Norma individuale e interindividuale

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Nella valutazione della psicopatologia, la norma interindividuale avrà un peso maggiore rispetto alla norma individuale, fatta eccezione per alcuni aspetti particolari in cui è invece più rilevante la norma individuale, come nel caso, ad esempio, della sessualità, delle abitudini di sonno, della socievolezza. Salvo queste e poche altre eccezioni, quindi, la presenza e la gravità di un sintomo dovranno essere valutate rispetto alla norma prevalente in assoluto piuttosto che in rapporto al comportamento precedente del soggetto. Qualcuno ha posto il problema se i sintomi debbano essere valutati sempre e comunque o soltanto se superano un'ipotetica soglia che delimita il normale dal patologico; la risposta più logica è che i sintomi devono essere sempre valutati qualsiasi sia la loro gravità senza tener conto del giudizio di normalità o di patologia, giudizio che deriva non dalla presenza o meno di un singolo sintomo, ma dall'insieme dei sintomi, dal grado di distorsione della realtà che essi determinano e dal livello di compromissione bio-psico-sociale che essi provocano. Avere qualche item positivo, con gravità lieve o al più moderata, nella maggior parte delle RS, è del tutto normale, poiché è normale essere a volte un po' ansiosi o tristi, irritabili o euforici, distratti o indecisi.

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