I MEDICI-GAY ed i pazienti LGBT di ogni medico!
Raccolta e analisi di casi personali, clinici, tra colleghi e di fantasie sull'omosessualità di medici e pazienti.
di Manlio Converti

Linee Guida per la Presa in Carico dell’Utenza Omosessuale nella Relazione Medico-Paziente:

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26 novembre, 2013 - 20:48
di Manlio Converti
Mentre i Ministeri della Salute e l'assitenza sanitaria privata in Germania producono manifesti per l'assistenza sanitaria delle coppie gay; mentre in Argentina si pubblicano volantini per il diritto alla salute riproduttiva; mentre in Australia si aprono siti ufficiali ( http://familieslikemine.beyondblue.org.au/#folio=1 ) per sollecitare le famiglie ad accogliere i figli Lgbt e ridurre così il malessere psicologico ed i suicidi; in Italia possiamo solo discutere ed ipotizzare linee guida per medici e psichiatri, COPIANDOLE dall'Ordine degli Psicologi, che le ha approvate almeno due anni orsono...

Mi interessebbe sapere se nel leggerle avrete capito se e come cambiare l'accoglienza ed il percorso sanitario dalla prevenzione alla cura, ma soprattutto se ne ravvisate l'importanza di fare uscire tutta questa discussione fuori dal web per trasformarla in una realtà approvata dalla Fnomceo e dal SSN.

Ecco le "mie" linee guida rigorosamente copiate:
 
o In relazione all’orientamento sessuale dei propri clienti ci si aspetta che un medico sappia che ogni paziente può essere omosessuale o avere avuto rapporti omosessuali o con persone transessuali e che pertanto quando deve affrontare le questioni affettive e mediche relative cerchi di capire subito e in modo garbato se ha di fronte una persona omosessuale, eterosessuale o bisessuale;
                      
o I pazienti omosessuali, quindi, si aspettano dal medico il pieno rispetto di tale orientamento così come della dignità e del diritto alla riservatezza di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni, anche nei confronti della propria famiglia;
 
o Altresì, ci si aspetta che il medico si relazioni con i clienti omosessuali evitando l’interferenza di stereotipi o di altre forme di pregiudizio (come l’uso di un linguaggio sessista o omofobo) e che si astenga dall’uso di etichette umilianti o dispregiative;
 
o Ad ogni medico deve essere presente e chiaro il concetto di “non” discriminazione nei confronti di clienti omosessuali, tenendo bene in considerazione come un orientamento sessuale diverso dall’eterosessuale “non” è indicativo di nessun disturbo psicologico né psichiatrico. Chi soffre di disagio rispetto al contesto sociale e familiare va incoraggiato a rispettare sé stesso e a interagire con altre persone omosessuali per evitare di restare isolato ;
 
o La definizione dell’OMS che “l’omosessualità, l’eterosessualità e la bisessualità sono varianti normali della sessualità umana” faciliterà ogni medico nel rispettare l’obbligo di astenersi fermamente dal mettere in atto tentativi di modificare l’orientamento sessuale di una persona attraverso qualsiasi forma di trattamento religioso, medico o psicologico, definiti sempre dall’OMS come “illegali ed in alcuni casi delle vere proprie torture” perché “sempre dannose” per la persona omosessuale e “privi di ogni scientificità”.
 
o Inoltre, è utile che ogni medico abbia presente il significativo distinguo tra“orientamento sessuale” e “comportamento sessuale”. Sono quindi da considerare dei reati o patologie i comportamenti che portano a stupro, pedofilia, compulsività sessuale (per mancanza di autostima) e tutte le normali varianti delle patologie sessuali e le MTS sulle quali sarà opportuno dedicare tempo per offrire consigli sulla prevenzione (Preservativo) e sul test HIV (in caso di comportamenti a rischio).
 
o Ogni medico è tenuto a ricordare che le persone omosessuali presentano le stesse diversificate problematiche assistenziali condivise dal resto della società, anche in campo ginecologico e pediatrico data la diffusione delle famiglie allargate a genitorialità omosessuali o a famiglie arcobaleno che nascono come tali oppure che abbiano bisogno di un sostegno psicologico per affrontare problematiche e questioni personali che non necessariamente dipendano dallo stigma sociale e familiare del proprio orientamento sessuale;

 

o Con riferimento particolare al Codice Deontologico ci si aspetta da ogni medico un sostegno per gli utenti omosessuali a sviluppare giudizi, opinioni e scelte in modo libero ma consapevole secondo i criteri del consenso informato.

 o Esistono tuttavia specificità che è necessario conoscere sia nel momento dell'accoglienza sia in quella del percorso di prevenzione, anamnesi, diagnosi e cura, che devono essere studiate da ogni medico, nell'ambito della propria specializzazione, al fine di non confondere i fattori di rischio e non produrre errori assistenziali o discriminazioni, ma di questo parlo in altri post di approfondimento.
 
Modificato dalle equivalenti linee guida per psicologi del Prof. P. Valerio et al.

 
 

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