La psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT)
Recenti tendenze, prove di efficacia, utilità e limiti
di Gabriele Melli, Eleonora Stopani, Claudia Carraresi, Francesco Bulli

Dismorfofobia e terapia cognitivo comportamentale

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22 aprile, 2014 - 10:40
di Gabriele Melli, Eleonora Stopani, Claudia Carraresi, Francesco Bulli

Il disturbo di dismorfismo corporeo (o dismorfofobia) (BDD) è purtroppo abbastanza frequente, ma anche notoriamente difficile da trattare. Un recente studio pubblicato su Behavior Therapy, tuttavia, ha dimostrato come un protocollo di terapia cognitivo comportamentale (CBT) "modulare" e manualizzato (che comprende strategie fondamentali di intervento quali esposizione, prevenzione della risposta e training percettivo, ma anche moduli specifici per problemi particolari, come il ricorso ricorrente alla chirurgia estetica) possa essere efficace nel trattamento di questo disturbo. 
36 adulti con disturbo di dismorfismo corporeo sono stati  assegnati casualmente al gruppo di trattamento con CBT (per 22 sedute distribuite in 24 settimane) o al gruppo "lista di attesa", per la durata di 12 settimane. Sono stati somministrati la Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale modificata per il BDD (BDD-YBOCS), la Brown Assessment of Beliefs Scale, il Beck Depression Inventory-II, la Sheehan Disability Scale e il Client Satisfaction Inventory (CSI), sia prima che dopo il trattamento e ad un follow up a tre e a sei mesi.
Considerando come responders i soggetti con un miglioramento alla BDD-YBOCS di almeno il 30%, dopo 12 settimane il 50% dei soggetti del gruppo CBT, contro il 12% di quelli in lista di attesa, ha risposto al trattamento. Al termine delle 24 sedute, l'81% dei partecipanti al gruppo CBT rispettava il criterio per essere considerati "responder". I risultati si sono mantenuti ai follow-up e anche i livelli di depressione, insight e disabilità sono migliorati. La soddisfazione soggettiva dei paziente è risultata molto alta nell'87% dei casi.
In conclusione, in base al presente studio, la CBT si è rivelata un trattamento efficace e ben accetto dai partecipanti. Occorre notare, tuttavia, che lo studio non prevedeva gruppi di controllo sottoposti a trattamenti alternativi, che avrebbero potuto rivelarsi altrettanto efficaci. A mio parere, inoltre, il problema più grosso di questi trial è quello di considerare responder i soggetti che migliorano del 30% alla Y-BOCS, ma questo non significa affatto che siano "guariti" o comunque senza sintomi anche molto invalidanti. Ciononostante, il trattamento appare efficace, in tempi relativamente brevi, e merita la dovuta attenzione.

Wilhelm, S., Phillips, K. A., Didie, E., Buhlmann, U., Greenberg, J. L., Fama, J. M., & … Steketee, G. (2013). Modular cognitive-behavioral therapy for body dysmorphic disorder: A randomized controlled trial. Behavior Therapy, doi:10.1016/j.beth.2013.12.007

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