Intervento Forni

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FORNI: a nome del gruppo democratico cristiano, esprimo il voto favorevole al disegno di legge concernente " accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori " nell'articolato già approvato nella seduta di venerd scorso.
Devo innanzitutto rilevare, sottolineando un concetto già espresso dal ministro della sanità, che la brevità del tempo dedicato alla discussione del progetto in esame non è segno ne di improvvisazione, ne di superficialità, ne ha valore strumentale solo al fine di bloccare la celebrazione di un referendum abrogativo della legge n. 36 del 1904, ma è la conclusione di un lungo dibattito che in Comitato ri- stretto, in Commissione e nella discus- sione generale in aula ha visto un con- fronto approfondito fra le forze politiche democratiche sul tema dei trattamenti sanitari obbligatori, nell' ambito del progetto istitutivo del servizio sanitario nazionale.
Già in quella sede si era raggiunta una significativa convergenza di opinioni che aveva permesso la stesura di articoli sui quali erano prevedibili per altro ul- teriori approfondimenti e affinamenti nel senso di arrivare ad una più organica ed efficace disciplina di una materia tanto complessa e delicata. Va, quindi, con decisione controbattuta la polemica di chi vorrebbe far credere che nel legiferare in questa materia il Parlamento abbia peccato di serietà c di senso di responsabilità.
Quando si tratta della libertà e della dignità dei cittadini il Parlamento ha sem- pre agito con cautela e scrupolosità per rispettare fino in fondo il dettato costituzionale, in particolare, nel nostro caso, il secondo e terzo comma dell'articolo 13 c il secondo comma dell'articolo 32 , della Costituzione che tratta del diritto alla tutela della salute.
Il disegno di legge alla nostra atten zione, sotto questo profilo, è ineccepibile.
Prendendo atto che si verificano casi in cui è necessario ricorrere a trattamenti sanitari obbligatori, si è definita con giusta puntigliosità una procedura che riduce al minimo indispensabile tali interventi e garantisce una serie di controlli che eviti qualsiasi abuso ed arbitrio nella limitazione della, libertà. Per i soggetti affetti da alterazioni psichiche, il ricorso a misure di ricovero ospedaliero coatto viene ammesso solo quando non sia possibile prevenire e curare tali forme morbose in strutture aperte, operanti sul territorio, razionalmente distribuite, qualificate nel personale e nella continuità di una presenza puntuale ed efficace.
Superato definitivamente il ricovero o internamento in ospedale psichiatrico, si prevede la presenza negli ospedali generali di specifici . servizi psichiatrici gnosi e cura, collegati in modo diretto con i servizi sul territorio e dotati di un numero di posti letto limitato. 
Tale collegamento assicurato la presenza di equipes, che operino tro e fuori gli ospedali, privilegia le strutture extra ospedaliere e tende ad un ricovero selezionato che eviti le lunghe degenze, che finirebbero per sna turare lo spirito della nuova legge che mira a togliere al trattamento degli ammalati di mente quella negativa e intollerabile condizione di isolamento e di condanna alla segregazione che medici ed amministratori sensibili hanno cercato di superare anche per i ricoveri negli attuali ospedali psichiatrici.
Infatti questo provvedimento viene incon tro e dà un suggello di positività ad esperienze portate avanti, con fatica e serie- tà, in parecchie province in cui non si è aspettato una nuova normativa per avviare una riforma. spesso però costretti in ambiti angusti da insormontabili ostacoli burocratici.
Il presente disegno di legge ha poi il pregio di creare una saldatura. tra l'attuale sistema e quello che entrerà in vigore con la riforma sanitaria.
Si sono previsti nuovi rapporti tra la attività programmatoria delle regioni in materia di assistenza ospedaliera e le competenze delle province sia per gli ospe dali psichiatrici (che andranno superati gradualmente) sia per evitare disagi. specie agli ammalati da anni ricoverati e senza nessun rapporto con la famiglia. sia per i servizi già operanti sul territorio che andranno con urgenza potenziati.
