21. La sessuazione maschile-fallica e la logica dell’eccezione

Share this


Affrontiamo le tavole della sessuazione che Lacan espone alla pag. 77. Abbiamo qui una differenziazione tra l’Uno e l’Altro sesso dove l’elemento dell’Uno è l’elemento della sessuazione maschile mentre l’elemento dell’Altro concerne la sessuazione femminile. Sul lato della sessuazione maschile abbiamo l’elemento di grande, il godimento fallico, e l’elemento del soggetto diviso S/ barrato come soggetto marcato e costituito sulla perdita di godimento che la castrazione simbolica implica. Nelle formule logiche, che ho evitato di proporvi per esteso, la parte sinistra dello schema è caratterizzata dalla prevalenza dell’universale e cioè dal fatto che tutti gli elementi che compongono questo insieme sono sotto il segno della castrazione, la quale si impone come legge propria del godimento fallico. Gli uomini sarebbero coloro che ordinano il godimento in base al principio di castrazione. Il principio di castrazione è una legge universale della sessuazione maschile ma ha come presupposto fondamentale che almeno uno sia sottratto a questa legge. La legge della castrazione è una legge universale che ordina il godimento fallico, ma la condizione di funzionamento di questa legge è che vi sia un’eccezione all’interno di questo insieme. Il tipo di insieme che caratterizza il lato maschile della sessuazione sarebbe un insieme incompleto poiché almeno un elemento non è castrato, ma la sua incompletezza lo struttura come consistente. La caratteristica dell’insieme maschile è l’universalità della castrazione e la presenza di un’eccezione che si sottrae a questa legge e che dunque determina l’insieme come incompleto e consistente; l’almeno uno, l’eccezione che si sottrae alla legge della castrazione.
Leggiamo a pagina 78:
“E’ grazie alla funzione fallica che l’uomo come tutto, come tutti gli elementi che fanno parte di questo insieme, la funzione fallica trova il suo limite nell’esistenza di una x per cui la funzione di x è negata. Questo elemento è ciò che si chiama funzione del padre.”

