PSICHIATRIA E RAZZISMI
Storie e documenti
di Luigi Benevelli

la scienza dell'ortogenesi e la potenza della razza italiana

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8 ottobre, 2013 - 09:06
di Luigi Benevelli

Nicola Pende – 2
 
Nicola Pende (Noicattaro, 1880- Roma, 1970), croce di guerra nella prima guerra mondiale, senatore del Regno dal 1933, allievo di De Giovanni e Viola, professore ordinario di Clinica e patologia medica all’Università di Cagliari, poi di Genova, iscritto al PNF dal 18 aprile 1924, occupò una posizione di grande prestigio e  importanza nella scienza e nella medicina italiana della prima metà del Novecento. Fu uno scienziato del regime, sottoscrisse il Manifesto degli scienziati razzisti del 1938.
Nel 1939 pubblicò il trattato Scienza dell’ortogenesi, edito dall’ Istituto italiano d’arti grafiche di Bergamo. Nell’Introduzione  così ne illustrava  i principi e le finalità:

Il bambino e l’adolescente devono essere al centro di tutti i problemi che riguardano la tutela, da parte dello Stato, del benessere dei cittadini e della potenza reale della Nazione.
Il bambino e l’adolescente sono le pianticelle da cui dipenderà […] il benessere economico, la potenza militare, la potenza spirituale, la potenza riproduttiva della razza. […]
Ortogenesi vuol dire formazione regolare, sana ed armoniosa degli uomini. Essa non deve e non vuole essere confusa colla famigerata eugenica di certi eugenisti che credono di migliorare o purificare la razza innestando su tronchi di popoli decadenti sangue di individui di terre lontane e primitive, ovvero rendendo chirurgicamente in fecondi gl’individui d’ambo i sessi malati di malattie trasmissibili ereditariamente. Noi contrapponiamo […]la pratica di prendere l’essere umano sotto il controllo scientifico sin dal momento del concepimento, sia dai primordi della vita intrauterina […];poi  […] noi procediamo nella tutela e correzione dello sviluppo sin dai primi giorni della nascita, cioè realizziamo l’ortogenesi post-natale.

Dopo  aver affermato che proprio perché i bambini sono ciascuno diverso dall’altro, bisogna diagnosticarne il tipo fin dalla nascita, individualizzando “le varie modalità di crescenza”, citava Alexis Carrel  per il quale la personalità umana non è soltanto fabbrica corporea, ma un insieme fatto di tessuti, di umori, di coscienza. Di qui la proposta di una ortogenesi non solo individuale, ma
unitaria, totalitaria, rivolta nel tempo stesso al corpo, nella sua struttura e nella sua composizione umorale, soprattutto glandolare ed ormonica, e poi al carattere e all’intelligenza.

E aggiungeva:

La nostra scienza dell’ortogenesi viene ad apparire, nella civiltà italica fascista, come l’arte di fare gli uomini totali ed armonici, l’arte di migliorare continuamente il bilancio biologico della Nazione, liberandolo più che è possibile dalla massa dei mediocri e degli improduttivi e degli invalidi precoci, dei mediocri della salute fisica, dei mediocri, morali, dei mediocri intellettuali, mediocri che sottraggono ogni anno miliardi alla ricchezza nazionale; l’arte di preparare lavoratori del braccio e dell’intelletto ben orientati e selezionati per i vari posti di lavoro, di preparare soldati fisicamente e moralmente forti, di preparare madri feconde sorvegliando accuratamente il loro sviluppo sessuale ed il loro sviluppo morale soprattutto nelle epoche più critiche della femminilità e correggendo in tempo giusto le anomalie dannose per l’attitudine procreativa.

Concludeva:

E’ all’ortogenesi  che spetta la soluzione dei quattro grandi problemi, quello della scuola, quello del lavoratore, quello della donna, quello della razza.
 

Luigi Benevelli (6 ottobre 2013)
 

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