Traiettorie, non destinazioni
Terzo millennio: appunti di cinema, psichiatria e mass-media
di Massimo Lanzaro

Breve nota su "American Sniper" di Clint Eastwood

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5 gennaio, 2015 - 10:26
di Massimo Lanzaro
Basato sull'omonima autobiografia di Chris Kyle il  film, nelle nostre sale in questi giorni,   ha per protagonista il bravissimo Bradley Cooper  affiancato da Sienna Miller. Kyle è stato un mito tra i cecchini delle Forze Armate statunitensi che lo chiamano "La Leggenda", mentre i miliziani iracheni lo ribattezzano Al-Shaiṭān (il diavolo) e offrono una taglia di 80.000 dollari per la sua uccisione. Durante i quattro turni in battaglia, con il consolidarsi della sua reputazione e le innumerevoli vittime, Chris si allontana dalla famiglia e dalla vita civile. La sua fede incrollabile nella missione di proteggere i compagni d'arme, che lo rende una risorsa preziosa in guerra, diventa un handicap quando cerca di reinserirsi nella comunità dove abita con la sua famiglia. Finalmente sembra trovare uno scopo alla propria vita civile, aiutando i reduci che, come lui, hanno vissuto momenti terribili nei diversi teatri di guerra dove gli Stati Uniti sono impegnati. Addestra al tiro persone con gravi menomazioni fisiche e ritrova la gioia di vivere con la moglie e i due figli che lo adorano. Poco dopo però Kyle viene ucciso senza apparente motivo, da un commilitone che soffre di PTSD.

Forse questo film risuonerà con l'animo di chi soddisfa almeno due dei seguenti tre criteri:
- nel 1999 ha letto Pappagalli verdi;
- crede che un'americano registrato come repubblicano possa essere anche libertario ed avere idee progressiste (almeno per un giorno ma per quasi tutto il giorno);
- ha o ha avuto dei dubbi sul costrutto di PTSD (per un periodo di almeno quattro settimane).

 

 
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Commenti

RECENSIONE DI ROSSELLA VALDRE' SU AMERICAN SNIPER E IMITATION GAME
... Due destini lontani e simili che la grande macchina del cinema rende noti al mondo, grazie a quella forza che le sole autobiografie letterarie non avrebbero avuto, di imporsi al nostro inconscio attraverso la forza bruta dell’immagine, il reale trasfigurato in immaginario non solo personale, ma collettivo.
Un’amara riflessione a margine, uscendo pensosa dalla sala…è anche grazie a uomini così, noti e meno noti, alle loro personali devastazioni non sempre riconosciute, che viviamo in un mondo relativamente sicuro, relativamente democratico, dove il fronte, il complotto, i servizi segreti, i conflitti sono sentiti come altro da noi. Lontani, televisivi, magari argomenti da salotto. Ma la Guerra esiste davvero…
“il sentimento di assurdità potrebbe colpire un uomo in faccia ad ogni angolo di strada”.
A.Camus
http://www.spiweb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5471%3...

ho visto il film domenica dopo che sabato avevo visto IMITATION GAME sulla tragica storia di Turing. Io trovo che questi due biotic certo diversi tra loro abbiano in comune una rappresentazione realistica della guerra vissuta interiormente come momento in cui dover fare delle scelte nel caso di Turing decidere chi salvare e chi no nel caso di Kyle chi uccidere e chi no.
Considero Eastwood il miglior regista epico vivente
E' evidente che sia un repubblicano certo non di sinistra ma prevale sempre in lui l'arte e l'ambivalenza proria del nostro essere umani e in questo resta un maestro del cinema come il suo antico mentore Sergio Leone

Dall’altra parte del mirino le conseguenze del conflitto e Eastwood è asciutto e chirurgico die­tro alla mac­china da presa. Che sia il miglior regista epico vivente? Difficile non esser d'accordo.

A proposito di Turing invece a quanto pare Matteo Salvini ha di recente dichiarato: "Stiamo studiando un progetto di legge sulla castrazione chimica". Che è ancora applicata come parte della pena di reati a sfondo sessuale, in diversi paesi, inclusi gli Stati Uniti e Canada, Russia, Polonia, Regno Unito, Svezia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Germania, Francia.
Spesso, la legislazione prevede che il reo possa richiedere la castrazione chimica su base volontaria, talora ottenendo sconti di pena. Alcune associazioni per i diritti civili ne contestano l'applicazione; in particolare l'ACLU (American Civil Liberties Union) sostiene che sia contraria alla costituzione degli Stati Uniti.


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