23. La sessuazione femminile e il legame sociale

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La seconda parte dello schema è la parte dell’Altro sesso in cui “Altro” significa “non-Uno”, Altro sesso rispetto a quello governato dal godimento fallico. La caratteristica logica di questo schema è la completezza nel senso che in questa parte non esiste eccezione; tutte le donne sono sottomesse alla castrazione, tutte le donne non hanno il fallo. Questa assenza è universale nel senso che rende completo l’insieme perché non c’è – come invece esiste nella parte della sessuazione maschile - “almeno uno” che sia sottratto alla legge universale della castrazione. Qui non c’è eccezione. Le donne condividono una per una l’assenza del fallo. Non c’ allora una eccezione, nel senso che tutte le donne sono delle eccezioni nella Legge universale della castrazione. In questo senso la completezza di questo insieme dà luogo ad un’inconsistenza. L’insieme è inconsistente perché manca del fondamento dell’eccezione-Una. Si tratta di un insieme infondato. Nessuno risponde dal posto del Padre. Nemmeno un Padre può dire che cosa è una donna. Né un padre, né una madre. Mentre il Nome del padre si incarica della trasmissione del fallo nelle generazioni, non c’è nessuno che si può incaricare della trasmissione della femminilità.
L’insieme Altro sesso è un insieme logicamente inconsistente perché è privo di fondamento. Non esiste – ripete Lacan - La donna, cioè non esiste un’immagine ideale-universale de La donna. La/ donna non esiste, La/ donna resta Altro. Il La è sbarrato come segno della sua inesistenza a livello universale. Mentre il fallo è un principio solido di identificazione una donna in quanto non-tutta fallica tende sempre a vacillare nella sua identità. 
L’identità femminile non è mai definita, non è mai compiuta una volta per tutte. Le donne si trasformano, non sono mai quello che sono. Lacan insiste nel mostrare come l’essere di una donna entri nel fantasma maschile nella posizione dell’oggetto piccolo (a) che non casualmente egli riporta sul lato femminile dello schema. Una donna deve saper tollerare di essere piccolo (a) per un uomo. L’isteria è il rifiuto di incarnare piccolo a per un uomo. L’isteria lo vuole incarnare ma senza far godere il proprio partner, incarnarlo nel desiderio puro. Una donna sa invece unire il desiderio al godimento. Nondimeno il godimento della donna non è solo quello di essere piccolo a, non è solo nel godere solo di far godere. Certo, una donna può godere di far godere ma ha anche la chance di godere al di là del fallo. Lacan chiama il godimento femminile al di là del fallo Altro godimento o anche godimento del corpo. Godere del corpo senza subordinare questo godimento alla monarchia fallica, godere del corpo senza subordinare il corpo al fallo. Tenerezza, diffusione del godimento sulla pelle, godimento infinito che non si esaurisce nella scarica pulsionale. Godimento che si distribuisce sulla superficie del corpo. L’erotismo femminile è una democrazia perché rigetta la colonizzazione dell’Uno fallico. Ci sono modi del godere che vanno al di là della genitalità. Lacan fa del masochismo (Seminario XVI), non una patologia specifica ma un modo di godimento elettivamente femminile perché il masochismo implica che il corpo della donna sia nel posto dell’oggetto piccolo a. Occorre per una donna soggettivare l’essere oggetto-goduto, trarre godimento dall’essere oggetto goduto. Il masochismo non è una patologia della donna ma appartiene a questa posizione che la donna occupa nella vita sessuale essendo il suo godimento subordinato all’erezione maschile. Questo significa per Lacan collocare la posizione della donna sul lato dell’oggetto piccolo (a) del fantasma. 
