Traiettorie, non destinazioni
Terzo millennio: appunti di cinema, psichiatria e mass-media
di Massimo Lanzaro

I buchi in Ozon

Share this
23 marzo, 2015 - 18:21
di Massimo Lanzaro
All’inizio della pellicola vengono ripercorsi 20 anni di un’amicizia unica tra due ragazze in una serie di splendidi salti narrativi visivi. Poi la morte di una delle due, Laura (Isild Le Besco), segnerà profondamente la vita dell’altra, Claire (Anais Demoustier). Ha promesso di prendersi cura di sua figlia di pochi mesi e di suo marito David (Romain Duris). Ma il dolore è troppo forte e non riesce ad aprirsi agli altri, neanche alle attenzioni del marito Gilles (Raphael Personnaz). Un giorno si fa forza e va a casa della sua amica a trovare la bimba ed il marito, che troverà in vesti inusuali. Da qui una serie di scoperte personali, segreti, pulsioni nascoste, un vortice di emozioni che Ozon segue con una macchina da presa mai invasiva, ma leggera, delicata. 

La pellicola parte da un breve racconto di quindici pagine di Ruth Rendell e guardandola ricorderà a chi “Tootsie”, a chi “A qualcuno piace caldo”. 

Il cinema, secondo Artaud, non può limitarsi ad essere intrattenimento ma deve agire come una "forza dissociatrice" che introduca un "buco nelle apparenze".
 
La parola travestitismo (dal latino trans-, "al di là, oltre" e vestitus, "vestito") descrive le persone che abitualmente e volontariamente indossano abiti del sesso opposto.
 
C’è chi dice che Ozon in “Una nuova amica” abbia provato (concatenando i due items suddetti) a dipingere le figure sconcertanti del nulla di Artaud ma non ha ottenuto che un melò en travesti.
 
Si, certo. C’è la difficoltà di attraversare le fasi di elaborzione del lutto, il travestimento, il conoscersi e l’accettazione.
Ma in effetti lo scandaglio non affonda più di tanto nella dimensione delle problematiche dell'identità di genere, non più di un esercizio di stile. E a lungo quasi aspetti una rivelazione, quello che la psicoanalisi per anni non è riuscita a spiegarti, ma alfin, invece dell'agognato buco nelle apparenze, ti ritrovi poco più di un buco nell'acqua.

 

Vedi il video
> Lascia un commento


Commenti

Citare Le Fate Ignoranti, la prossima volta...

credo che ognuno sia libero di fare le citazioni che gli pare.

Grazie ad entrambi. Sarebbe bello se chi ritiene pertinente una citazione (mancata) scrivesse due righe sul perché. Diventerebbe cibo per la mente, invece che.. ?quasi un piccolo rimprovero?...


Totale visualizzazioni: 137