S’incontrano il giovane e presuntuoso giocatore d’azzardo Johnny (Joseph Gordon-Levitt), il perfido senatore Roarck (Powers Broothe), la bella Nancy (Jessica Alba) la cui vita precipita nel baratro dopo la morte dell’amato Hartigan (Bruce Willis) che vendicherà con l’aiuto di Marv (Mickey Rourke), e Dwight (Josh Brolin) che s’interroga se Ava (Eva Green) è la femme fatale per cui vale davvero la pena uccidere. “Io sono cresciuto con fiction crime e questi personaggi vengono da ovunque. In particolare, quello di Eva Green volevo che fosse l’essenza della femme fatale, un personaggio al tempo stesso terrificante e sexy”, così Frank Miller in conferenza stampa a Roma, al The Space Moderno, prima di salire in cattedra con Robert Rodriguez per una speciale lezione rivolta agli studenti dello Ied ed al pubblico del Romics (manifestazione che li ha insigniti del premio d’oro). “In questo secondo film (il primo ‘Sin City’ è del 2005, presentato al Festival di Cannes, fu un successo di pubblico e critica, ndr) siamo andati più a fondo nella psicologia dei personaggi e siamo riusciti ad avere il cast che desideravamo, senza entrare nel tritacarne di Hollywood.

I migliori film tratti dai comic books sono quelli che sono restati maggiormente fedeli alla storia di partenza”, sottolinea Miller. “La fedeltà alla graphic novel di Miller è la ulteriore chiave vincente del film - afferma Rodriguez -. La sua visione è profonda e completa, ed è rispettata. Qui non si parla di ‘trasposizione’ dal fumetto al grande schermo”.

Per entrambi i registi di fama planetaria inizi non facili a quanto ho sentito. Rodriguez si è prestato a fare da cavia per esperimenti medici (sic). Miller ha camminato quasi scalzo “con scarpe malandate nella fredda New York – dice - e sofferto la fame”...