Traiettorie, non destinazioni
Terzo millennio: appunti di cinema, psichiatria e mass-media
di Massimo Lanzaro

L'archetipo “filmico” del Puer e del Senex in "Trash"

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15 dicembre, 2014 - 12:19
di Massimo Lanzaro
In questi giorni è nelle sale "Trash", un film diretto da Stephen Daldry con protagonisti tre ragazzini delle favelas di Rio de Janeiro e due attori statunitensi: Rooney Mara e Martin Sheen.
 
La trama: a Rio de Janeiro tre minorenni poveri passano il tempo a rovistare tra la spazzatura di una discarica. Finché uno di loro trova fra l'immondizia il portafoglio di un uomo scomparso in circostanze poco chiare. Il rinvenimento suscita vivo interesse nelle autorità locali, e così i ragazzini si trovano loro malgrado coinvolti in un’articolato ed enorme intrigo politico-poliziesco.
 
Perché mi è piaciuto molto: sembra una sorta di romanzo di formazione che invece di promuovere l'integrazione sociale del protagonista o raccontarne emozioni, sentimenti, progetti, affonda direttamente gli artigli nell’anima mundi, delle cui istanze i piccoli protagonisti si fanno magnifici interpreti.
 
E’ un tipo di eroismo particolare il loro, in cui convivono aspetti senex (l'essere disciplinato, controllato, responsabile, razionale e ordinato) congiunto all'esser dominati dalla passione impetuosa che solo il puer può infondere.
 
Come di recente si diceva in una discussione alcuni ritengono, a mio modesto avviso erroneamente, che l'Ombra del Puer sia il Senex. Invece il lato negativo del Puer è notoriamente quello dell'uomo-bambino che si rifiuta di crescere, di affrontare le sfide che la vita gli richiede e che invece di risolvere i problemi rimane in attesa. Puer e Senex convivono in ciascuno di noi, ciascuno con i suoi indispensabili tratti (forse uno dei più bei volumi su questo argomento è stato scritto da Hillman: "La forza del carattere"). Analogamente l'Ombra dell'archetipo del Senex è quella che, inflazionata appunto da idee di onnipotenza finisce addirittura per distruggere, scotomizzando di conseguenza la dimensione "antropopoietica" (cit. ) e quella di "stare insieme" alle giovani generazioni.
 
Fan riflettere in questo senso le costellazioni archetipiche dei vari protagonisti e le implicazioni psicosociali di questo piccolo gioiello d’immaginario cinematografico. Non aggiungo altro per evitare spoilers, ma la forza del carattere dei tre piccoli grandi attori dovrebbe essere di esempio. E la pellicola è analogamente esempio di “un vero film di Natale”.
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