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Terzo millennio: appunti di cinema, psichiatria e mass-media
di Massimo Lanzaro

Stalking: domande, risposte e un esempio cinematografico

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18 maggio, 2015 - 16:12
di Massimo Lanzaro

Il termine stalking, dalla parola inglese “to stalk”, indica un insieme di comportamenti tramite i quali un individuo affligge un’altra persona con ingerenze insistenti nella vita quotidiana. Ciò avviene in maniera indiretta, ad esempio pedinando la persona, informandosi sulle sue attività, cercando di contattarla continuativamente tramite sms, chiamate telefoniche, mms, email, social network, o in maniera diretta tramite appostamenti, entrando dentro casa in maniera forzosa, fino a scaturire in atti violenti: insulti, minacce, aggressioni, fino all’omicidio.

Tutte queste azioni sono subite dalla vittima in maniera continuativa, a tal punto da provocarle spesso un sentimento di ansia e di angoscia, con conseguenze che portano anche a modificare le proprie abitudini di vita per evitare di trovarsi in tali situazioni.

Lo stalking è una malattia?

Lo stalking non è una malattia. Ma può essere uno dei sintomi di una malattia mentale come l’erotomania, un tipo di delirio in cui il paziente ha la convinzione infondata, pervasiva e inconfutabile che un’altra persona provi sentimenti amorosi nei suoi confronti. Nella forma più comune di questa patologia, il presunto amante è una persona famosa, o di una classe sociale superiore a quella del paziente. Questa variante viene chiamata sindrome di de Clerambault, dal nome di uno psichiatra francese che nel lontano 1921 pubblicò un trattato sull’argomento.

Nel linguaggio comune, il termine “erotomania” viene usato in modo improprio anche per riferirsi a atteggiamenti ossessivi in campo amoroso. Tuttavia lo stalking può essere un sintomo anche di una sindrome ossessivo-compulsiva o di un grave disturbo della personalità oppure ancora di parafilie quali voyeurismo o pedofilia.

Sarebbe cruciale, nell’ambito di un intervento psicologico precoce, individuare la corretta diagnosi, se si tratta di un disturbo mentale (e stabilire se non lo è, nel qual caso il fenomeno non è di pertinenza medica). Anche se raramente, diverse malattie organiche (ad esempio una neoplasia cerebrale, un malattia autoimmune) possono produrre sindromi o sintomi psicologici. Queste cose purtroppo si tende troppo spesso a trascurarle, a “dimenticarsene”.

Quando invece non si tratta di una malattia?

Nel caso delle persone che hanno rancori per traumi affettivi ricevuti da altri a loro avviso ingiustamente (tipicamente un ex-partner di una relazione sentimentale), delle persone opprimenti e invadenti principalmente per poca dimestichezza nelle modalità relazionali, oppure di coloro che vogliono vendicarsi dell’affronto costituito ad esempio dal rifiuto.

Lo stalker si insinua nella vita della vittima gradualmente o dopo un “raptus”?

Il termine raptus è decisamente in disuso sia in medicina che in psicologia. Penso ad esempio a “L’amore fatale”, un romanzo dello scrittore inglese Ian McEwan, pubblicato col titolo Enduring Love da cui è stato tratto l’omonimo film del 2004, diretto da Roger Michell, in cui improvvisamente Joe diventa l’oggetto di una implacabile persecuzione amorosa da parte di Jed.

A mio avviso questo non accade sovente nella realtà: in letteratura vengono infatti descritti periodi di incubazione subdola, di lunga durata, con sfumati cambiamenti di condotta. Notare questi comportamenti insoliti e intervenire in queste fasi sarebbe ideale, specie se all’origine dello stalking c’è una psicosi eroto-maniacale o comunque un disturbo psicologico.

È un fenomeno che riguarda solo le donne?

Circa la metà delle donne in età 14-65 anni (10 milioni 485 mila, pari al 51,8 per cento) hanno subito nell’arco della loro vita molestie in senso lato come pedinamento, esibizionismo, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche (Istat, 2012).

