LA VICINANZA DEGLI OPPOSTI
Carl Gustav .Jung e le sfide del mondo contemporaneo
di Valeria Bianchi Mian

OGNI LUCE HA LA SUA OMBRA E VICEVERSA.

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6 giugno, 2015 - 19:37
di Valeria Bianchi Mian
Nero su bianco, parto dalla fine e vado a tracciare questa nuova rubrica invitandovi ad essere - giusto il tempo richiesto per seguire il testo - lettori a ritroso.
  Per raccontarvi l’idea sottesa a “La vicinanza degli opposti – Carl Gustav Jung e le sfide del mondo contemporaneo” comincerò infatti con un cenno alla quattordicesima tra le opere del padre della psicologia analitica, il Mysterium coniunctionis (mi attengo alle edizioni Bollati Boringhieri).
  Il numero quattordici, a ben guardare, mi evoca immediati scenari mitologici; richiama alla mia mente il pezzo mancante del corpo di Osiride, l’ultimo e vitale elemento per la composizione del tutto: il fallo che Iside non riuscì a recuperare nel corso del suo viaggio alla ricerca del dio ma che ingegnosamente ella ricostruì per rendersi madre di Horus, il sorgere del nuovo, il sole nascente.  Un numero di buon auspicio, dunque.
 
  Nel  1963 Carl Gustav Jung dà alle stampe Mysterium coniunctionis - Ricerche sulla separazione e composizione degli opposti psichici nell’alchimia. Nella premessa all’opera, Luigi Aurigemma descrive il testo in questione come lavoro che va a concludere il complesso delle ricerche junghiane sull’alchimia. Ormai ottentenne, lo stesso Jung dichiarò che quelle pagine, da lui tenute “in cantiere da più di dieci anni” e  compendio dei suoi studi trentennali sull’alchimia, sarebbero state le ultime parole che egli avrebbe scritto per il mondo. 
  Lo psicologo analista svizzero scoprì nel linguaggio degli antichi alchimisti un campo fecondo e coltivabile da un punto di vista psicologico. Scrive ancora Aurigemma: “Attraverso le ricerche junghiane l’alchimia perciò, nel suo tendere, con linguaggio e strumenti propri, alla realizzazione della misteriosa coniunctio oppositorum e alla fabbricazione del particolarissimo oro filosofico” – che per gli adepti non è certamente il comune oro, non è oro del volgo – “si rivelava un momento, una forma storica dell’istintivo processo che Jung ha chiamato d’individuazione, che tende a riequilibrare le tensioni endopsichiche correggendo il naturale disordine delle forze in gioco nell’uomo, fisiche e spirituali; e che sorregge e nutre ogni attività psicoterapeutica, e quindi anche le diverse forme di psicoanalisi.” (Luigi Aurigemma, IX-X, Premessa, Mysterium Coniunctionis, Bollati Boringhieri editore, 1991).
 
  Tutta la psicologia di Jung si muove nel concetto di opposti – opposti che nel migliore dei casi raggiungono la congiunzione, l’alchemica trasformazione in coscienza. Opposti come elementi psichici antitetici ma in relazione polare e guerresca oppure dialettica, portatrice di sintesi possibile. Opposti dinamici e vitali.
 
  Solamente la coscienza delle dinamiche dei contrari, la compresenza delle luci e delle ombre di ogni cosa nel nostro umano sguardo di creature alla ricerca di un significato esistenziale, può renderci individui differenziati e non prede dell’inconscio collettivo, in un continuo operare. Un’opera che procede ogni giorno e in ogni nostro piccolo passo verso noi stessi. Nella complessità del mondo contemporaneo, la psicologia analitica è più che mai ricca di spunti per riflettere in un’ottica di evoluzione simbolica alla ricerca del senso perduto nelle vie dei segni.
 
  Con questa breve presentazione prende dunque avvio il blog che curerò con piacere tra le pagine virtuali di questo sito. Psicoterapeuta di orientamento junghiano, conduttrice di psicodramma analitico individuativo, mi occupo di gruppi di supervisione e di gruppi terapeutici. Da qualche tempo sono stata invitata a partecipare come admin al gruppo Psicologia alchemica su Facebook (creato dal Dr. Ciro Ferraro). Il mio blog personale con piattaforma blogspot lo trovate cercando Barlumi di coscienza.  http://barlumidicoscienza.blogspot.com. Mi occupo inoltre di illustrazione e di organizzazione di eventi legati alla poesia contemporanea. 
 
 Buona serata, per ora. Ci rivedremo nei prossimi giorni. Siete invitati al confronto e all'invio di commenti e domande.

