Mario Amore, la Sindrome Maligna da Neuroloettici

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Registrazione del Seminario di Aggiornamento tenuto dal Prof. Mario Amore del Dipartimento di Neuroscienze (Sezione Psichiatria) dell'Università di Genova.
La Sindrome Maligna da Neurolettici (SMN) è una sindrome caratterizzata da segni extrapiramidali ed ipertermia associati ad alterazioni dello stato di coscienza, compromissione del sistema nervoso autonomo, leucocitosi ed elevato aumento delle CPK. Essa rappresenta la reazione avversa conseguente all'assunzione di neurolettici più temibile, essendo associata ad un tasso di mortalità che varia tra il 10 ed il 20% dei pazienti colpiti. L'incidenza riportata varia tra lo 0,02% e il 3,23% dei soggetti trattati con terapia antipsicotica, con ampie variazioni prevalentemente dovute alla eterogeneità dei campioni indagati e ai diversi criteri diagnostici. Anche se sono scarsamente predittivi, fattori di rischio indicativi sembrano essere il sesso femminile e l'età: in quest'ultimo caso la distribuzione del rischio è bimodale, con un primo picco tra i 20-40 anni, ed un secondo oltre i 50. Inoltre, la situazione organica del paziente rispetto a parametri fisiologici quali il bilancio elettrolitico, una storia pregressa di SMN, l'assunzione concomitante di alcuni psicotropi (litio carbonato, antidepressivi triciclici, IMAO, BDZ), una precedente brusca sospensione da molecole con attività anticolinergica o dopaminergica, il trattamento con antipsicotici ad alta potenza o ad alte dosi e una neurolettizzazione rapida, sono fattori comunemente ritrovati nelle anamnesi di pazienti che sviluppano SMN. Al di là della potenza non esistono dati di diverso rischio tra antipsicotici ed anche i nuovi antipsicotici risperidone e clozapina non sono indenni dal rischio. La fisiopatologia della SMN è sconosciuta. L'ipotesi principale considera un blocco del sistema dopaminergico a diversi livelli con un effetto inibitorio sul sistema nigro-striatale, che spiegherebbe la rigidità muscolare e con un'attività sull'area ipotalamica che spiega le alterazioni sulla termoregolazione. Ipotesi alternative includono il coinvolgimento di altri neurotrasmettitori come il GABA, ma anche il calcio, le -endorfine e le prostaglandine. La SMN si manifesta con ipertermia (circa il 50-60% dei casi con temperatura superiore ai 38 °C), importanti segni extrapiramidali con imponente ipertono muscolare, compromissione del sistema nervoso autonomo (ipotensione, ipertensione, tachicardia, iperdiaforesi, incontinenza), alterazioni dello stato di coscienza (agitazione, confusione, delirium, stupor e coma) e disturbi respiratori. Un repentino ed inspiegabile peggioramento delle condizioni psicopatologiche del paziente, in presenza anche di soli altri sintomi iniziali dovrebbe far sospettare la SMN.
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