacan teorizza che l’amore è la tensione della contingenza verso la necessità. Gli amanti vogliono sapere dagli astrologi che il loro amore è scritto nelle stelle e avrà un destino eterno. La spinta amorosa sarebbe fare di un incontro contingente una necessità che sospenda, almeno nella contingenza dell’incontro, l’impossibile. 
La pagina più importante del Seminario XX è la pagina 145: 
“Non c’è rapporto sessuale perché il godimento dell’Altro preso come corpo è sempre inadeguato - perverso d’un lato, in quanto l’Altro si riduce all’oggetto (a) - e dall’altro, dirò folle, enigmatico. Non è forse dallo scontro con questa impasse, con questa impossibilità da cui si definisce un reale, che è messo alla prova l’amore? [...] Cessare di non scriversi, questa non è una proposta formula a caso. L’ho riferita alla contingenza. [...] La contingenza l’ho incarnata nel cessa di non scriversi. Poiché qui non c’è altro che incontro, l’incontro nel partner dei sintomi, degli affetti, di tutto quel che in ciascuno segna la traccia del suo esilio, non come soggetto ma come parlante, dal suo esilio dal rapporto sessuale. Non è forse dire che è solamente grazie all’affatto che risulta da codesta beanza, che qualcosa si incontra, che può variare infinitamente quanto al livello del sapere, ma che, per un istante, dà l’illusione che il rapporto sessuale cessi di non scriversi? - Illusione che qualcosa non soltanto si articoli, ma si iscriva, si iscriva nel destino di ognuno, per cui per un momento, un momento di sospensione, ciò che sarebbe il rapporto sessuale trovi nell’essere che parla la propria traccia e la propria via di miraggio. [...] Ogni amore, non sussistendo che nel cessa di non scriversi tende a far passare la negazione al non cessa di scriversi, non cessa, non cesserà... Tal’è il sostituto che ... fa il destino e anche il dramma dell’amore.

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