La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT)
Recenti tendenze, prove di efficacia, utilità e limiti
di Gabriele Melli, Eleonora Stopani, Claudia Carraresi, Francesco Bulli

Terapia cognitivo comportamentale e risperidone a confronto nel trattamenti dei pazienti ossessivo-compulsivi resistenti agli SSRI

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13 dicembre, 2013 - 11:50
di Gabriele Melli, Eleonora Stopani, Claudia Carraresi, Francesco Bulli

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una delle condizioni psicopatologiche più complesse da trattare. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) hanno mostrato un certo grado di efficacia, soprattutto se utilizzati per tempi prolungati e a dosaggi elevati. Ciononostante, la sola terapia con SSRI spesso non è sufficiente ad ottenere miglioramenti clinici significativi. Sono state quindi proposte varie strategie di “augmentation” di quest’ultima, inserite nelle linee guida, in particolare con antipsicotici atipici quali il risperidone. Un recente studio randomizzato e controllato, pubblicato su JAMA Psychiatry, tuttavia, ha messo a confronto l’augmentation con risperidone (per 8 settimane, fino a 4mg/die) e quella con terapia comportamentale, basata essenzialmente su protocolli di esposizione e prevenzione della risposta (17 sedute, con cadenza bisettimanale) . Lo studio, condotto su 100 pazienti DOC randomizzati,  ha mostrato una netta prevalenza dell’efficacia della terapia comportamentale, che ha ottenuto una riduzione di almeno il 25% dei punteggi alla Y-BOCS nell’80% dei pazienti (contro il 23% del risperidone e il 15% del placebo). In sostanza, l’augmentation con risperidone si è dimostrata pressoché inutile, poiché non ha dato miglioramenti significativamente diversi da quelli del placebo, mentre l’intervento comportamentale si è rivelato prezioso nel trattamento di quei pazienti che non rispondevano alla sola terapia con SSRI. Ne consegue che, per coloro che non rispondono agli antidepressivi, sia caldamente consigliabile un intervento psicoterapeutico adeguato, piuttosto che un accanimento farmacologico con molecole poco utili e che presentano noti e importanti effetti collaterali. Occorre poi considerare che il trattamento cognitivo-comportamentale integra oggigiorno anche strategie cognitive, che aumentano l’efficacia della solla esposizione con prevenzione della risposta. I risultati che si possono ottenere, quindi, sono ancora migliori di quelli dimostrati nel protocollo sperimentale, che per ovvi motivi aveva durata limitata e modalità di intervento strutturate e semplificate. Ogni commento è benvenuto.

Fonte: Simpson et al. (2013). Cognitive-Behavioral Therapy vs Risperidone for Augmenting Serotonin Reuptake Inhibitors in Obsessive-Compulsive Disorder: A Randomized Clinical Trial. JAMA Psychiatry,70(11),1190-9.

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