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Terzo millennio: appunti di cinema, psichiatria e mass-media
di Massimo Lanzaro

American sniper: recensione di Alfredo Vernacotola - Ricevo e pubblico volentieri

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28 gennaio, 2015 - 15:05
di Massimo Lanzaro
La Libertà Di Poter Cambiare: Il Non Senso Del Collettivo
Breve Riflessione Psicologica Sulla Vita Di Chris Kyle

di Alfredo Vernacotola

Il senso nascosto d'una tenzone garantente il supposto ordine, si scontra con l'avidità dell'uomo che pretende di dominare - con la forza - ogni scheggia vagante nell'universo poliedrico del Nulla.
Lasciando che vi sia il grido muto dei colpi di mitraglia, figli illegittimi di un Dio vilipeso nella sua sussistenza, si rende l'uomo un mero organismo tendente alla distruzione dei suoi simili.
Avendo osservato ogni particolare dell'ultimo film di Clint Eastwood, ciò che risalta é la freddezza nell'eseguire gli ordini e la razionale follia di chi uccide individui in nome di una supposta necessità di libertà: la libertà non ha né colore né religione od ideologia. La libertà é la responsabilità di intraprendere la via della consapevolezza ponendo in essere la possibilità di ri -organizzare la propria esistenza allorquando si conoscono le motivazioni - nel caso specifico meramente economiche - fallimentari di una politica 'coloniale' che non tiene conto della libertà. Non si può essere d'accordo con i sostenitori di 'teorie' secondo cui la guerra diviene necessaria perché possa essere raggiunta la libertà.
I militari americani hanno vissuto anni difficili nella vastità del teatro di guerra del Golfo Persico, mossi dalla convinzione che la lotta contro il nemico fosse ineludibile per poter salvare l'intera umanità, non soltanto gli Stati Uniti d'America dall'imminente invasione islamica. Ogni soldato che ha svolto servizio agli ordini dei Marines o dei Navy Seal – come nel caso dell'uomo interpretato da Bradley Cooper – ha tatuato nella sua mente/psiche il germe della distruzione umana, germe che può sedimentarsi e generare patologie classiche per il trascorso di guerra vissuto dai singoli militari: Disturbo Post Traumatico da Stress.
L'esposizione – in tal caso ripetuta – a eventi in cui la percezione di morte non è soltanto immaginata ma connaturata di eventi ben distinti, asseconda la manifestazione di sintomi che variano dall'ansia alla confusione dovuta all' intrusività di pensieri attivanti il ricordo dell'evento traumatico.
La Fine di Chris Kyle, Navy Seal protagonista del film 'American Sniper' di Clint Eastwood, é da eroe. Cecchino infallibile - definito 'La Leggenda' -, tornato dall'Iraq e congedato, per superare il PTSD ha effettuato un percorso riabilitativo vertente sul mutuo soccorso dei commilitoni. La parte conclusiva dell'opera cinematografica del regista americano, lascia trasparire quanto sia stata coercitiva l'ideologia collettiva che genera nell'uomo la pretesa di ergersi a salvatore dell'umanità: dopo una prima imboscata, dove morirono alcuni Navy, la squadra di cui Chris è Capo, vuol cercare di uccidere il cecchino iracheno reo di aver distrutto l'unità del Gruppo. Accerchiati rischiano la vita e ascoltano il rantolio di chi perisce per il puro spirito di rivalsa. Chris si salva per puro caso, faticando anche a salire sull'elicottero americano.
Combattere una guerra migliaia di chilometri distanti dagli Stati Uniti non è come avere un conflitto bellico nel proprio territorio. Il Ptsd si manifesta anche a distanza di mesi: nel caso del nostro Kyle, il riacutizzarsi delle vicende con la morte degli ultimi commilitoni, sortisce una perdurante condizione di ansia innescante un'attivazione dei livelli d'attenzione che genera reazioni abnormi rispetto a quanto la situazione richiedeva.
Il suo problema non era aver ammazzato 160 uomini/bersagli, bensì non essere riuscito a salvare più commilitoni di quelli salvati. Dedicarsi ai reduci, mutilati, ha rappresentato la sua rivincita e, nel contempo, la sua sconfitta.
Ucciso nel 2013 da un veterano cui aveva dato la disponibilità per aiutarlo nel reinserimento. Si riserva in altro scritto di affrontare l'incrocio patologico tra l'assassino e Chris Kyle.
Le accuse mosse al Navy Seal sono paragonabili a quelle mosse ai terroristi o ai cosiddetti Foreign Fighters: non si può associare il rispetto delle regole e l'adesione ad una ideologia collettiva sedimentata nel corso di un intero secolo. Il valore patriottico che  si rintraccia nella cultura liberale americana – quella repubblicana – è fondata sull'esaltazione del forte attaccamento alle proprie origini poste in pericolo da supposte creature diaboliche. Ritenere i Navy Seal degli assassini è lecito, in quanto ciò che sono chiamati a fare è eseguire dei massacri su commissione. Al di là del puro aspetto pragmatico, i soldati eseguono degli ordini cui non possono sottrarsi. Ciò non sta ad indicare la completa adesione a quanto è loro demandato. Visto ciò, il rilfesso dell'ideologia nella pellicola di Clint Eastwood appare, a mio avviso, sfumato. Quanto scritto non è un paradosso: descrivendo la Storia non si lasciano per la via i tasselli di una esistenza vissuta all'interno di un microcosmo quale quello dell'America dei cow-boy. Certamente ogni agito risente dell'educazione e dell'esaltazione della tipologia usata nell'assecondare lo sviluppo dell'individuo. Ciononostante, non è possibile stabilire i caratteri personologici di un' individuo poiché si è sempre aperti al cambiamento, in primis riflettendo (si pensi all'etimologia: ripiegarsi su se stessi è la riflessione) su quanto agito e su come poter ovviare al vuoto creato a sé stessi e alla famiglia.
Il valore di un individuo lo si evince dalla capacità di rialzarsi quando si cade, specialmente nei casi in cui non v'é percezione della forza espressa nella volontà di risalita.
La vita va vissuta, tenendo fede al proprio essere.
La libertà consiste nella possibilità di arrogarsi la responsabilità di agire eticamente, senza andare contro l'autorità. In tal modo anche un cecchino - tecnicamente un assassino - é da considerarsi eroe: eroe di tutti i giorni, difendente i valori - talvolta illogici, come ritenere la libertà raggiungibile attraverso la guerra - della società cui si appartiene. Si é egualmente rispettanti la propria cultura quando si cambia nel nome della propria individualità, che il collettivo non riconosce.
Onore a Chris Kyle.
Magistrale e realista - fino all'esasperazione - Clint Eastwood, capace di interpretare i sentimenti di un'America trincerata su capisaldi obsoleti.

Per chi fosse interessato è dispobile in rete la sceneggiatura originale del film scaricabile in formato PDF seguendo il link


 
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