Traiettorie, non destinazioni
Terzo millennio: appunti di cinema, psichiatria e mass-media
di Massimo Lanzaro

Caroline Le Méhauté, una negoziazione tra il simbolico ed il sublime

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8 febbraio, 2015 - 19:03
di Massimo Lanzaro
Il curatore Alberto Mattia Martini ha detto: “Caroline Le Méhauté, pur non potendo essere annoverata tra gli artisti della Land Art sia per una questione anagrafica che per una contestualizzazione dell’oggetto artistico non solamente finalizzato al naturale, interpreta perfettamente il senso del sublime naturale.”

RISVOLTI PSICOLOGICI

In psicoanalisi (Freud), la sublimazione è un meccanismo che sposta una pulsione sessuale o aggressiva verso una meta non sessuale o non aggressiva. Questo consentirebbe una valorizzazione a livello sociale delle pulsioni sessuali o aggressive nell’ambito della ricerca, delle professioni o dell’attività artistica. “La macchina psicologica che trasforma l’energia è il simbolo” diceva invece Jung nel 1928.

In una piccola opera dal titolo “Energetica Psichica” affrontò il tema in termini evolutivi rispetto all’opera di Freud, sostenendo che la libido subisce in gran parte una trasformazione naturale (metabolica), ma che in piccola parte può essere dirottata per produrre altre forme. Dal corso naturale delle cose, possiamo sottrarre “energia eccedente” con cui fare un lavoro, produrre cioè oggetti e attività di valore individuale e collettivo.

L’energia vitale espressa da una cascata ad esempio – dice Jung – acquisisce un valore funzionale e non solo estetico, nel momento in cui viene convogliata in una diga e dunque in una centrale idroelettrica. L’energia naturale acquisisce valore nel mondo degli uomini quando, ricondotta in un sistema dotato di senso, viene spinta a fare un lavoro. Lo strumento che Jung suggerisce per distogliere energia dal corso naturale (ovvero per la sublimazione) è il simbolo. Il simbolo è un segno ricco di possibilità interpretative in parte individuali, in parte archetipiche. Il simbolo spinge l’uomo a “dare senso”, deviando il corso naturale dell’accadere psichico.

RISVOLTI FILOSOFICI

Nel 1790, Immanuel Kant, muovendo da una contrapposizione tra estetica del bello ed estetica del sublime, torna su quest’ultimo concetto nella Critica del Giudizio, ampliandolo e distinguendo tra sublime dinamico (espressione della potenza annientatrice della natura, di fronte alla quale l’uomo prende coscienza del limite) e sublime matematico (che nasce dalla contemplazione della natura immobile e fuori dal tempo). Al primo tipo appartengono fenomeni spaventosi quali gli uragani o le grandi cascate, al secondo tipo gli spazi a perdita d’occhio del deserto, dell’oceano e del cielo.

CAROLINE

Ora mi soffermerò su qualche pensiero ispirato da una mia conversazione con la stessa Caroline Le Méhauté, artista francese – vive e lavora tra Marsiglia e Bruxelles – che già vanta numerose esposizioni artistiche internazionali.

La galleria Spazio Testoni di Bologna inaugura la sua prima personale in Italia, che si concentra prevalentemente su un nucleo preciso di opere che in una dimensione di “silenzio”, accentuano una comune matrice e sintesi tematica, che indaga la correlazione che intercorre tra “natura, umano, aria, spazio e terra”.

La stessa Caroline mi spiega che “Négociation rappresenta un peculiare dialogo aperto ad esempio tra fruitore e artista, tra natura e uomo, da cui però traspaiono congiunture politiche profonde”.

A supporto della sua poetica, fatta di levità, concorrono anche i molteplici materiali di cui si avvale nella sua ricerca come: torba, fibra di noce di cocco, metallo, chine, acquerelli, paraffina, pigmenti ed elementi naturali di vario genere, dalle quali prorompe sempre un’energia creativa unica.

Négociation è il titolo che la Le Méhauté assegna praticamente a tutti i suoi lavori: Négociation più un numero, che identifica nello specifico a quale opera si sta facendo riferimento. Il termine Négociation che vede la sua traduzione letterale in italiano con negoziazione o trattativa implica e desidera interazione e reciprocità.

Le decisioni presuppongono sempre una rinuncia o comunque una scelta (anche non scegliere implica una scelta), comportando innanzitutto un dialogo/conoscenza/ascolto con il sé, un’introspezione. Questa dinamica intrapsichica è il punto di partenza della installazione Négociation 59, “décisions sourdes”. Una stanza, una lampada, una sedia e un tavolo interamente ricoperti da torba di cocco. Sullo scrittoio si intravede uno specchio. Chiaramente il simbolismo rimanda ai dialoghi intersoggettivi e successivamente tangibile è l’allusione alla morfogenesi della politica se non della società. Mentre la fibra della natura contempla guardingamente la presenza/assenza dell’uomo.

CONCLUSIONE

La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’anima, individuale e collettiva. La sordità, l’incapacità di vedere e ascoltare se stessi, gli uomini e la natura, il tumulto che è solo rumore di fondo, creano  disintegrazione, interiore ed esteriore. E Caroline, con la sua arte, sublima tutto questo nell’hic et nunc, ma in silenzio.

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