A presto,

Valeria Bianchi Mian

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Commenti

Giustamente, Valeria B. Mian cita qui il pensiero di Aurigemma: “Attraverso le ricerche junghiane l’alchimia (...) si rivelava un momento, una forma storica dell’istintivo processo che Jung ha chiamato d’individuazione...".
Mi soffermo su questo concetto: l'alchimia, e gli studi / riflessioni sulla stessa, rappresentano per Jung "un momento" ed una 'forma storica, così come evidenzia ancora Aurigemma allorquando scrive, nella citata prefazione, che: "lo studio del simbolismo (...) ha quindi il compito ed il merito di individuare nel linguaggio alchimistico una delle molteplici forme simboliche nelle quali si esprime l'universale, archetipica aspirazione alla presa di coscienza, cioè all'integrazione dell'inconscio...". Una delle molteplici forme, dunque, che è utile osservare in una'ottica relativizzante che sia memore del mutare dei linguaggi succedutisi nel tempo. Riporto - condividendola - una ulteriore osservazione di Aurigemma a proposito del Mysterium coniuntcionis: ".. una summa dell'opera di Jung, di accesso certo non facile, ma quanto mai prodiga di insegnamenti per chi vi si accosti con il bagaglio di una formazione culturale e di una pratica analitica che già abbiano qualche familiarità con l'universo junghiano." Mi auguro che il fruitore dell'impresa che ora Valeria si accinge a svolgere abbia queste caratteristiche. Il tutto al fine di mettere in rilievo l'opportunità di una relativizzazione e di una storicizzazione, che - a mio parere - si richiede oggi..
Non inutile, forse, anche se probabilmente già evidente, specificare che condivido la visione di Mario Trevi, ovvero privilegio il 'modulo costruttivo della considerazione psicologica'.

Buongiorno Simonetta e benvenuta. Grazie per il suo commento, il quale mi offre la possibilità di approfondire il post - che essendo il primo ed inoltre, appunto, post, non può in se stesso dirsi esaustivo.

La mia intenzione attraverso la rubrica non è quella di scrivere esclusivamente di alchimia o degli studi di Jung a tal proposito, e nemmeno di decontestualizzare i suddetti studi (che di certo tratterò ancora e con maggior approfondimento) per stimolare il lettore fruitore e lasciarlo a metà via. L'intenzione è quella di avviare "a ritroso" (così come ho scritto) il discorso da qui in poi partendo con un incipit che illustri una scena "sul finale". Poi, andando a riavvolgere il filo aprirò la strada del blog con nuovi articoli che stimolino ulteriori domande, esplorando gli scritti di Jung - ma non solo di Jung. Sarà un blog sulla contemporaneità e sulla psicologia analitica oggi. Fondamentalmente, è un po' il tema del convegno di Roma IAAP previsto per dicembre, "Call for papers" ... ad esempio. Condivido in pieno la linea proposta per l'occasione.
Partendo da Jung non trascurerò ulteriori sviluppi, non trascurerò Marie Louise Von Franz, Neumann... FORSE trascurerò un pochino Hillman e spero che non me ne vogliate.
Un blog è una rubrica. Il linguaggio del blog non è lo stesso linguaggio di un articolo scientifico in senso stretto. Un post solleva domande: è il suo scopo segreto, forse. Farò interviste a psicologi analisti. Intervisterò la traduttrice di Jung Marianna Massimello (traduttrice proprio del Mysterium, tra gli altri, e del Libro Rosso) con la quale sto attualmente lavorando ad un progetto. Intervisterò le analiste con le quali ogni tanto collaboro a Torino (Scategni, Ceresa...) Con Silvana, che forse conosce, stiamo anche cercando di avviare un network di psicoterapeute e di analiste per la riflessione su tematiche particolarmente "moderne". Una tra tutte: la surrogacy (ma non approfondisco nel commento, metterò di certo un articolo). Eccetera, eccetera...
Certamente potrebbe approdare al blog anche un fruitore non preparato. Ignaro. Vorrei che si sentisse a proprio agio di fronte ad uno spazio virtuale in cui concetti complessi possono essere purtroppo solo tracciati e intuiti dal lettore, che magari si sente stimolato ad ulteriori approfondimenti.

Mi è piaciuto cominciare rispolverando il Mysterium - un testo che per quel che mi riguarda non è stato il primo della lista nel mio approccio a Jung ma importante per me rispetto al filone "Psicologia alchemica" sin dalla mia tesi di laurea (nel 98)
Insomma... benvenuti suggerimenti e commenti... grazie e buona domenica.

.. ottima e rassicurante risposta, Valeria..! Forse per una mia troppo rapida lettura del tuo testo iniziale, avevo ‘temuto’ che si aprisse un nuovo filone dedicato a ‘Jung e l’Alchimia’, tematica che mi appare già molto presente in facebook. Scrivendo ‘timore’ esprimo una mia personale posizione, ovvero una perplessità di fronte a talune letture di Jung che ne mettono in luce soltanto le idee espresse nei testi in questione. Mi appare questa una visione unilaterale, ed in certo qual modo dimentica, soprattutto, dello Jung medico (quello, per intendersi di Medicina e Psicoterapia). Mi piace, invece, quanto prospetti per il blog che curerai.
Occorre, oggi, evidenziare la rinnovata attualità della psicologia analitica, aprendosi a contaminazioni che lo spirito del tempo richiede. Mi trovi alleata per quanto riguarda gli spunti innovativi.. pensa che già nel 1999 andavo svolgendo una ricerca sulla fattibilità di una psicoterapia on line..! Buon lavoro.. quindi ! (con sollievo memorizzo che non indulgerai troppo su James Hillman.. anch’esso iper presente in facebook )

Grazie Simonetta,
aggiungo che, se me lo permetterai e se ti farà piacere... intervisterei anche te nei prossimi mesi :) ...


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