Traiettorie, non destinazioni
Terzo millennio: appunti di cinema, psichiatria e mass-media
di Massimo Lanzaro

In anteprima al Festival di Roma il film "Still Alice", nel segno di una tragica coincidenza: la comune irreversibilità fra l’Alzheimer che colpisce la protagonista e la SLA diagnosticata a Richard Glatzer

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18 ottobre, 2014 - 12:08
di Massimo Lanzaro

Alice Howland, felicemente sposata e madre di tre ragazzi, è una rinomata professoressa di linguistica che, improvvisamente, inizia a dimenticare le parole. Quando le diagnosticano una forma precoce di Alzheimer, Alice e la sua famiglia vedono messi a dura prova i loro rapporti. La sua battaglia per cercare di rimanere legata alla persona che era una volta è terribile, commovente e ammirevole. Dal libro “Still Alice” - scritto dall’autrice esordiente Lisa Genova e pubblicato da Simon e Schuster nel 2009 e tradotto in 25 lingue (pubblicato in Italia col titolo “Perdersi”) – al film di Richard Glatzer e Wash Westmoreland presentato alla sezione Gala del Festival del film di Roma, con protagonista Julianne Moore. Nel cast anche Kristen Stewart e Alec Baldwin. “Richard ed io ricevemmo una telefonata nel dicembre del 2011, dal duo di produttori, Lex Lutzus e James Brown, che ci chiesero di dare un’occhiata a un romanzo – scrive nelle note di regia Wash Westmoreland -. Fu una di quelle opportunità del tutto inaspettate per le quali i film maker letteralmente ‘vivono’, ma quando venimmo a sapere del tema del libro rimanemmo interdetti”.

“La trama del libro, una donna brillante a cui viene diagnosticata una forma di Alzheimer precoce, suggeriva un film sulla malattia, la disperazione e la morte. Era un tema a noi troppo familiare – continua Wash Westmoreland -. Difatti, all’inizio di quello stesso anno, Richard si era fatto visitare da un neurologo a Los Angeles, in seguito ad alcune difficoltà che aveva sviluppato nel parlare. Il dottore gli aveva visto nella bocca, e aveva notato un inarcamento della lingua, e aveva predetto, ‘Credo sia Sla’. Abbiamo trascorso parecchio tempo nei mesi successivi a cercare di gestire le ripercussioni di questa cosa, sia da un punto di vista medico che emozionale. Leggendo i primi capitoli del libro, trovavamo delle similarità che ci erano familiari in maniera inquietante: il neurologo dal quale si reca Alice inizialmente le rivolge le stesse domande che Richard si era sentito chiedere all’inizio dei suoi esami; e il crescente senso di terrore che accompagnò la diagnosi, la sensazione di avere le ali tarpate, nel momento in cui la vita aveva acquisito la sua totale pienezza. Avevamo davvero voglia di affrontare un film del genere in quel momento? Alzheimer e Sla ovviamente sono malattie molto diverse tra loro. Più avanti, quando incontrammo Elizabeth Gelfand Stearns, socia della produttrice Maria Shriver, ci disse molto chiaramente: ‘Sono due malattie quasi opposte, l’Alzheimer attacca la cognizione, e inizialmente lascia intatto il corpo, mentre la Sla lascia intatto l’intelletto, mentre il corpo...’, ma lasciò la frase a metà, per non creare imbarazzo. Le malattie certamente hanno delle similarità: sono entrambe terminali, incurabili, e hanno l’effetto di isolare il paziente dal mondo esterno. Ma la cosa più atroce è che entrambe cancellano il senso dell’identità, perciò è essenziale cercare di aggrapparsi a se stessi”.

Glatzer e Westmoreland hanno fatto la storia del Sundance nel 2006, quando Non è Peccato –La Quinceañera ha vinto sia il premio del Pubblico che quello della Giuria. In seguito, il film ha ottenuto molti altri premi, tra cui il Humanitas screenwriting Award, e il John Cassavettes Spirit Award, del 2007. Il duo, in seguito, ha co-prodotto Pedro (2008), un biopic sull’attivista dell’Aids, Pedro Zamora, per Mtv. Il film è stato presentato ai Festival di Toronto e di Berlino, ed è stato presentato in TV dal Presidente Bill Clinton. Tra gli altri film di cui si sono occupati vale la pena citare The Fluffer (2001) e Grief (1994), che ha vinto i premi più prestigiosi al San Francisco Frameline Festival e all’Outfest. Mentre The Last of Robin Hood, con Kevin Kline, Susan Sarandon e Dakota Fanning, è stato presentato al Festival di Toronto nel 2013. Richard Glatzer si è laureato in Lingua Inglese presso l’Università della Virginia. Wash Westmoreland è di Leeds, in Inghilterra, e ha studiato Scienze Politiche presso l’Università di Newcastle-upon-Tyne.

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