35 ANNI DI 180 NE DISCUTIAMO INSIEME?

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il 13 maggio sono 35 anni che la legge 180 è legge dello stato in Italia.. sappiamo essere anche un popolo civile come nessuno al mondo.. a volte

Sarebbe bello aprire un confronto pubblico tra di noi su questo tema... la mia vita professionale è iniziat da studente di Medicina dentro il Manicomio di Cogoleto e ho vissuto come molti di voi tutti i passaggi avvenuti in questi anni

Parlaimone la Nuova POL.it è nata anche per questo
http://www.psychiatryonline.it/node/4269

in questione non è solo la legge in quanto tale, impropriamente ancora chiamata '180' (venne da subito compresa nella 833 di istituzione del SSN agli articoli 34, 35, 36 e 64 ) o peggio 'Basaglia' (Franco nutriva molte perplessità a proposito di quel compromesso legislativo e della sua sorte futura), sebbene numerosi siano stati, sono e ancora potranno essere i tentativi a livello parlamentare di revisione (di sterilizzazione..di nullificazione...circa 50 proposte)
In questione c'è piuttosto e soprattutto un pluriverso più che quarantennale di esperienze e di pratiche trasformative già in qualche modo preesistenti alla 180 e generative poi delle condizioni di possibile, e in parte reale, diffusione di sensibilità, volontà, capacità ad essa coerenti e ulteriori

Da trentacinque anni quelle esperienze e quelle pratiche con sempre più fatica e meno organicità, sono sopravvissute prima all'adozione solo formale in sede politico-amminitrativa di principi mai assimilati, solo tollerati, di fatto boicottati, poi, via via al consolidamento parallelo di culture accademiche e professionali sempre estranee , indifferenti quando non apertamente ostili, fino alla deriva aziendalistica che a livello gestionale e organizzativo ha proceduto senza incontrare opportune resistenze a coartare spazi di pensiero critico e di azione riflessiva nella quotidianità dei Servizi, colludendo efficacemente con i percorsi (s)formativi d'ogni scuola e scoletta di comodo e vantaggio clientelare e con l'alibi (s)politicizzante dell'efficientismo economicistico e dello scientismo difensivo

Ideologie di ricambio e inerzie strumentali generano, lusingono, premiano legioni di operatori che in forme seriali di OGM colonizzano i Servizi, e inadatti alla soglia dell'incontro, addestrati alla negazione del conflitto, addomesticati alle semplificazioni anestetiche, curvano i destini di chi vi si rivolge all'ordine categoriale delle loro certezze e al controllo diffuso del loro programma securitario, entrambi socialmente irresponsabili

La sfida è oggi quella di volgere il 'come se' finzionale e quello si, ideologico, del 'maneggiamento' aziendalistico e dei suo effetti (dal froutterismo numerologico da accumulo sterile dei 'presi' inservibili al non governo dei rischi da circuito 'psy' per il cittadino che vi incorra), in un 'come se' ancora una volta immaginale, creativo,progettuale, utopico, di quella utopia concreta che renda ancora possibile l'impossibile come è già avvenuto e può ancora avvenire

La dimensione formativa, e, fortemente embricata, quella organizzativa, sono allora gli scenari d'impegno e d'intrapresa ai quali non possiamo sottrarci,almeno coloro che non si rassegnano e che ancora hanno ragioni per operare con ostinata vocazione alla cura delle sistenze e delle convivenze, pena un definitivo collasso delle condizioni minime di sostenibilità e praticabilità di un cantiere di civiltà tra i pochi ancora attivi, seppur sofferente, nel nostro Paese e l' affermazione egemonica e definitiva di una manicomialità pervasiva mai del tutto estinta e di un analfabetismo di ritorno dei quei linguaggi che, già afasici e ormai intimiditi, ancora dicono dei diritti di chi nemmeno si sente in diritto


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