Il godimento femminile del corpo al di là del fallo può raggiungere vette mistiche. Lacan propone l’esempio di Santa Teresa d’Avila che ha un rapporto di corpo a corpo con Dio. Non è una delirante ma è una mistica. Introduce un godimento Altro al di là del godimento fallico. Nella psicosi femminile, non essendoci l’almeno uno, La donna può esistere nel reale attraverso il delirio erotomaniacale in cui una donna si pone come La donna di tutti gli uomini o La donna dell’uomo da cui si sente amata in modo assoluto. La psicosi femminile trova nel fenomeno della pousse à la femme la spinta ad incarnare “La donna” come un assoluto fuori dialettica. Sappiamo che La/ donna non esiste perchè ciascuna donna esiste solo al singolare. Ciascuna donna dovrà farsi donna senza poter trovare la sua risposta alla femminilità in nessun Altro. La donna è Altro. Non si dà per imitazione. I processi di identificazione sono complicati dall’assenza dell’insegna fallica. E’ come se ci fossero due opzioni; fare l’uomo o fare l’Altro. L’isterica fa l’uomo, la donna fa il non-Uno, l’una per una, fa l’una in quanto Altro.
Nella sessuazione femminile non esiste universale poiché tutte sono sottomesse allo stesso universale della castrazione. L’isterica pensa che ci sia almeno una donna da qualche parte a cui identificarsi. Ma questa donna dice Lacan non esiste e quando esiste abbiamo l’emergenza della pousse à la femme della psicosi. In questo senso La donna barrato indica il compito singolare di farsi donna sullo sfondo dell’assenza de La donna perchè nessuna madre - nemmeno la madre che è un oggetto agalmatico per il padre - può garantire una soggettivazione, può facilitare un processo di identificazione positivo alla propria madre in quanto donna. 
Certamente, può facilitare il farsi donna singolare, ma non è una soluzione universale al problema del diventare donna. Le donne sono sempre una per una, assoluti singolari, esteriori alla divisa fallica. Che comunità potrebbe sorgere da questo tipo di sessuazione? Una risposta potrebbe essere l’anarchia. Freud direbbe che le donne non hanno il senso dello Stato ma solo quello dei loro affetti. Le donne non avrebbero Super-io, diceva il padre della psicoanalisi. E’ la posizione di Antigone. Non esiste nessuna ragion di stato per cui a mio fratello debba essere negato il diritto alla sepoltura. Nella femminilità il singolare prevale sull’universale. Il pensiero femminile è sempre antitotalitario. È sempre contro l’Uno. E’ un antidoto contro tutte le forme paranoiche del totalitarismo. Nei Vangeli si vede bene che tutte le donne che amano Cristo amano il suo corpo non si mettono a fare discorsi con lui. Il pensiero femminile è un pensiero del particolare. Una madre è qualcuno che sa rendere non anonime le cure. La cura femminile è una cura per il particolare. È un pensiero anti-universale. Per questa ragione Lacan ha insistito sulla profonda affinità tra la psicoanalisi come “scienza del particolare” e la sessuazine femminile. 
Lo stile della sessuazione femminile può dare luogo ad una Comunità? La Comunità può darsi solo attraverso la funzione identificatoria del fallo? Freud pensava che per la via del femminile non vi fosse alcuna possibilità di comunità perché le donne sono senza Super-Io, sono senza senso dello Stato., senza senso dell’Universale Antigone è la manifestazione di come non ci possa essere patto sociale con la inflessibilità del desiderio femminile. 
Miller ha invece paragonato lo schema della sessuazione femminile come omologa al discorso del capitalista; la democrazia orizzontale sfocierebbe nel discorso del capitalista dove tutti godono al di là di ogni gerarchia. Il non-tutto sarebbe ridotto cinicamente al discorso del capitalista. 
Resta aperta la nostra domanda: potrebbe emergere da questo non-tutto una nuova modalità di organizzazione? La democrazia può darsi come un pluralismo radicale? Come un insieme di eccezioni? Questo storicamente non ha mai funzionato. Spesso accade che le donne al potere siano peggio degli uomini...E’ triste constatarlo, ma è così. Gli esempi sono innumerevoli.

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