Anche in questa fase di transizione si è prevista opportunamente una comparazione delle funzioni dei direttori. primari. aiuti e assistenti degli ospedali psichiatrici a quelle dei medici degli ospedali generali con l'applicazione delle norme previste dal decreto del Presidente della Repubblica n. 128 del 1969. superando così anacronistiche gerarchie e privilegiando le competenze e gli interventi sanitari rispetto a quelli burocratici. La valorizzazione del personale medico e sanitario non medico operante nelle strut. ture psichiatriche sarà possibile previo un aggiornamento. specie per quest'ultimo personale (inservienti e infermieri) la cui professionalità non è all'altezza dei nuovi compiti cui sarà chiamato.
Una programmazione fatta d'intesa tra provincie e regioni costituirà un passo in avanti verso l'attuazione della riforma sanitaria. che è già stata avviata nel 1974 con la legge n. 386 e nel 1977 con la legge n. 349.
Due problemi restano. alla fine. da risolvere: la gratuità dei ricoveri negli ospedali generali per i cittadini affetti da alterazioni psichiche e l'omogeneizzazione dei trattamenti economici del personale medico e sanitario non medico dipendente dalle province e dagli ospedali. Per il primo dovrebbero provvedere le convenzioni tra province e regioni, anche se resta aperta la possibilità per le province di rivalersi sui ricoverati o sulle loro famiglie, inconveniente che non risolve il problema della differenziazione a danno degli ammalati di mente.
Per il secondo, non si può che attendere la stipula dei prossimi contratti, anche se il periodo transitorio potrà dare origine a malcontenti. , Le nuove disposizioni che saranno varate costituiranno, però, una novità rilevante e positiva solo se si avrà il coraggio di affrontare con impegno il cambiamento di metodi, di mentalità e di mezzi, nel prevenire e curare i soggetti affetti da alterazioni psichiche.
A tal fine sarà necessara una sensibilizzazione degli operatori sanitari del settore, ma anche degli amministratori locali e della stessa opinione pubblica. Il ricovero negli ospedali generali degli acuti, per esempio, potrà non produrre problemi particolari se, attraverso una divulgazione delle motivazioni culturali, morali e sociali che hanno ispirato le norme in esame, si creerà una mentalità favorevole in tutta l'opinione pubblica
Non si possono, però, non sottolineare anche i rischi che potrebbero derivare da un perdurare della fase transitoria, al di là di termini ragionevoli, poichè si pretenderebbe di far vivere su organizzazioni superate e bisognose di rinnovamento, iniziative coraggiose e di avanguardia.
Alla fine anche le novità nel settore dell'assistenza psichiatrica potrebbero perdere il loro senso e la loro portata se non fossero inserite in un servizio sanitario rinnovato. Per questo esprimo, a nome del gruppo della democrazia cristiana, la volontà di addivenire ad una rapida approvazione del disegno di legge istitutivo del servizio sanitario nazionale, che darà vita ad un quadro complessivo più consono alla riforma in discussione.
Devo con soddisfazione rilevare che come è stata determinante per il testo di riforma la volontà costt'uttiva dei partiti politici democtratici che hanno con imper gno trovato una larga convergenza, così è stata determinante la stessa volontà anche per questo provvedimento che, sono certo, verrà approvato oggi. Va dato atto a tutti i gruppi di uno sforzo per superare le visioni particolari per giungere il più rapidamente possibile ad una intesa che non ha trascurato, nessun aspetto del complesso problema. E non poteva che essere così in un momento tanto difficile per il paese, che esige tempestivo risposte su tutti i problemi più importanti fra cui quello in esame per con tinuare ad avere fiducia nelle istituzioni democratiche.
Ribadisco quindi il voto pienamente e convintamente favorevole del mio gruppo.

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