Lacan ritrova qui un elemento fondamentale della sua teoria del Nome del Padre. Il significante del Nome del Padre sarebbe quel significante speciale la cui eccezionalità consiste nel fatto che è un significante tra gli altri - appartiene all’insieme del grande Altro -, ma è altresì quel significante che struttura l’insieme dell’ordine significante come tale. In questo senso Lacan nella Questione preliminare lo definisce come il significante della Legge nel grande Altro. È il significante perno fondamentale, il significante padrone, guida, il significante che ordina tutto l’insieme dei significanti. La condizione che possa esistere un significante in grado di ordinare l’insieme degli altri significanti è che sia interno ed esterno a questo sistema.
È la stessa funzione che la matematica riconosce al numero 0 che ha uno statuto di eccezione essendo il fondamento della possibilità della numerazione e essendo al tempo stesso assenza di numero. Uno degli esempi più chiari del funzionamento della logica dell’eccezione lo possiamo trarre però dalla filosofia della politica. Tutta l’elaborazione intorno al concetto di sovranità sottolinea come perché vi sia patto sociale, perché vi sia legame sociale - pensate a Hobbes -, perché gli uomini non siano terrorizzati dalla paura della morte, dalla violenza reciproca, perché questa violenza possa essere circoscritta, è necessario che vi sia almeno uno che facendo parte del corpo sociale è ciò che lo istituisce e lo governa, cioè il sovrano. Il sovrano è ciò da cui dipende la Legge. La legge è la condizione di tenuta della comunità umana, ma il sovrano è anche colui che può sospendere la legge; è il rappresentante della legge ma in quanto eccezione è anche l’elemento che può sospendere la legge. Per certi aspetti Lacan ha una concezione sovrana del Padre: il Padre è colui che fa la legge, che rende possibile la Legge, ma non è sottomesso alla Legge. Lacan per dispiegare la funzione sovrana del padre fa riferimento a Totem e Tabù e alla posizione che in Totem e tabù Freud assegna al padre reale. Il Padre che prima di essere ucciso dai suoi figli ha il potere di godere di tutte le donne è in una posizione di eccezione. E’ l’almeno uno che sfugge al principio di castrazione. Il padre è colui che istituisce il principio di castrazione come principio universale che determina la sessuazione maschile, ma al tempo stesso è anche colui che si sottrae a questo principio e la sottrazione a questo principio è ciò che rende possibile il principio stesso. 
Lacan pone un problema che è anche presente nella posizione di Freud rispetto all’esistenza della Civiltà: perché vi sia Civiltà ci deve essere un elemento a fondamento del suo programma altrimenti è il caos, il disordine, l’anarchia. Nella filosofia politica-teologica pre-moderna questo elemento era chiaramente individuato in Dio-padre. La funzione di Dio-padre nel Nuovo Testamento è determinata dal fatto che non è presente sulla terra. Sta nei cieli. E il fatto che il Padre non sia presente sulla terra è la condizione che lo rende una pura eccezione, che rende possibile la sua operatività simbolica. Nelle società religiose il patto sociale trova la sua consistenza nei comandamenti che discendono da Dio. Ma Dio che emana il comandamento non è sottoposto al comandamento. Ecco il paradosso dell’eccezione. Possiamo dire che il significante paterno in Lacan erediti una tradizione teologica? Volutamente Lacan lo carica di un’eco biblica chiamandolo Nome del Padre. Ci sono però altri modi di intendere l’almeno-uno oltre a quello dell’eccezione sovrana. Nella logica dell’eccezione c’è sempre il rischio della tirannide, cioè di qualcuno che occupi realmente il posto dell’eccezione e che il posto dell’eccezione non sia più solo un posto logico, quindi vuoto, ma un posto occupato da una figura reale. Il posto vuoto dell’eccezione è occupato dal tiranno, dai dittatori paranoici che incarnano il posto dell’eccezione, da Nerone che può bruciare Roma e sospendere la sua stessa Legge quando vuole. Si tratta di un modo titanico, tirannico e totalitarista di intendere l’eccezione.
Lacan insiste molto sul fatto che l’eccezione è una funzione logica e dunque non deve incarnarsi in nessuna figura. Là dove l’eccezione si incarna si spalanca il rischio del totalitarismo, del padre-padrone, la deriva teologico-tirannica della Legge. Molti si sono chiesti se Lacan era nel posto dell’almeno uno rispetto ai suoi allievi. Freud ha inventato la psicoanalisi e inventandola non può essere considerato uno psicoanalista tra gli altri. Certo, è uno psicoanalista tra gli altri, ma è anche colui che ha generato la psicoanalisi e che di conseguenza si mantiene rispetto all’insieme degli psicoanalisti in un posto di eccezione. Tutta la Psicologia delle masse di Freud è costituita sull’almeno uno che rende possibile l’indentificazione verticale della massa e dunque l’identità stessa della massa. L’almeno uno per Freud è incarnato nel leader. Per Lacan la funzione del padre come funzione dell’eccezione deve restare una funzione logica. Questo significa che il posto dell’eccezione deve rimanere un posto vuoto perché nella misura in cui si riempie e qualcuno pensa di incarnare quel posto, si innesca fatalmente una deriva autoritaria...
L’elemento dell’eccezione, dell’almeno-uno, ha tante possibili declinazioni. Roberto Esposito è il filosofo della politica che più ha teorizzato il posto del +1 come posto vuoto e la democrazia come possibilità di legame solo se la democrazia resta incompiuta, se non dà luogo ad un tutto, se sa preservare il posto vuoto dell’eccezione. Nel suo testo Communitas Esposito si interroga su cosa tenga insieme la Comunità e sostiene la tesi che non esiste bene comune e che il legame si fonda sull’improprio, cioè sulla possibilità di custodire questo vuoto radicale. Nella misura in cui questo vuoto si riempie è il disastro della democrazia. E la democrazia oscilla verso la tirannide. Tirannide e democrazia non sono uno il contrario dell’altro. La democrazia, nella misura in cui tende a non riempire il posto dell’eccezione, ma lo mantiene vuoto rischia sempre di evocarne la nostalgia. Quando c’è il +1 tutti sono dei soldati, ma quando c’è il posto vuoto si rischia sempre l’anarchia. Ma quando si rischia l’anarchia c’è qualcuno che richiede il capo, che rimpiange l’uomo forte. La democrazia ha nella tirannide il suo fantasma nel senso che la tirannide è l’inconscio della democrazia.

> Lascia un commento   > Torna all'indice

Totale visualizzazioni: 134