Traiettorie, non destinazioni
Terzo millennio: appunti di cinema, psichiatria e mass-media
di Massimo Lanzaro

Un flusso di coscienza in piano sequenza

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26 gennaio, 2015 - 15:40
di Massimo Lanzaro
Birdman, noto anche come Birdman or the Unexpected Virtue of Ignorance, è un film del 2014 co-scritto, diretto e co-prodotto da Alejandro González Iñárritu.
 
Il film ha aperto la 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 26 agosto 2014. La pellicola riceve poi ben nove nomination agli Oscar 2015, tra cui i principali per Miglior film, Miglior regia, miglior attore protagonista (Keaton) e Miglior sceneggiatura originale. Nomination anche come Miglior attore non protagonista a Edward Norton e Miglior attrice non protagonista a Emma Stone. Tutti davvero bravissimi, a mio modesto avviso. Quest'anno (forse più del solito) non sarà facile scegliere per l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences.
 
Cos’è questo film? Un flusso di coscienza in piano sequenza. Humor nero al ritmo incalzante di tamburi e rulli di batteria. La liminalità assoluta, il limbo dove si toccano cinema e teatro, normalità e follia, percezioni e dispercezioni, finzione e verità, recitazione e sentimenti veri, popolarità e valore, insomma: il punto atomico dove si alternano i mondi, quello spazio di confine che dura un attimo lungo 119 minuti. Se dico che però non mi è piaciuto il finale non è uno spoiler, vero? Me lo direte il 5 febbraio.

 
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