DATI RICERCA "GIOVANI E INFORMAZIONE 2013".. ne parliamo?

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Ecco i dati dell’indagine “Giovani e informazione 2013”, realizzata dall’Osservatorio permanente Giovani-Editori in collaborazione con Gfk-Eurisko.

I dati sono stati diffusi in occasione del convegno “Crescere tra le righe” a Borgo La Bagnaia, in provincia di Siena: per l’88% dei giovani intervistati, essere informati «è un dovere». Di base i media “elettronici” vincono su quelli cartacei, ma la televisione resta il medium di elezione: il 96% dei ragazzi utilizza i telegiornali per informarsi e l’87% dichiara di guardarli «più volte la settimana», e sono molti quelli che ricorrono anche a programmi di approfondimento (l’85%).

Il Web rappresenta la seconda fonte di informazione più utilizzata (88%): il 60% degli intervistati dichiara di cercare informazioni sui vari siti «più di una volta a settimana».

Carta stampata e radio sono i due canali informativi meno presenti: solo il 37% ricorre al quotidiano almeno una volta la settimana, il 23% alle riviste settimanali.

Rispetto a un paio di anni fa si registrano incrementi importanti per le fonti online: +6% per la ricerca in Rete e +18 per i quotidiani online, mentre la tv è sostanzialmente stabile. E in prospettiva, Internet supera decisamente la tv: in prospettiva futura, l’88% dei ragazzi pensa che utilizzerà YouTube, l’80% Facebook, il 76% i motori di ricerca, il 65% le applicazioni per gli smartphone, solo il 60% le emittenti tv e il 46% i quotidiani cartacei.

Quanto all’affidabilità, per gli studenti, in testa ci sono i siti dei quotidiani, poi le edizioni cartacee degli stessi, quindi i motori di ricerca; più in basso tv e social network: nel dettaglio, Google, Wikipedia e YouTube sono i siti ritenuti più attendibili.

Altro elemento caratterizzante le nuove generazioni è l’immersione nei social network: il 91% degli studenti ha almeno un profilo, ma cresce il numero di chi ne ha più di uno (sono il 30%). Il 37% passa sui social più di un’ora al giorno, praticamente l’intero tempo di permanenza su Internet. Tuttavia, non c’è solo entusiasmo: i ragazzi avvertono anche il «lato più oscuro» di questo mondo, non nascondendo un senso nostalgico della semplicità dei rapporti umani nel periodo pre-social.


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