Traiettorie, non destinazioni
Terzo millennio: appunti di cinema, psichiatria e mass-media
di Massimo Lanzaro

La psiche secondo Matteo

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19 aprile, 2016 - 05:10
di Massimo Lanzaro

Il premio David di Donatello per il miglior regista è andato ieri a Matteo Garrone, per 'Il racconto dei racconti - Tale of Tales'. 

Con l'ovvasione ripropongo e rielaboro la mia chiave di lettura psicologica di questa pellicola.

La funzione e una possibile interpretazione delle fiabe

 

Attraverso I secoli (con le successive rielaborazioni) le fiabe trasmettono significati nascosti e palesi, comunicandoli in modo tale da raggiungere la mente "ineducata" del bambino e quella "sofisticata" dell'adulto. In effetti vari autori, da Marie Louise Von Franz a Bruno Bettelheim, hanno mostrato come le fiabe popolari parlino il "linguaggio inconscio" di problem comuni a tutti gli uomini, con I conflitti, le crisi e le trasformazioni tipiche dello sviluppo dell'individuo e della collettività, al di là dell'intento narrativo contingente. E talora forniscono "soluzioni" e punti di vista "illuminanti", che possono sfuggire, per così dire, alla mente conscia.

 

L’INCONSCIO COLLETTIVO IN TRE REGNI E TRE CASTELLI

 

Magma caotico o paradigma  simbolico?

 

Si allude alle figure parentali disfunzionali (arche)tipiche e al loro superamento in ciascuna delle tre fiabe, laddove cui ciascun “eroe” porta a compimento un processo di maturazione tramite atti apparentemente barocchi e violenti, per lo più rivolti contro i genitori regnanti (anche quando virtualmente assenti).

 

Fiaba 1. L’uccisione del genitore invischiato e sadico (la regina osessionata, “forte”, script: “obbedisci o sono guai”)

 

Fiaba 2. Il parricidio simbolico del genitore narcisista e infantile, “debole” (script: “diventa quello che non sono riuscito a diventare”)

Fiaba 3. Lussuria, apparenze e seduzione di Eco (genitore apparentemente assente, libertinaggio)
 
(Il desiderio inteso come lussuria aveva già un re, e precisament un “piccolo re” come simbolo: il Basilisco, rettile leggendario che si modifica fino alla bruttezza e all’orrore fin dai bestiari medioevali, fino al punto che la sifilide che si diffuse nel secolo XV fu denominata "morbo del basilisco". Questo spostamento sulle funzioni inferiori, sul desiderio come istinto o pulsione sessuale primordiale porta ai vari fraintendimenti nella comprensione della teoria junghiana e della stessa formulazione freudiana che usa il termine latino libido, per indicare l'energia connessa alla spinta che proviene dal corpo).
 
 
L’AMORE FRATERNO DEI GEMELLI IN ENTANGLEMENT
 
Sembra incredibile che una minima azione su una particella abbia immediatamente effetto sulla particella gemella anche se questa è stata spedita a miliardi di anni luce (non è questo che accade ai due fratelli della fiaba?). Questa straordinaria proprietà sembrerebbe una caratteristica ineliminabile di una teoria della fisica accreditata di cui oggi disponiamo: la meccanica quantistica.
In pratica e ipersemplificando, il fenomeno coinvolge due o più particelle generate da uno stesso processo (cibarsi del cuore di un drago, nel racconto) o che si siano trovate in interazione reciproca per un certo periodo. Tali particelle rimangono in qualche modo legate indissolubilmente (entangled), nel senso che quello che accade a una di esse si ripercuote immediatamente anche sull'altra, indipendentemente dalla distanza che le separa.
 
La possibilità teorica di questo fenomeno venne ipotizzata da Schrodinger nel lontano 1926, anche se egli utilizzò per la prima volta il termine entanglement nel 1935, nella recensione dell'articolo di Einstein, Podolsky e Rosen (EPR). La definizione che ne diede Schrödinger a suo tempo è la seguente:
 
«Quando due sistemi, dei quali conosciamo gli stati sulla base della loro rispettiva rappresentazione, subiscono una interazione fisica temporanea dovuta a forze note che agiscono tra di loro, e quando, dopo un certo periodo di mutua interazione, i sistemi si separano nuovamente, non possiamo più descriverli come prima dell'interazione, cioè dotando ognuno di loro di una propria rappresentazione».
 
Einstein, sebbene egli stesso avesse dato importanti contributi alla teoria quantistica, non ne accettò mai le conseguenze più estreme, in particolar modo il fenomeno dell'entanglement, che resta una questione aperta.
 
Ma, da un punto di vista delle dinamiche psicologiche non è esattamente questo misterioso fenomeno che viene in mente quando si pensa alla narrazione relativa ai due gemelli albini?

Spunti di approfondimento
 
Che Garrone abbia scelto le tre fiabe perchè riassumono le tipologie di dinamiche principali e disfunzionali proprie di molte famiglie contemporanee?

Il fatto che tali narrazioni si tramandino dai tempi di Basile contribuisce a corroborare l'idea di una universalità di significato dei motivi archetipici. I vari personaggi infatti non devono essere intesi come ego, come persone, bensì simboli di strutture archetipiche: le fiabe non sono racconti delle esperienze personali, bensì prodotti delle comunità e della loro psiche collettiva e profonda. Le immagini di una fiaba, come quelle di un sogno, contengono spesso molti messaggi, che non si esauriscono in un'unica chiave di lettura e che a volte lo stesso autore potrebbe coscientemente aver ignorato (forse non è il caso di Garrone).

Jung affermava che studiare le fiabe è un buon modo per studiare l'anatomia comparata dell'inconscio collettivo, ovvero di quelli che si pensa siano gli strati più profondi e arcaici della psiche. Questo della comparazione meriterebbe un lungo approfondimento a parte, cui sto lavorando.

Di solito le favole mostrano le tappe del processo di maturazione della personalità (nel caso specifico, dei tre personaggi principali): I modelli di comportamento fondamentali della psiche e le situazioni tipiche della vita si presentano nelle fiabe "allo stato puro", non contaminate dalla storia personale e dai contenuti dell'inconscio personale.
 
Sarei davvero grato a chiunque commentasse, confutando, anche dileggiando o fornendo magari nuovi spunti di dibattito su questi argomenti che, mi rendo conto, sono al confine tra la psicanalisi, la psicologia analitica, la fisica quantistica e la non-ortodossia.

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Commenti

E' un luogo comune confondere gemelli ed entanglement. Due elettroni entangled non sono gemelli ma sono lo stesso elettrone: entrambi sono in sovrapposizione di spin; entrambi hanno spin up e spin down; se poi misuri lo spin di uno e risulta up, l'altro risulterà down; se invece misuri in uno lo spin down, l'altro risulterà up. Comunque concordo con te; l'entanglement è un buon modello di inconscio collettivo. Il riferimento ai gemelli, invece, lo ritrasforma in individuale. Bisogna fare attenzione quando si contaminano discorsi scientifici diversi.


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