Lo Stalking è un fenomeno molto diffuso nel nostro paese, dati della prima indagine nazionale sulla violenza alle donne che l’Istat ha pubblicato nel 2006, hanno rilevano che quasi il 50% delle donne vittime di violenza fisica o sessuale ha subito comportamenti persecutori, 937 mila donne hanno subito violenza fisica o sessuale e lo stalking, ovvero comportamenti persecutori che le hanno particolarmente spaventate da parte del partner al momento della separazione.

A queste vanno aggiunte 1 milione 139 mila donne che hanno subito lo stalking ma non violenze fisiche o sessuali.

In totale sono 2 milioni 77 mila le donne vittime dello stalking dall’ex partner, il 18,8% del totale.

Il 68,5% dei partner ha cercato insistentemente di parlare con la donna contro la sua volontà, il 61,8% ha chiesto ripetutamente appuntamenti per incontrarla, il 57% l’ha aspettata fuori casa o a scuola o al lavoro, il 55,4% ha inviato messaggi, telefonate, e-mail, lettere o regali indesiderati, il 40,8% l’ha seguita o spiata e l’11% ha adottato altre strategie.

Tra le donne che hanno subito una violenza fisica o sessuale da ex partner la percentuale di stalking arriva al 48,8%. Lo stalking è più accentuato per le donne che hanno subito violenza fisica o sessuale da parte dell’ex fidanzato (54,1%) rispetto alle donne che hanno subito violenza dall’ex-marito o ex convivente (42,7%).

Lo stalking, inoltre, è un fenomeno che può sfociare in femminicidio. Il femminicidio è una vera emergenza sociale.

Il 2013, in particolare, è stato un anno nero per i femminicidi, con 179 donne uccise, in pratica una vittima ogni due giorni. Rispetto alle 157 del 2012, le donne ammazzate sono aumentate del 14%. A rilevarlo è l’Eures nel secondo rapporto sul femminicidio in Italia (pubblicato il 19 novembre 2014), che elenca le statistiche degli omicidi volontari in cui le vittime sono donne.

Avere uno stalker come paziente

Paradossalmente sono stato costretto a trattare in ospedale una donna italiana, recatasi in Inghilterra convinta che un uomo londinese conosciuto durante una vacanza tempo addietro, si fosse innamorato di lei. Questa convinzione non era scalfita minimamente dai fermi rifiuti della persona in oggetto, dalle numerose percosse da lui poi subite, da una ingiunzione di un tribunale che le impediva di avvicinarlo.

Continuava incredibilmente ad interpretare tutti questi eventi come “segnali d’amore”.

Casi simili

Pochi forse sanno che la perizia psichiatrica disposta per Massimo Tartaglia lo dichiarò incapace di intendere e di volere quando aggredì l’allora premier lanciandogli addosso un souvenir del Duomo di Milano. L’esito della perizia psichiatrica disposta dal gup Luisa Savoia stabilì che il 42enne all’epoca dei fatti era in cura per problemi mentali di natura sostanzialmente eroto-manicale al Policlinico di Milano. Alcuni giornali riferirono che lo stesso aveva maturato la convinzione assolutamente delirante che Berlusconi avesse una relazione con una sua (diciamo così) “fidanzata immaginaria”.

Quindi il suo gesto retrospettivamente è plausibile interpretarlo come un “vendetta di gelosia (seppur patologica)”. Ricordo che molti dissero che “la responsabilità di tutto era dei toni politici troppo accesi” e del “clima televisivo esasperante nei talk show”. La politica, invece, verosimilmente non c’entrava nulla!

Cosa prevede la legge in Italia?

In Italia lo stalking è diventato un reato grazie alla legge n. 38 del 2009 che sancisce la pericolosità di questo tipo di atti.

In ogni caso, se si ritenga di essere vittima di stalking ci si può rivolgere ad un Centro Antiviolenza o al numero verde 1522, gratuito.

 
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Commenti

Complimenti, Massimo. Chiaro ed esaustivo. E dici bene: Stalking è solo un sintomo, un comportamento. Bisogna vedere cosa c'è dietro. Se è un disturbo mentale, va innanzitutto individuato; e poi curato di conseguenza. Credo che in futuro incontri tra operatori della di salute mentale e forze di polizia vadano incoraggiati ed ampliati, per evitare da un lato che ogni molestatore venga bollato come "malato", e dall'altra per aiutare i tutori dell' ordine ad un corretto riconoscimento di eventuali patologie sottostanti.


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